Un’estate che non c’è stata

METEO
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Si è chiusa il 31 agosto l’estate meteorologica 2014, una stagione davvero pazza, iniziata in ritardo e finita in anticipo. Poco sole, molte nubi, aria piuttosto fresca a Nord, un po’ più caldo solo al Sud. La colpa, come ci raccontano i meteorologi, è degli anticicloni, che si sono posizionati lontani dal Mediterraneo. Quello delle Azzorre è infatti rimasto confinato in pieno Oceano, mentre quello nordafricano si è limitato al meridione, lasciando così la strada aperta all’ingresso di perturbazioni atlantiche verso la parte settentrionale della nostra penisola.

E, purtroppo, le previsioni (che speriamo di smentire…) a lungo termine non promettono niente di buono. Sembra infatti che l’Italia debba rimanere in balia dell’instabilità almeno per tutta la prima metà di settembre. L’estate quindi sembra salutarci in anticipo, anche se non è da escludere (un po’ di ottimismo non guasta…) che poi nel corso dell’ultima parte di settembre e nel mese di ottobre si verifichi qualche altra parentesi mite e soleggiata, piccoli colpi di coda che in genere la stagione autunnale tende a riservarci. Ma se il caldo non c’è stato in piena estate, non possiamo certo aspettarcelo adesso.

Torniamo però all’estate che non c’è stata. La lunga sequenza di perturbazioni che ha colpito il nostro Paese ha fatto registrare nei mesi di luglio e agosto precipitazioni superiori alla norma e temperature inferiori alla media.

Lo attestano i dati dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Bologna.

A livello nazionale, il luglio 2014 segna un +73% rispetto alle precipitazioni medie di luglio sul periodo 1971-2000, convenzionalmente assunto come periodo di riferimento.

È risultata colpita in particolar modo l’Italia centro-settentrionale: dai 43 gradi di latitudine in su (più o meno dalla Toscana a salire), infatti, le precipitazioni cadute a luglio 2014 sono risultate essere oltre il doppio del normale. Localmente, come nell’Alta Toscana e in Liguria, anche il triplo.

Il luglio 2014, così, per questa zona, è stato il 13° più piovoso dal 1800 ad oggi. Era dal 1932 che non pioveva tanto (allora le precipitazioni furono 2 volte e mezzo il normale).

Oltre alle abbondanti precipitazioni il mese di luglio ha fatto registrare anche temperature piuttosto fresche, con temperature di circa mezzo grado sotto la media di riferimento. Per trovare anomalie più basse a luglio occorre andare indietro agli anni ‘90: i mesi di luglio del 1996 e del 1993 sono stati infatti più freddi di quello del 2014.

«Agosto invece non è stato particolarmente eccezionale come mese, sopra la media al nord-est come precipitazioni e sotto la media altrove – aggiunge Michele Brunetti dell’Isac-Cnr –. Per le temperature le anomalie sono negative al nord e positive al sud. L’anomalia negativa è principalmente dovuta alle temperature massime, mentre le minime risultano spesso sopra la media, sintomo di una copertura nuvolosa particolarmente persistente».

Secondo Coldiretti, prontissima a fare stime su tutto, questa pazza stagione è costata più di un miliardo sconvolgendo le attività agricole e turistiche. I danni alle coltivazioni si sono verificati a macchia di leopardo. Per alcune colture si è dovuto constatare un significativo calo delle produzioni; inoltre sono aumentati i costi per proteggere le piante dai parassiti.

Unica nota positiva il dimezzamento della superficie boschiva andata a fuoco dall’inizio dell’anno a Ferragosto: – 8.729 ha, che corrispondono a un calo del 57% rispetto al 2013. Le piogge abbondanti, infine, hanno favorito (magra consolazione…) la crescita dei funghi per i quali si prevede una stagione da record, con inizio anticipato.


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