Xylella, è scontro istituzionale

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La Procura di Lecce blocca il Piano di eradicazione del batterio

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Brusco stop al piano di contenimento della Xylella fastidiosa, gli olivi da abbattere sono stati infatti messi sotto sequestro dalla Procura di Lecce. Una decisione che sarebbe frutto di un anno e mezzo di indagini tecniche e di laboratorio e di consulenze parallele a quelle ufficiali. Un decreto di sequestro d’urgenza, notificato giovedì 17 dicembre, per bloccare il secondo Piano del Commissario straordinario Giuseppe Silletti, vanificando il tentativo di evitare la procedura d’infrazione Ue a carico dell’Italia, messa in mora dal Commissario Vytenis Andriukaitis (si legga pag. 33 dell’ultimo Terra e Vita).

Nella conferenza stampa di sabato 19 dicembre il Procuratore Capo di Lecce Cataldo Motta ha spiegato i motivi del provvedimento: gli abbattimenti sarebbero inutili perchè non è accertato il nesso di casualità tra Xylella e disseccamento (non è stato identificato il batterio in olivi con sintomi). In più la presenza di Xylella in Puglia non sarebbe, secondo le indagini, recente e quindi non avrebbe senso il piano di quarantena e nemmeno gli estirpi. Piuttosto è opportuno curare le piante colpite, «irrobustirne le difese immunitarie, deleterio anche l’uso dei “pesticidi”». Pesante l’ipotesi di reato: «L’Unione Europea è stata tratta in errore da quanto rappresentato dalle istituzioni regionali con dati impropri». Un’interpretazione che ha portato all’invio di 10 avvisi di garanzia. Oltre al commissario Silletti sono indagati Antonio Guario, apprezzato collaboratore di questa rivista ed ex-dirigente dell’Osservatorio fitosanitario di Bari; Giuseppe D’Onghia, del servizio Agricoltura della Regione Puglia; Silvio Schito, attuale dirigente dell’Osservatorio; Giuseppe Blasi, capo dipartimento Mipaaf; Vito Nicola Savino, Centro di ricerca “Basile Caramia”; Franco Nigro, Università di Bari; Donato Boscia e Maria Saponari, Istituto per la Protezione sostenibile delle piante del Cnr; Franco Valentini, Iamb, Istituto agronomico mediterraneo. In pratica tutti i rappresentanti delle istituzioni che, con la loro opera, hanno tentato di evitare l’escalation dell’epidemia su olivo. La cronaca giudiziaria entra così a gamba tesa nel consueto tran tran dei convegni tecnici. Spegnendo l’eco delle polemiche seguite al 27° Forum di Medicina vegetale organizzato da Arptra che, lo scorso 10 dicembre, aveva ingenuamente attribuito al mondo dell’informazione la responsabilità delle difficoltà ad effettuare gli interventi previsti dal piano di contrasto.

I riscontri diagnostici

«La presenza del batterio – riferiva Donato Boscia del Cnr – è confermata in quasi tutte le piante sintomatiche da abbattere (si veda il sito www.emergenzaxylella.it)».

«I ricorsi al Tar – proseguiva Anna Percoco dell’Osservatorio fitosanitario – determinano il paradosso di bloccare l’estirpo delle piante infette, ma non quelle di eventuali oliveti confinanti entro un raggio di 100 metri, vanificando l’eradicazione del batterio». A maggior ragione ora. Entro l’inizio del 2016 il Gip di Lecce dovrà emettere l’eventuale provvedimento di convalida dei sequestri…..

Un’analisi sugli effetti del procedimento in corso è disponibile qui. La cronistoria dell’infezione qui.
 

Leggi l’articolo completo su Terra e Vita 01/2016 L’Edicola di Terra e Vita