Una vendemmia difficile ma non tutto è perduto

VINO
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Poco entusiasmo per la vendemmia 2014, ma non tutto è perduto. Le prime previsioni dell’Associazione Enologi ed Enotecnici italiani, rilasciate il 5 settembre registrano gli effetti di un ciclo vegetativo bizzarro, penalizzato dalle intense piogge occorse in fase di invaiatura, tra luglio e agosto, soprattutto al Nord e gli intensi attacchi di patologie come peronospora, oidio e botrite, ma non ovunque.

Il ruolo dell’enologo

Tanto che complessivamente il millesimo 2014 è stimato da Assoenologi qualitativamente buono, «con punte di ottimo – commenta il direttore generale Giuseppe Martelli – e pochissime di eccellente, ma anche con qualche criticità». «Un quadro comunque impegnativo – commenta Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi –, ma anche stimolante, che finirà per portare in primo piano il fondamentale ruolo dell’enologo».

La professionalità sarà determinante per i risultati qualitativi di un’annata che richiede tempestività e un’efficace selezione dei grappoli in raccolta. «Il 2014 è la classica annata che mette in luce come la tradizione da sola non risolve i problemi. Il vino, come qualsiasi altro prodotto biologico alimentare, richiede un’adeguata cultura scientifica e tecnologia».

Produzione scarsa

La quantità sarà inferiore al 2013. L’elaborazione di Assoenologi (fatta quando è stato raccolto solo il 10% delle uve) fa infatti ipotizzare che la produzione di uva possa oscillare fra i 56 e i 58 milioni di quintali che, applicando il coefficiente medio di trasformazione del 73%, dovrebbero dare tra i 41 e i 42 milioni di ettolitri di vino, un quantitativo inferiore del 13,5% a quello dello scorso anno (48,2 milioni di ettolitri – dato Istat) e che si pone al sesto posto tra le produzioni più scarse dal dopoguerra a oggi.

Dal rapporto di Assoenologi, l’Italia risulta divisa in tre parti. Il Nord manifesta decrementi di produzione abbastanza omogenei da -10 a -15% rispetto al 2013. Le regioni centrali (Toscana, Marche, Lazio e Umbria) registrano invece incrementi di produzione, sempre rispetto al 2013, che vanno da +5 a +10%, che rappresentano però dei leggeri recuperi dei decrementi registrati negli anni precedenti. Le regioni meridionali, isole comprese, si attestano su decrementi che arrivano fino a -30% in Sicilia. Il Veneto, a tutt’oggi, con una previsione di 7,8 milioni di ettolitri, si conferma la regione italiana più produttiva.

Qualità eterogenea

La qualità, come anticipato, è alquanto eterogenea, a macchia di leopardo, ma giudicata mediamente buona («anche se sinceramente poteva andare meglio»). Dipenderà anche dall’andamento climatico e meteorico di settembre e di ottobre per alcune varietà tardive. Infatti se le prossime settimane decorreranno nel modo più opportuno, ossia con giornate ricche di sole e scarse di pioggia, le possibilità per ottenere vini bianchi profumati, ricchi non solo di acidità ma anche di finezza e freschezza, e vini rossi equilibrati, non sono ancora tutte perse. Intanto, per quanto riguarda il mercato, le contrattazioni sono ancora minime: tutti stanno alla finestra e vogliono capire come effettivamente si evolverà la produzione 2014.

Nord bersagliato

L’analisi Assoenologi scende anche nel dettaglio locale. Vediamo come procede la vendemmia in alcune Regioni chiave.

In Piemonte l’estate si è segnalata per le continue e persistenti piogge che, accompagnate da basse temperature. Diverse le grandinate, in alcuni casi forti e dannose, in particolare nella zona di produzione del Barolo. La fitopatologia più pericolosa e difficile da gestire è stata la peronospora.

Anche In Lombardia l’estate è stata caratterizzata da clima fresco e decisamente umido che ha reso decisiva, a livello fitosanitario, la prevenzione contro l’insorgere di peronospora, oidio e botrite. La vendemmia dei Pinot e degli Chardonnay è iniziata l’11 agosto in Franciacorta e il 18 in Oltrepò Pavese, conuna maturazione molto eterogenea.

