ZVN, meglio i lenta cessione

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«Tutto l’azoto deve colpire il bersaglio» afferma Francesco Bevilacqua di Fano (PU).
Per una buona produzione le pianta deve uscire bene dall’inverno

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«L a mia azienda si trova in una ZVN (Zona di vulnerabilità da nitrati) e quindi sono costretto ad effettuare tutto il processo di concimazione con sole 140 unità di azoto. Si tratta purtroppo di un quantitativo limitato se si tiene conto delle asportazioni reali e del fatto che per il nostro frrumento duro puntiamo a una resa di 60-65 q/ha di granella, un obiettivo tutto sommato ambizioso».

Chi parla è Francesco Bevilacqua, titolare dell’azienda omonima situata in località Falcineto nel comune di Fano (PU). L’azienda, 40 ha praticamente in un solo corpo e situata in pianura, è coltivata per il 50% (20 ha) a frumento duro, mentre 12,5 ha sono coltivati a colza o girasole (comunque a colture da rinnovo), 3 ha a proteaginose (leguminose) e 2,5 ha a frutteto.

«La nostra posizione – continua Bevilacqua – ci obbliga a razionalizzare al massimo l’impiego dell’azoto. Il percorso della fertilizzazione parte dall’incorporazione dell’azoto in pre-semina che è fondamentale per far uscire bene la pianta dal periodo invernale, favorire l’accestimento ed evitare di compromettere la futura produzione».

Per questo motivo Bevilacqua ha scelto di utilizzare l’azoto a lento cessione che gli permette di arrivare con il giusto nutrimento per la pianta fino a metà febbraio, momento in cui la normativa gli permette di poter tornare nuovamente in campo. «E in quel momento – aggiuge Bevilacqua – dobbiamo già trovare la pianta in ottime condizioni. In funzione della stagione – precisa – diamo 20-25 unità di azoto».

Proteine al top

Per quanto riguarda gli interventi in copertura l’azienda opera nella fascia critica di fine accestimento in cui viene dato il 30-40% delle complessive unità di azoto, anche in questo caso a lenta cessione.

 

 

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