Un mondo nutrito dal biologico

Inaugurazione-parco-della-Biodiversita-010-600x400.jpg

Al via un Forum internazionale

Leggi l’articolo originale Un mondo nutrito dal biologico su Terra e Vita.

L’agricoltura biologica può nutrire il mondo. Anzi: l’agricoltura biologica è il modello più indicato per nutrire e “salvare” il mondo dagli squilibri generati di uno sviluppo non sostenibile. Questa la tesi proposta ad Expo dall’universo bio italiano, che si presenta all’esposizione universale con un Padiglione ad hoc corredato da un “Parco della Biodiversità” (area verde di 8500 mq in cui viene riprodotta in scala l’agrobiodiversità del nostro Paese), realizzati da Bologna Fiere con il contributo delle aziende del settore. L’ambizione dichiarata è uscire dalla nicchia di un segmento percepito, nonostante una importante crescita di mercato, come “accessorio” e non indicato a rispondere alla sfida di produrre cibo sano e sufficiente per un mondo in crescita. La strategia per raggiungere il risultato è coinvolgere, al di là del mondo agricolo, tutti quei settori – ricerca, energia, terzo settore, commercio, mobilità – che si occupano a vario titolo di sostenibilità. Da qui la scelta di realizzare, nei sei mesi di Expo, un Forum internazionale per mettere a sistema esperienze e competenze che possano dare al segmento lo slancio per un salto di qualità. Il Forum, inaugurato da una conferenza stampa alla quale ha partecipato, tra l’altro, l’attivista no global e no ogm Vandana Shiva, sarà incentrato su spreco, diseguaglianze, ricerca e si chiuderà a fine settembre con un evento organizzato insieme al Mipaaf. A fianco allo sforzo internazionale si lavorerà alla definizione di un nuovo piano di interventi a supporto del bio italiano. «Oggi – ha dichiarato alla cerimonia di apertura il vice ministro Andrea Olivero – affermiamo che il biologico non è nicchia, ma punta di diamante di una nuova agricoltura. Il ministero è convinto che il modello agricolo proposto dalla prima globalizzazione abbia fallito. Questo Padiglione – ha concluso – non è solo un’oasi di riflessione, ma è il cuore pulsante della proposta italiana per Expo»