Vincere assieme

EDITORIALE
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L’ottavo rapporto Agri2000 si chiude (e
si riapre) con una sfida, il rating della
sostenibilità, economica e ambientale,
delle imprese agricole italiane. Solo
200mila conquistano la vetta.

Le altre? Sono sulla strada della
sostenibilità: un 30% circa è a livello
medio, un altro 35% a livello basso.
Come allinearsi al nuovo verbo della
globalizzazione e “stare” effettivamente
sul mercato? Mettendosi in rete
suggerisce l’indagine.

Intanto, la campana della rete suona
anche fuori dalle aziende agricole. C’è
un’indagine inglese sulle multinazionali dei
paesi emergenti (i Brics: Brasile, Russia,
India, Cina, Sud Africa) che sempre più
spesso investono in Europa. Nel settore
della meccanica, le sussidiarie che hanno
acquisito in Italia e Germania, seguono
tre modelli: passivo, predatore, a duplice
impatto. Le prime, poco autonome,
si allineano quasi completamente
alle indicazioni della casa madre; le
seconde fanno proprie le tecnologie e le
trasferiscono nei paesi di origine; il terzo
gruppo cooopera con aziende e università
del territorio in una logica di scambio
e vantaggio reciproco sui fronti della
conoscenza (tecnologica, organizzativa,
commerciale) e del mercato. È un
approccio win win: il vero successo si
raggiunge quando tutti vincono lavorando
assieme sulle soluzioni. Anche questa è
innovazione. Una sorta di “globalizzazione
delle reciprocità” dove il copione non
prevede un aggressore e un aggredito,
ma due soggetti tra loro diversi eppure
complementari che decidono, appunto, di
vincere assieme cooperando.


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