Perchè l’azoto di Agrogel® per il vigneto?

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Anche i meno esperti di vino conosceranno la diretta relazione tra tipologia di suolo e sapori nel bicchiere. Terreni calcarei, di pianura e di montagna, ricchi di elementi o poveri di nutrienti, danno tutti una certa particolare nota, un profumo distintivo, e degustando un bicchiere di vino i sommelier più esperti sono in grado di comprendere l’habitat della vite. Da qui l’esigenza, sentita da tutti i viticoltori, di scegliere la nutrizione migliore per terreno e pianta, e per il vino che si vorrà ottenere.

Bisogna ricordare che la vite è caratterizzata da due fasi principali di assorbimento dei nutrienti: la prima coincide con il “pianto”, in primavera, ed è fondamentale per l’annata in corso, la seconda si ha verso la fine della stagione vegetativa e serve per la costituzione di riserve, importanti per l’annata successiva.

Le dosi sono molto variabili, perché molto diverse sono le condizioni climatiche ed agronomiche (varietà, portainnesti, forme di allevamento), che generano livelli produttivi e qualitativi differenti.


L’azoto, per la vite
, riveste una particolare importanza: non deve essere mai carente, per garantire una buona pezzatura dei frutti e favorire l’accumulo di sostanze di riserva necessarie alla fioritura nell’anno successivo. Eccessi di azoto, però, possono prolungare troppo la fase vegetativa, ritardando la maturazione e aumentando l’acidità dei frutti, oltre a provocare un “ingentilimento” della pianta, che la rende più suscettibile agli attacchi degli agenti patogeni, soprattutto fungini (peronospora, oidio, botrite, mal dell’esca), ma anche di insetti (tignoletta, drosophila). Senza dimenticare altre problematiche, in particolare la flavescenza dorata.

Una buona aerazione del vigneto, attraverso la potatura primaverile, ed una equilibrata nutrizione azotata, quindi, preservano la pianta da stress biotici e nutrizionali ed evitano che si verifichino gravi alterazioni come il “disseccamento del rachide”.

Perché l’azoto di Agrogel®?
Perché è innanzitutto fonte di nutrimento per i batteri del suolo, che degradano la sostanza organica e rendono gradualmente disponibili gli elementi essenziali per la crescita e la produzione della vite, intensificando la loro attività naturale proprio quando la vite ne richiede di più. Ciò consente di nutrire la vite in maniera equilibrata, evitando carenze o eccessi nutrizionali che possono portare la pianta a situazioni di stress. In più si evita la perdita di macro e microelementi per lisciviazione o immobilizzazione, anche nel periodo invernale, durante il quale i comuni concimi minerali sono poco assorbiti dalle piante e poco trattenuti dal terreno.

I prodotti Ilsa a base di Agrogel® sono adatti per la distribuzione sia in post-raccolta (Fertorganico, Fertil, EnneKappa), al fine di consentire la formazione delle riserve nutrizionali durante la stasi vegetativa invernale, sia alla ripresa vegetativa (Progress Micro, Specialist KS Micro, Supercompless), perché i macro e microelementi complessati dalla matrice proteica rimangono a disposizione per la pianta per un tempo maggiore. Ciò consente alla vite di avere sempre a disposizione sia macro che microelementi, indispensabili per una corretta nutrizione.

E’ dimostrato che microelementi quali boro, silicio, molibdeno sono necessari per migliorare la produzione, dal punto di vista qualitativo e quantitativo, per cui Ilsa consiglia l’impiego anche di concimi proteici fogliari a base di Gelamin®, matrice amminoacidica liquida, derivante da idrolisi enzimatica, ad alto valore nutrizionale. Il processo di idrolisi enzimatica le conferisce una perfetta miscibilità con qualsiasi formulato commerciale e la capacità di trattenere e veicolare nella pianta tutti gli importanti elementi (Boro, Calcio, Silicio, Magnesio, Potassio) di cui ha bisogno.
Inoltre, l’applicazione di prodotti ad azione biostimolante, quali IlsaC-On e Siliforce, in occasione dei normali trattamenti antiparassitari, consente alla vite di permanere in uno stato nutrizionale e sanitario ottimale, tale da ridurre sensibilmente anche l’incidenza delle malattie.

In più, stimolando la fotosintesi ed il metabolismo primario della pianta, si hanno risultati finali migliori, aumentando il grado zuccherino ed il tenore in polifenoli nel mosto.


Un vigneto ben curato in termini di nutrizione, in ogni fase di sviluppo, significa uva sana e gustosa, per un vino di sicura qualità.


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