In Veneto, oltre ai danni provocati dai fenomeni atmosferici si sono innescati problemi fitosanitari, tenuti sotto controllo dal lavoro di prevenzione e cura messo in atto dai tecnici. Nei casi dove lo stato sanitario dei grappoli è stato compromesso si è dovuto o si dovrà, gioco forza, procedere a una vendemmia anticipata per scongiurare un deterioramento del prodotto. Lo stato sanitario e la qualità delle uve risulta essere medio, con un tenore zuccherino inferiore alle annate precedenti, mentre nel complesso risulta buono il quadro acido.

Anche in Emilia-Romagna l’estate instabile ha indotto a molti trattamenti antiparassitari contro peronospora, oidio e botrite.

In Toscana, nonostante alcuni attacchi di grandine e le precipitazioni di luglio, la quantità è in aumento rispetto allo scorso anno. Per la qualità, se le condizioni climatiche di settembre e ottobre saranno favorevoli si può prevedere un’annata interessante.

Centrosud in ripresa

In Lazio e Umbria (che per Assoenologi costiuiscono un’unica sezione locale), a differenza del 2013, quando le maggiori precipitazioni si verificarono durante la fioritura, determinando una perdita ingente della produzione, quest’anno le piogge hanno caratterizzato il mese di luglio, dopo l’allegagione, favorendo quindi un aumento quantitativo.

In Abruzzo la stagione 2014 ha messo in evidenza tutta una serie di criticità legate al clima bizzarro da far riflettere sia sulla gestione agronomica dei vigneti sia sulla loro ubicazione. La produzione si presenta, comunque, più equilibrata sia per quantità che per qualità rispetto al 2013.

In Campania l’abbassamento della temperatura e le piogge, in particolare nella seconda decade di giugno hanno determinato importanti irregolarità nella fioritura e alta pressione della peronospora. I grappoli si presentano spargoli a causa di una non regolare allegagione e con acini di dimensioni contenute. Si prevede una maturazione piuttosto tardiva, con ottimali premesse per l’espressione aromatica delle uve.

In Puglia l’andamento stagionale non è risultato soddisfacente dal punto di vista fisiologico vegetativo a causa di un’allegagione non perfetta, mentre l’invaiatura è avvenuta regolarmente. La pioggia anche nel mese di agosto ha permesso ai vigneti, che non dispongono di impianti per irrigazione di soccorso, di poter beneficiare di una buona riserva idrica durante il periodo di ingrossamento degli acini. La peronospora ha causato danni, inferiori comunque al 5%, ma ulteriori problemi potrebbe arrivare dalla Lobesia botrana che, con volo tardivo, potrà attaccare i grappoli ancora sulla vite in settembre.

La regione più penalizzata dal punto di vista quantitativo è infine la Sicilia, a causa dell’elevata piovosità, che si è protratta per tutta la primavera. Durante tutto il mese di maggio e fino alla metà di giugno vi sono stati ripetuti attacchi di peronospora (soprattutto nella provincia di Trapani) sulle varietà Inzolia e Nero d’Avola compromettendo buona parte dei grappoli. In giugno si sono riscontrate anche diverse infezioni di oidio in alcuni areali che sono però stati prontamente bloccati. La qualità delle uve risulta però ottima, aiutata in particolare da un’estate fresca e senza ondate di calore. Buona la resa uva/vino.

Sardegna al secco

In controtendenza, per quanto riguarda le precipitazioni, la Sardegna dove le piogge, da ottobre a tutto luglio, sono state inferiori a quelle cadute nel 2013, per cui quest’anno si registrano riserve idriche inferiori, fatta eccezione delle anomalie pluviometriche verificatesi su Olbia il 18 novembre e nel Nord-Est della Sardegna, con vere e proprie bombe d’acqua, che hanno causato disastrose alluvioni.

I mesi di aprile e di maggio non si sono rivelati particolarmente ricchi di precipitazioni, per cui le crittogame, in particolare la peronospora, sono state facilmente controllate dai viticoltori.

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