Vino, cento milioni per i mercati esteri

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pouring red wine

La conferenza Stato-Regioni sblocca il piano del prossimo triennio

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Cento milioni di euro per tre anni, è questo il budget destinato alla promozione dei vini nei Paesi terzi. Una misura chiave dell’Ocm, prevista dal Piano Nazionale di Sostegno (Pns). Un budget invariato rispetto al precedente esercizio che, come previsto dal decreto ministeriale approvato il 24 marzo in Conferenza Stato-Regioni, sembra rimasto immutato anche sotto il profilo del criterio di distribuzione del plafond di spesa. Un terzo delle risorse continua infatti ad essere gestito dal Mipaaf e destinato ai progetti nazionali (che riguardano cioè la filiera vitivinicola di almeno 3 Regioni) mentre i restanti due terzi vanno ai progetti regionali.

L’entità del sostegno massimo a valere sui fondi Ue sarà pari al 50% delle spese sostenute per lo svolgimento delle azioni promozionali che tuttavia – fino al massimo dell’80% della quota complessiva – potrà essere integrato con fondi nazionali o regionali.

Sono ammissibili, a valere sui fondi quota nazionale, progetti di importo complessivo minimo per Paese terzo/anno non inferiore a 50 mila euro o non inferiore a 100 mila euro nel caso in cui il progetto di promozione sia destinato ad un solo Paese terzo.

«Promuovere al meglio il nostro vino sui mercati internazionali è una priorità assoluta – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – Nei prossimi 3 anni investiremo 300 milioni di euro con regole più semplici e vicine alle esigenze dei produttori. Parliamo di un comparto che quest’anno ha toccato il record storico di export con oltre 5,4 miliardi di vendite all’estero».

 

Cosa è finanziabile

Il decreto condiviso in Conferenza Stato-Regioni prevede il finanziamento (in uno o più Paesi terzi) di diverse iniziative di comunicazione e promozione e tra queste azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, la partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale, le campagne di informazione, in particolare sui sistemi di qualità regolamentata (Dop, Igp e biologico) nonché studi e monitoraggi finalizzati a valutare i risultati della promozione. Così come sono ammesse anche attività di incoming di buyer e stampa stranieri che possono essere svolte nel territorio nazionale.

 

Rimangono i multiregionali

Oltre ai progetti nazionali (che coinvolgono almeno 3 Regioni) e quelli regionali (presentati nella Regione in cui il beneficiario ha la sede legale e/o operativa) sono stati confermati anche i progetti multiregionali, presentati alla Regione in cui il beneficiario ha la sede legale ma che presenta la sede operativa in almeno 2 Regioni. Stando alle anticipazioni rese note dal Centro interregionale studi e documentazione (Cinsedo), i progetti multiregionali saranno finanziabili mediante i fondi di quota regionale ed una riserva di fondi quota nazionale pari a 4 milioni di euro. La quota pro-capite da parte di Ministero e Regioni non potrà superare il 25% dell’importo del progetto presentato.

 

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