Una Pac per cercare la ripresa

EDITORIALE
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Ci siamo. Dopo proposte e dibattiti durati almeno quattro anni e un anno, questo, di ‘digestione’ (l’approvazione definitiva del Consiglio agricolo europeo è datata 17 dicembre 2013), la nuova Pac 2014-2020 è all’esordio.
Ai regolamenti comunitari sono infatti seguite le scelte nazionali e le prime norme attuative, mentre
altre disposizioni regolamentari, a diversi livelli istituzionali (ministero delle Politiche agricole alimentari
e forestali, Agea Regioni) devono ancora prendere corpo, saranno adottate nei prossimi mesi e andranno a completare il quadro normativo della nuova Pac.
E così, come ricorda Angelo Frascarelli, in un dettagliato ed esaustivo Supplemento Pac, allegato al settimanale Terra e Vita numero 43/2014, «a partire da questo autunno gli agricoltori dovranno confrontarsi con nuove regole e con cambiamenti che andranno a influenzare in maniera sostanziale le scelte aziendali.
La Pac è un cantiere sempre aperto, perchè le riforme sono costantemente necessarie. Non è solo la Pac che cambia, ma è lo scenario sociale, economico e politico a livello europeo e mondiale che è in continua evoluzione. In particolare, il mercato è in permanente evoluzione e i prezzi in continua
fluttuazione. Di fronte a questi cambiamenti, gli imprenditori agricoli rimangono spesso confusi e incerti, ma sarebbe un errore se la Pac rimanesse ancorata a scenari vecchi e superati».
Dunque, per interpretare i cambiamenti, bisognerà sapere.
Si dice che “il sapere rende liberi”. Allargando il concetto, in questo caso, il sapere consente di poter continuare a fare il proprio mestiere. Gli imprenditori agricoli dovranno infatti necessariamente conoscere i nuovi orientamenti e i meccanismi della Pac e trarne le conseguenze per migliorare la loro strategia imprenditoriale.
I margini sono talmente risicati che l’ignoranza di alcune misure o interventi può portare all’espulsione dell’impresa dal mercato.
Difficile condensare in poche righe un impianto normativo complesso e basato su 4 regolamenti-cardine: pagamenti diretti (Reg. 1307/2013); organizzazione comune di mercato unica (Reg.1308/2013); sviluppo rurale (Reg. 1305/2013); regolamento orizzontale sul finanziamento,
sulla gestione e sul monitoraggio della Pac (Reg. 1306/2013).
Non è poi questa l’occasione per entrare nel dettaglio.
Estremizzando si può dire che oggettivamente c’è qualche soldo in più per i giovani agricoltori;
si fa sentire la svolta ecologico/ambientalista con l’introduzione del greening; non vengono dimenticati i piccoli agricoltori; si cerca comunque di salvaguardare alcune colture in difficoltà o strategiche attraverso l’aiuto accoppiato.
Basterà per cercare di intercettare una ripresa che pare allontanarsi come un miraggio?
Probabilmente no. Il settore della meccanizzazione agricola, al di là di alcuni saliscendi, è in calo
da ormai 7 anni. Non sarà la Pac 2014-2020 a far tornare i fasti dei primi anni duemila.
Ma il ragionamento va capovolto. Se non si conoscono le nuove azioni ci si annulla. Quasi in
automatico diviene pressochè impossibile rimanere sul mercato.
Un motivo topico per dare un’attenta occhiata ai nuovi regolamenti.


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