Un virus contro la nottua gialla del pomodoro

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La pianta del pomodoro è originaria del Cile e dell’Ecuador e fu introdotta in Europa dagli Spagnoli nel XVI secolo come pianta ornamentale perché era ritenuta velenosa per il suo alto contenuto di solanina. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti e oggi il pomodoro è diventata una delle colture “tipiche” dell’Italia. La produzione di pomodoro è minacciata da diversi parassiti che, in momenti diversi del ciclo, possono attaccare le piantine o parti di esse. Fra questi organismi un ruolo crescente anche nell’Italia settentrionale, lo sta assumendo la nottua gialla (Helicoverpa armigera). Si tratta di una specie molto polifaga che, oltre al pomodoro, è in grado di attaccare numerose altre colture orticole quali: melanzana, peperone, fava, pisello, fagiolo, cucurbitacee e insalate. Sul pomodoro la nottua gialla compie erosioni sulle foglie e sulle bacche, penetrando anche all’interno di queste ultime. I danni maggiori sono dovuti alle gallerie scavate nei frutti dalle larve di seconda generazione, che compaiono a stagione inoltrata, con perdite di produzione sia per caduta delle bacche immature sia per la diffusa presenza di marciumi su quelle in fase di maturazione. La difesa deve essere tempestiva e va effettuata alla nascita delle larve. Ritardare, infatti, potrebbe permettergli di entrare nelle bacche rendendo praticamente inutile il trattamento. In produzione integrata volontaria ci sono molti prodotti efficaci per il controllo della nottua gialla ma, fra questi, spicca il Virus della Nucleopoliedrosi della nottua gialla del pomodoro (HearNPV), un insetticida biologico che agisce specificatamente contro questo Nottuide e che viene commercializzato in Italia dal 2010. Si tratta di un Baculovirus altamente virulento per la specie sensibile ma privo di rischi per piante e per l’uomo. Nel formulato i Baculovirus sono racchiusi in corpi di inclusione proteici che li rendono meno sensibili ai fattori ambientali. Essi diventano attivi solo se vengono ingeriti dalla larva; infatti solo il pH alcalino presente nell’interno del suo intestino medio, riesce a dissolvere la matrice proteica che protegge le particelle virali permettendogli poi di diffondere l’infezione a tutto l’epitelio intestinale e poi al corpo della larva causandone la morte. In seguito, nel giro di 2-4 giorni, si formano i virioni che diffondono il microrganismo nell’ambiente permettendogli di raggiungere altre larve di H. armigera. Per posizionare correttamente il trattamento è indispensabile monitorare il volo della nottua gialla con trappole a feromoni. Considerata l’elevata specificità del prodotto, che non è attivo nei confronti delle altre nottue, è molto utile abbinare al dato della trappola anche una verifica di campo per controllare che le larve presenti siano effettivamente di nottua gialla. In caso di infestazioni miste il HearNPV può essere miscelato con altri insetticidi, compresi quelli a base di Bacillus thuringiensis. Il prodotto va ripetuto a intervalli di circa 6-7 giorni soleggiati fino a coprire tutto il periodo di schiusura delle uova e la presenza larvale della generazione trattata. In coltura protetta, invece, è possibile ripetere i trattamenti a intervalli maggiori (circa 14 giorni).