Xylella, stop al piano di abbattimenti

Olive Oil. Abstract Blobs of Golden Oil Floating in Water

Decisione del Tar Lazio del 7 maggio 2015. La magistratura detta le regole

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La guerra agli olivi del Salento scatenata dal Comandante della Forestale Giuseppe Silletti, è stata bloccata dopo la caduta di qualche olivo anche secolare, ma solo perché sospetto di essere malato di Xylella fastidiosa, con una decisione del Tar Lazio del 7 maggio 2015. A questo punto la situazione si complica sempre più e assume i soliti contorni grotteschi che contraddistinguono situazioni italiane analoghe. Ma ancora una volta è la Magistratura, questa volta amministrativa, ma già si sta muovendo anche quella penale e civile, a dettare le regole anche in un settore squisitamente tecnico al punto che il ministro Martina era più che sicuro di aver imboccato la strada giusta con la nomina del comandante della Forestale Giuseppe Silletti a Commissario straordinario per la Xylella. Ma sono bastate alcune semplici considerazioni di carattere amministrativo per convincere i Magistrati del Tar Lazio a sospendere immediatamente il Piano Silletti mettendo fine ad una eradicazione epocale in tutto il Salento. I ricorsi presentati al Tar Lazio erano tre ed erano stati presentati rispettivamente dai vivaisti, da 26 aziende olivicole biologiche e da due proprietari terrieri di Ora, chiedevano la sospensiva del provvedimento del Consiglio dei Ministri che aveva approvato e reso esecutivo il piano di eradicazione degli olivi. La sentenza con la quale sono stati rigettati i ricorsi afferma molto schematicamente che gli atti nazionali oggetto del contenzioso sono stati assunti in attuazione della Decisione di esecuzione n. 2014/497/UE della Commissione Europea relativa alle misure per impedire l’introduzione e la diffusione nell’Unione europea del batterio Xylella fastidiosa mentre il 28 aprile 2015 la Commissione Europea ha adottato un nuovo testo di Decisione di esecuzione sulla medesima questione, che si avvia a completare nei prescritti tempi il proprio iter interno ai fini della formale adozione, e a sostituire la Decisione 2014/497/CE, rispetto alla quale prevede misure differenti sia sul punto degli accertamenti tecnici da compiersi sia in ordine alle misure da adottare. Ad essere sospese, quindi, è stato spiegato nella sentenza del Tar Lazio, sono le misure prese dal Governo e dal commissario che prevedono l’abbattimento degli ulivi malati o sospettati di esserlo, in attesa che venga completato l’iter della commissione europea che prevede misure più rigide. In particolare, prevede che negli uliveti colpiti dai focolai del batterio, dovranno essere eradicati non solo gli ulivi malati, ma anche le piante che si trovano nel raggio di cento metri dalla pianta malata in alcune zone della Puglia. Il Tar fa quindi rilevare che per gli atti nazionali impugnati, residua, sul piano dell’esecutività, un orizzonte temporale esiguo, dovendo essere a breve termine rimodulati in modo coerente con il nuovo testo della Decisione di esecuzione, e quindi le censure svolte dai ricorrenti sono “meritevoli di particolare apprezzamento in punto di gravità e irreparabilità del pregiudizio” e quindi alla luce dell’”imminente mutamento delle disposizioni di riferimento” vadano accolti i ricorsi. Per il momento gli olivi del Salento sono salvi e se dovranno essere eradicati ciò avverrà in maniera più consapevole nel rispetto delle regole comunitarie che nel frattempo sono cambiate. La solita paura che assale tutti allorquando vi è un pericolo di cui non si conoscono bene le dimensioni e le modalità di difesa, si sta puntualmente verificando anche per la Xylella fastidiosa che vien avvistata anche in forma sporadica in una pianta di olivo in Liguria, ma proveniente da un vivaio ubicato in Toscana. E subito è scattato l’allarme con la Regione Liguria che segnala autonomamente il caso alla Commissione Europea a Bruxelles e con la Regione Toscana che minaccia subito azioni a difesa della propria immagine. Infatti la Regione Toscana afferma subito che sono stati effettuati controlli in maniera sistematica da ottobre 2014 ad aprile 2015 su tutti i vivai che fanno gli ulivi, e da aprile i controlli sono stati intensificati e i risultati sono stati negativi. In ogni caso un campione è stato trasmesso al Cnr di Bari che stabilirà con certezza se si tratta di Xylella. Ma il Ministro Martina dopo poche ore comunica subito a Bruxelles che il campione analizzato ha dato risultati negativi per cui non vi è nulla da temere circa una possibile diffusione del batterio oltre il confine della Puglia e del Salento. A scendere in campo per ultimo, almeno per ora è il Codacons che il 7 maggio 2015 ha dato il via all’azione risarcitoria collettiva. Sul sito www.codacons.it è stato pubblicato il modulo di costituzione di parte offesa attraverso il quale tutti i soggetti coinvolti dalla devastazione legata al batterio possono avviare l’iter volto a ottenere il risarcimento dei danni subiti. “Invitiamo tutti gli abitanti del Salento, i produttori e i coltivatori della zona a scaricare dal nostro sito il modulo di costituzione, in modo da inserirsi nel procedimento aperto dalla Procura di Lecce – spiega il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi – Sarà così possibile far valere i propri diritti e ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali subiti nei confronti dei soggetti che saranno ritenuti responsabili della diffusione di xylella e della mancata prevenzione”.