Trattore Massey Ferguson MF 5613 Dyna-6

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Un trattore che fa di tutto

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Indipendentemente che la vostra giornata inizi nella stalla o in un campo da arare. Così Massey Ferguson presenta la gamma 5600: sei modelli, da 85 a 130 cavalli, con motore Sisu a 3 o 4 cilindri. In altre parole, il classico tuttofare, tanto amato dagli agricoltori italiani.

Stando a quanto si dice in giro, la 5600 è una delle serie più indovinate del costruttore “anglo-francese”. Da parte nostra, non potevamo che andare a verificarlo sul campo. Abbiamo scelto il modello più potente della gamma, il 5613, nell’allestimento più completo: Efficient, con sollevatore anteriore, ponte e cabina sospesi, cambio a sei gamme, pompa idraulica maggiorata, computer di bordo e joystick elettronico. Anzi, c’è anche il caricatore frontale, originale e impacchettato assieme al trattore.

Questo gioiellino full-optional appartiene a una vecchia conoscenza della nostra rivista: Dante Micconi, che assieme al figlio Emanuele gestisce un’attività in conto terzi a Sissa (Pr). E il fatto che l’azienda si trovi a pochissimi chilometri dalla sede italiana di Massey Ferguson spiega, in parte, come mai a casa Micconi si vedano soltanto trattori bianco-rossi. Insomma, i Micconi sono clienti affezionati del marchio Agco, per questioni logistiche, ma anche di soddisfazione. Ciò non toglie che siano in grado, all’occorrenza, di criticarlo. A quanto pare, non in questo caso. «Il 130 cavalli è un trattore eccellente, usarlo è un vero piacere», ci dice, come preambolo, Dante.

Quasi cinquecento ore

Arrivata nel 2014, la macchina ha effettuato, nei primi mesi, 450 ore di lavoro, principalmente abbinata a una seminatrice su sodo (Semeato Tdng) e a una rotopressa McHale. «Lo abbiamo usato anche con il caricatore frontale, sebbene per poche ore, e poi per qualche trasporto con un carro a due assi», precisa Emanuele.

Sentiamo, allora, come si è comportato. «Alla perfezione – risponde il contoterzista – sia con la seminatrice sia con la pressa: con quest’ultima dà davvero il meglio di sé, mettendo in mostra maneggevolezza, versatilità e velocità. La McHale è una pressa che mangia molto, eppure anche quando il prodotto è abbondante, il trattore le sta sempre dietro». Buone performance anche con la seminatrice da sodo, secondo Micconi, soprattutto perché le dimensioni contenute agevolano le manovre a fine campo: «Prima del 5613 usavamo un sei cilindri e la differenza è evidente». Completiamo il quadro con il caricatore frontale, che come abbiamo anticipato è originale MF. «Dal momento che sapevamo di usarlo con questo attrezzo, abbiamo speso qualcosa di più e montato la pompa a centro chiuso maggiorata. Il risultato è che i movimenti sono veloci, davvero molto veloci. Inoltre, i comandi sono eccezionalmente comodi: in cabina abbiamo il joystick elettronico proporzionale, che permette di controllare, oltre al caricatore, anche due distributori, inversore e rapporti. Praticamente si fa tutto con questa leva, tanto che ormai la uso sempre, anche quando il caricatore non è montato: il cambio dei rapporti powershift, per esempio, lo faccio per mezzo della cloche. Che avendo anche il tasto della frizione, permette di fermarsi senza toccare il pedale. Una funzione utile quando voglio fare un’inversione di marcia un po’ più fluida: invece di azionare subito l’inversore, stacco prima il cambio e poi premo il pulsante di inversione, così riduco i colpi alla trasmissione e in cabina».

