Vite, l’antiperonosporico giusto

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La lotta contro la peronospora della vite si avvale di molti fungicidi che possono essere raggruppati in due categorie: –   i fungicidi di copertura non sono in grado di penetrare all’interno dei tessuti vegetali e per questo esercitano un’azione esclusivamente preventiva. A questa categoria appartengono quelli tradizionali, caratterizzati da una più (rameici, mancozeb, metiram, propineb) o meno (folpet e dithianon) labile permanenza sulla superficie degli organi trattati, e quelli moderni (famoxadone, zoxamide e ametoctradin), dotati di una buona persistenza grazie all’affinità per le cere cuticolari. I fungicidi di copertura tradizionali esercitano un meccanismo di azione multisito, ovvero un’attività antigerminativa collegata a generiche interferenze sui processi respiratori cellulari; non possono tecnicamente competere con quelli endoterapici, ciò non esclude che, se correttamente utilizzati, possano fornire prestazioni del tutto soddisfacenti; –   i fungicidi endoterapici sono caratterizzati da vari gradi di penetrazione e mobilità all’interno dei tessuti vegetali, esercitano un’azione preventiva interna ed esterna e curativa di varia entità e sono dotati di un meccanismo di azione nei confronti di specifici processi biochimici del metabolismo cellulare di Plasmopara viticola. Rientrano in questa categoria 16 principi attivi distinti fra loro in base al modo in cui si muovono all’interno dei tessuti, al gruppo chimico di appartenenza ed al meccanismo di azione. Per tre di essi (cimoxanil, fosetil-Al e ametoctradin) non è ancora stato chiarito il sito di azione, mentre di tutti gli altri è noto e molto articolato. Tale tipo di classificazione consente di ricavare utili indicazioni per non incorrere nel rischio di selezionare ceppi di P. viticola resistenti, provvedendo pertanto ad alternare prodotti dotati di un diverso meccanismo di azione. Per una corretta conduzione della difesa del vigneto anche i fungicidi endoterapici debbono essere impiegati esclusivamente in modo preventivo anticipando eventuali episodi infettanti.

Rischio basso o alto

Qualora sussista in pre-fioritura un basso rischio di infezione peronosporica, la applicazioni fitoiatriche possono essere effettuate con un fungicida di copertura in previsione di un evento piovoso. Per contro in condizioni di elevato rischio infettivo, con la vite in un’intensa attività vegetativa, è consigliabile impiegare un fungicida in grado di penetrare attivamente all’interno degli organi della pianta e di traslocare lungo la corrente linfatica (metalaxil-m, benalaxil-m, iprovalicarb, fosetil-Al). In alternativa è possibile fare ricorso a fluopicolide o mandipropamid, principi attivi in grado di penetrare all’interno degli organi trattati e di esercitare un’attività preventiva prolungata nel tempo, grazie all’affinità per le cere epicuticolari che consente loro di sottrarsi all’azione dilavante delle piogge. Qualora nel medesimo periodo vegetativo la vite dovesse rallentare lo sviluppo dei tralci a seguito di un brusco abbassamento della temperatura e/o dell’eccessivo ristagno idrico nel terreno, risulta più opportuno impiegare un preparato a base di cimoxanil (citotropico e translaminare), pyraclostrobin (locosistemico e translaminare), dimetomorf o bentiavalicarb isopropile (citotropici, translaminari e locosistemici).