Vinitaly, nuove strategie per crescere all’estero

bottles and glasses of wine and ripe grapes isolated on white

Presentata la prossima edizione di Vinitaly che si terrà a Verona dal 9 al 12 aprile. Record storico di 5,6 milardi di export di vino. Ma i mercati asiatici lanciano segnali contrastanti

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L’export vitivinicolo continua a macinare record. Il 2016 è stato infatti un anno molto positivo per il comparto, il bilancio degli invii all’estero si sono chiusi con il massimo storico di 5,6 miliardi di euro registrando un +4% su base annua e un incremento dei volumi del 2,9% fino a 20.6 milioni di ettolitri (elaborazioni su dati Istat). Il dato da sottolineare è che, rispetto a Francia e Spagna, principali competitor mondiali, l’Italia è la sola ad avere variazioni positive sia in termini di volumi di export che di rispettivi ricavi. L’aumento nel 2016 si è imposto prevalentemente nei Paesi extra Ue, dove i 6,8 milioni di ettolitri esportati (+3%) hanno portato introiti pari a 2,7 miliardi di euro (+5%). Gli Usa si confermano il principale cliente del vino nostrano in valore. Nel 2016 sono aumentate le consegne a volume (+3%) e i relativi fatturati, pari a 1,35 miliardi di euro (+6%). All’interno della Ue, invece, gli incrementi dell’export di vino made in Italy sono stati pari al 2% a volume e al 4% a valore (Ismea su dati Istat).

 

Sette anni di espansione

Giovanni Mantovani.

Giovanni Mantovani.

Per il nostro Paese si tratta del settimo anno consecutivo di crescita. Negli ultimi dodici anni si è registrata una lieve flessione nell’export solo nel 2009. Una continuità di risultati quasi anomala per il nostro Paese e che conferma le peculiarità del prodotto vino, baluardo della nostra tipicità e ambasciatore dell’italian way of life. Nel nome di Bacco gli italiani hanno imparato a fare sistema, con uno sforzo rivolto all’internazionalizzazione che non ha precedenti (anche perchè il mercato interno, nello stesso periodo, ha perso molto del suo valore). Non possiamo però permetterci di dormire sugli allori. «Il mondo globale del vino sta cambiando – afferma Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – e, sebbene l’Italia mantenga eccellenti posizioni negli Usa, in Canada e in Germania, su alcuni mercati, come per esempio quello asiatico, non siamo così forti. Dobbiamo trovare nuove strategie, migliorare le nostre capacità di analisi relative agli scenari globali. Per questo nel corso della prossima edizione di Vinitaly presenteremo con Ismea il primo modello di outlook sui mercati internazionali, un vero e proprio strumento di indagine per comprendere le nuove tendenze mondiali del vino»….

 

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