Motore 4 cilindri Agco

Il 5613 monta un motore a 4 cilindri Agco Power, da 4,4 litri di volume per 130 cavalli di potenza massima e 545 Nm di coppia massima a 1.600 giri, con coppia costante tra 1.300 e 1.900 giri. Un motore con tecnologia Scr e filtro Doc che dovrebbe garantire, a un tempo, buone prestazioni e consumi contenuti. Sui se condi ci siamo, e dal punto di vista delle performance – dicono i proprietari – se da nuovo sembrava avere poco spunto, dopo le prime ore il motore si è slegato e ha migliorato non poco. Per una macchina di 48 quintali i cavalli sono sufficienti ed è adeguata alle applicazioni richieste. Lo dobbiamo ancora provare con una combinata da tre metri – conclude Micconi – ma confidiamo che non avrà problemi».

Ciò non toglie che qualche dote in più in ripresa farebbe sempre piacere, ci par di capire.

La regolazione elettronica del motore è progettata in funzione del contenimento dei costi. Per esempio, un automatismo riduce il regime a 750 giri non appena si mette l’inversore in folle e si aziona il freno di stazionamento.

In più la funzione Eco della Pto e del cambio consentono di lavorare a 540 giri e di raggiungere la velocità massima a regime ridotto. Messo tutto assieme, si ottiene che il 5613 brucia, in media, una quindicina di litri l’ora.

«Quando è sotto tutto – per esempio se sta tirando un carro in salita – arriva a 25 litri di consumo puntuale, ma sono picchi momentanei. Con la rotopressa, per esempio, siamo, in media, tra i 15 e i 16 litri, dunque abbiamo consumi bassi, a mio parere». Il serbatoio, da 180 litri, risulta quindi sufficiente per una normale giornata di lavoro.

Cambio promosso con lode

Abbiamo già scritto che questo 5613 è full optional e pertanto il cambio non poteva che essere Dyna-6, ovvero quanto di meglio offerto su questa serie. Nel dettaglio, ha sei gamme e quattro rapporti sotto carico, più funzione Autodrive, che permette di cambiare automaticamente sia le marce powershift sia le gamme, in modalità pedale (utile, per esempio, durante i trasporti). Un altro automatismo stacca la frizione semplicemente premendo il freno; inutile dire che si usa molto con il caricatore frontale. Interessante, infine, la funzione dell’Autodrive, che dà la possibilità di regolare sia la risposta dell’inversore sia l’aggressività del cambio, per avere una macchina più briosa nei lavori in campo e più docile quando si usa, ancora una volta, il caricatore frontale.

Tutto questo, ci spiega Micconi, funziona a meraviglia. «Il cambio è, a mio avviso, una delle cose migliori del trattore. I rapporti sono molto fluidi, entrano senza nessun problema, non si prendono colpi e si possono gestire sia con la manopola a T sia con il joystick sia, infine, con la leva dell’inversore». Come sanno bene gli estimatori di Massey Ferguson, infatti, l’inversore al volante, mosso verso l’alto o verso il basso, consente anche di cambiare le marce sotto carico, una soluzione apprezzata quando si deve ricorrere di frequente al cambio di direzione. Superfluo aggiungere che il comando è morbido, ma può anche non esserlo: a seconda di come lo vuol impostare l’operatore. Micconi giudica buono l’automatismo per il cambio dei rapporti «Tuttavia – aggiunge – preferisco ancora il sistema manuale, per gusto personale. A ogni modo ho provato l’Autodrive e si comporta bene».

Una conseguenza del motore a quattro cilindri è, naturalmente, la minor lunghezza della macchina (4.48 metri dal sollevatore anteriore a quello posteriore), a tutto vantaggio della maneggevolezza. Il proprietario ha parole di elogio anche per il ponte sospeso: «È comodo su strada, ma anche quando facciamo pressatura della paglia e lavoriamo in campi con le carreggiate della mietitrebbia. Infatti grazie agli ammortizzatori riusciamo a mantenere una buona velocità di raccolta. Inoltre, pur essendo l’assale anteriore assai ben fatto, mi piacciono anche gli ammortizzatori a molla della cabina: li trovo migliori anche delle sospensioni pneumatiche che abbiamo su altri Massey Ferguson».

