Unità cooperativa sempre più vicina

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Abbattere le barriere, essere all’avanguardia e unire le forze in un unico progetto. Questi i propositi dichiarati dal neoeletto presidente di Legacoop agroalimentare Giovanni Luppi

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Abbattere le barriere, essere all’avanguardia e unire le forze in un unico progetto. Questi i propositi dichiarati dal neoeletto presidente di Legacoop agroalimentare Giovanni Luppi, durante la XVI Assemblea nazionale di Legacoop agroalimentare che ha avuto luogo a Roma il 10 e l’11 marzo. La ri-elezione di Luppi (in carica dal 2009), avvenuta per approvazione della direzione nazionale, appena rinnovata, è un segnale di continuità verso un futuro di cambiamenti. «Dal 1 gennaio 2017 –come spiegato da Mauro Lusetti presidente di Legacoop e co-presidente Aci – prenderà vita una Alleanza che superando 130 anni di storia metterà insieme dal punto di vista organizzativo e gestionale tre storie: Legacoop, Confcooperative, Agci. Questa unione permetterà di facilitare i rapporti tra le cooperative e i coordinamenti di filiera (che saranno luoghi dove fare impresa) e interpretare i cambiamenti della società».

Durante l’assemblea congressuale di Legacoop Agroalimentare, Giovanni Luppi, è intervenuto presentando i punti centrali di quella che sarà la futura cooperazione italiana e gli obiettivi sui quali lavorare, tra cui: la competizione sui mercati esteri, l’esigenza di accrescere il reddito e la decisionalità dei soci conferenti, la possibilità che la cooperativa diventi un luogo più adatto per tutelare il futuro delle prossime generazioni. «Siamo convinti che l’unità, piuttosto che le divisioni restituisca alle nuove generazioni un futuro più fertile» ha detto Luppi, spiegando che, in questo senso, la nascita della Grande Alleanza delle cooperative risponderà, non solo alla necessità di razionalizzare e semplificare la rappresentanza, ma, soprattutto creerà le basi per essere più competitivi in uno scenario internazionale molto complesso. Per diventare più concorrenziali e rispondere alle esigenze sociali, ambientali, culturali che la sfida globale ci mette davanti, è fondamentale, ha spiegato Luppi, semplificare la nostra macchina pubblica a tutti i livelli: «troviamo ingiustificabile, per esempio, che a fronte di un calo consistente nel numero di imprese agricole nel nostro Paese, non ne derivi, coerentemente, una riduzione di complessità di costo». «Al Governo e alla politica -ha incalzato Luppi- chiediamo inoltre un confronto costante e un maggior coordinamento tra i ministeri competenti, in prospettiva anche della sfida dei 50 miliardi di export». Il presidente Luppi si è poi soffermato poi sulla scelta strategica che ha dato vita a un’alleanza vantaggiosa, quella con Agrinsieme: «collegare la tematica agroalimentare cooperativa con il mondo professionale agricolo, ci è sembrato il modo migliore perché le comuni esigenze dell’impresa cooperativa e dei soci conferenti, trovassero sintesi e ascolto». L’obiettivo ultimo dell’Alleanza, ha sottolineato il presidente Luppi, sarà quello di costruire un mercato di imprese cooperative fortemente territoriali.

La posizione del ministro Maurizio Martina, presente all’Assemblea, è stata chiara: «il Ministero si impegnerà per supportare il progetto di sviluppo e unificazione della cooperazione», aggiungendo che «anche se abbiamo davanti a noi scenari difficili c’è bisogno della vostra progettualità e che le nuove generazioni entrino in questo settore».

Giorgio Mercuri, presidente di Fedagri e dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, ha puntualizzato che importanti, oltre ai numeri, sono i valori che la Cooperazione ha, la capacità, cioè, di mettere al centro dell’impresa il socio, il produttore. Mercuri ha concluso dicendo che «l’unità è un percorso che va portato avanti da ciascuno di noi che rappresentiamo quel sistema che vuole consegnare soluzioni alla filiera chiamata a competere con un modello produttivo internazionale».

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