VINO. Troppi vincoli nei bandi di promozione

A rischio la partecipazione delle PMI
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I piccoli viticoltori contestano i vincoli introdotti dal Mipaaf per favorire le aggregazioni fra imprese all’interno dei bandi per la promozione extra-Ue. Per accedere alle risorse stanziate da Bruxelles per finanziare azioni promozionali sul vino infatti occorre un progetto del valore minimo di 100mila euro, ma anche quantitativi minimi di 600mila bottiglie e un quota di export di almeno il 15% del proprio fatturato. Vincoli introdotti per favorire le aggregazioni fra imprese ma che, d’altro canto, rischiano di tagliare fuori le aziende di dimensioni medio piccole che vogliono invece correre da sole.

La denuncia viene dalla umbra Caprai, ma anche dal Consorzio campano Samnium e dall’associazione temporanea di imprese Ati-Wine di Brescia. Il paradosso, spiegano i produttori, è che con l’obiettivo di razionalizzare le risorse si rischi di impedirne l’accesso ad alcuni col risultato di non spendere interamente i budget a disposizione. Un rischio forte soprattutto considerata la crescita esponenziale dei fondi messi a disposizione da Bruxelles, che dai 48 milioni di euro del 2010 passeranno il prossimo anno a 82 milioni per arrivare a 102 milioni nel 2012.
 


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