Idraulica e cabina

Le opzioni per l’idraulica, sulla serie 5600, sono parecchie: si parte da una doppia pompa a centro aperto (58+32 litri al minuto), per passare poi a una doppia pompa 58+42 litri per sollevatore e distributori con la possibilità, all’occorrenza, di erogare 100 litri al minuto ai distributori (opzione utile per il caricatore, al solito). I tre modelli più grandi della serie possono però montare anche una pompa load sensing a centro chiuso da 110 litri al minuto ed è proprio questa, come abbiamo visto, la soluzione adottata dai

Micconi. «Scelta di cui non ci siamo certo pentiti, anche se abbiamo dovuto spendere qualcosa in più. Le prestazioni con il caricatore frontale, grazie alla pompa maggiorata, sono davvero eccellenti». Il joystick elettronico, inoltre, permette di effettuare movimenti con i distributori anche mentre il caricatore sta alzando o abbassando il carico; in pratica la macchina si comporta come un telescopico di ultima generazione.

I distributori possono essere al massimo quattro, elettroidraulici o meccanici. L’allestimento Efficient prevede due servizi a controllo elettrico e due a regolazione meccanica. Elettronico anche il sollevatore, con 52 quintali di portata, mentre il sollevatore anteriore alza 2,5 tonnellate. «Per ora abbiamo usato poco il sollevatore posteriore e per nulla quello anteriore. Il primo ci è servito soprattutto per alzare e abbassare la seminatrice, quindi non abbiamo valutato il controllo dello sforzo. Quanto all’attacco anteriore, lo impiegheremo a primavera, con la falciacondizionatrice».

Per quanto riguarda la cabina, abbiamo già anticipato parecchie informazioni sui comandi, per cui ci limitiamo, ora, a un riassunto: il bracciolo multifunzioni, meno congestionato rispetto ad altri marchi, offre la leva del cambio (powershift e gamme), l’acceleratore a mano, il controllo di profondità del sollevatore, il joystick (distributori, sollevatore, inversore, marce e frizione), l’attivazione delle memorie di fine campo e i tasti delle velocità memorizzate. Sulla plancia troviamo le leve idrauliche dei distributori residui, la regolazione dell’aggressività del cambio e gli interruttori della presa di forza. Sul montante, infine, luci e controlli secondari del sollevatore. «Questi ultimi sono in posizione defilata, ma non è che si usino così spesso, per cui vanno bene dove sono. Il bracciolo ha l’acceleratore a mano, i tasti del sollevatore e soprattutto il joystick, con cui controlli distributori, marce e direzione: non serve altro».

La macchina dei Micconi monta anche il terminale in versione estesa: sette pollici su braccio orientabile per averlo a portata di occhi senza che intralci la visuale a destra. «Un buon computer, con cui fare parecchie regolazioni. Per esempio, portata e tempo di erogazione dei due distributori elettroidraulici e molto altro ancora», dice il contoterzista. Il rumore in cabina è contenuto – secondo Micconi il merito è anche del motore, molto silenzioso – e il condizionatore si è dimostrato efficiente, nell’estate (non calda, va detto) del 2014. Quanto alla visibilità, il proprietario è soprattutto soddisfatto di quella anteriore: «Il muso basso permette di vedere benissimo il caricatore frontale: quando sono montate, vedo addirittura le zavorre. Però per avere questo risultato, si penalizza un po’ l’estetica: un muso meno spiovente, a mio avviso, sarebbe più gradevole».

In conclusione, i Micconi sono al momento assai soddisfatti dell’acquisto. «È un buon trattore, non ha avuto nessun guasto, al momento, e anche il rapporto qualità prezzo è valido, anche se la macchina, essendo full optional, richiede un certo investimento», conclude Dante.

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