Trattore Case IH Maxxum 130 Cvx

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Un altro Cvt sotto i 150 cavalli. Stavolta arriva da Case IH, che in materia ha una solida tradizione con i suoi Cvx. Mettiamo alla prova il Maxxum 130, con motore da 4,5 litri e una potenza massima, alla Pto, che supera i 160 cavalli. Un test con erpice rotante e muletto per pallet

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Il cambio a variazione continua estende sempre più il suo campo di applicazione e ormai non c’è costruttore che non lo proponga anche sotto i 150 cavalli. Case IH non fa eccezione: da qualche mese ha lanciato il suo Maxxum Cvx, che monta, come denuncia il nome, una trasmissione continua su una gamma da 110 a 130 cavalli nominali. Motorizzato con un 4,5 litri Fpt, il Maxxum Cvx si presenta dunque come un trattore agile, pensato per applicazioni leggere (nonostante i 160 e rotti cavalli di potenza massima con Epm), ma che non per questo rinuncia al comfort e alla tecnologia, offrendo – oltre al cambio Cvt – motore Scr, ponte anteriore e cabina sospesi, un computer avanzato al punto da trasformarsi in un vero e proprio assistente elettronico e un’impostazione dei comandi del tutto simile a quella dei più prestigiosi Magnum e Steiger. Abbiamo messo alla prova il nuovo Maxxum appoggiandoci a Massimo Massarenti, agricoltore ferrarese che ha acquistato uno dei primi modelli in nuova versione arrivati sul mercato italiano. Il test si è svolto sui tipici terreni sabbiosi della bonifica Ferrarese, con l’ausilio di un erpice rotante Vigolo. Il proprietario, in aggiunta, è stato in grado di illustrarci anche le prestazioni con un aratro trivomere e poi con il classico muletto anteriore per il caricamento della frutta: un’applicazione onnipresente da queste parti. I segreti del motore Partiamo dal motore, marchiato Fiat Powertrain Technologies (in sigla, Fpt), come ormai d’abitudine su tutte le macchine del gruppo Cnh Industrial. Tutta la gamma monta lo stesso propulsore, un quattro cilindri da quattro litri e mezzo turbo intercooler common rail, con sistema di riduzione selettiva catalitica dei gas di scarico: in sigla Scr. Motore che eroga, sul Maxxum 130, 131 cavalli di potenza nominale, che arrivano a 143 (105 kW) di potenza massima, secondo i parametri Ece R120. Ma kilowatt e cavalli aumentano ulteriormente, grazie all’extra potenza Engine power management (Epm), in applicazioni alla presa di forza e durante i trasporti. Abbiamo così una potenza nominale di 150 cv (110 kW) e una massima che tocca i 163 cavalli complessivi, pari a 120 kilowatt. La coppia massima di 590 Nm (676 con Epm) si ottiene già a 1.500 giri. Unita a una gamma di potenza costante di ben 600 giri, consente di effettuare lavorazioni anche impegnative, mantenendo basso il regime e riducendo così i consumi di carburante. Sempre allo stesso scopo, il sistema di gestione elettronica del motore abbassa il regime di 200 giri quando il trattore è fermo e nessun attrezzo sta lavorando, condizione che in campagna non è così rara. Ultimo tassello della strategia antisprechi di Case è l’Ecodrive, che corrisponde a quella strana coppia di acceleratori tipica di questo marchio e che possiamo facilmente notare su ogni bracciolo Case. Servono, come sanno bene gli utilizzatori, a impostare il regime minimo e massimo all’interno del quale si vuole lavorare, evitando così dispendiosi eccessi. Concludiamo con la capacità del serbatoio, che è di 175 litri per il gasolio e di 37 per l’Adblue, indispensabile sui motori con tecnologia Scr. Cambio e motore, relazione intensa Eccoci dunque a parlare del cambio a variazione continua Cvx, un classico Cvt con tecnologia a doppia frizione, che il costruttore americano chiama Dkt. Grazie a essa è possibile avere, sempre secondo Case IH, una marcia fluida e prestazioni ottimali sia su strada sia in campo, garantendosi al tempo stesso un ridotto consumo di carburante. Non ci dilunghiamo sulla meccanica, dal momento che la medesima è ormai ben nota; ci limitiamo dunque a ricordare le classiche funzioni rese possibili da questa tecnologia. Come la guida con il solo pedale dell’acceleratore oppure la gestione differenziata del regime e dell’avanzamento, molto utile per applicazioni alla presa di potenza. Da non dimenticare nemmeno la funzione parking, che consente di bloccare le ruote, quando si scende dal trattore, senza ricorrere al freno di stazionamento. Un sistema che migliora notevolmente la sicurezza, soprattutto per chi lavora in pendenza. A far andare d’amore e d’accordo motore trasmissione pensa il sistema Apm (Automatic productivity management), che riceve e interpreta gli impulsi provenienti dall’acceleratore e dalla leva Multicontroller armonizzando di conseguenza le prestazioni del motore e del cambio, in modo da ridurre il più possibile i consumi e gli sprechi. Grazie a questa tecnologia, è per esempio possibile raggiungere la velocità massima di 40 chilometri orari a un regime di 1.600 giri al minuto. Risultato: trasporti più efficienti con meno gasolio. Allo stesso modo, durante il lavoro in campo, Apn riduce automaticamente il numero di giri ogni qualvolta questi non siano necessari, in base al carico di lavoro e al tipo di attività svolta. Altri automatismi della trasmissione – ma in questo caso non direttamente legati alla Cvt – sono il bloccaggio automatico dei differenziali e l’innesto, sempre automatico, della doppia trazione. Differenziale e trazione anteriore si inseriscono quando si deve frenare, mentre si disattivano durante le manovre in spazi ridotti oppure se ci si muove su strada per i trasferimenti, alleviando in questo modo il conducente da una compito noioso e ripetitivo. Un altro automatismo inserisce gradualmente la presa di potenza per evitare danni all’albero cardanico. Una funzione che, come vedremo, non sempre funziona al meglio. Ricordiamo, al proposito, che la Pto montata sul Maxxum 130 Cvx gira a velocità di 540 giri economy oppure 1.000 giri. Disponibile anche la velocità proporzionale all’avanzamento, mentre soltanto per la versione 130 è si può avere una presa di potenza con anche i 1.000 giri economici, oltre ai 540E. L’innesto è modulare elettroidraulico, come già scritto, mentre la selezione delle velocità si fa con leva meccanica. Completiamo il capitolo ricordando il ponte anteriore sospeso (a richiesta) e una sterzata molto accentuata (55°), che grazie anche al passo corto, rende il Maxxum alquanto maneggevole. Secondo i dati tecnici forniti dal costruttore, gira infatti in poco più di 4 metri. Idraulica Pompa a portata variabile da 125 litri al minuto, fino a quattro distributori posteriori e tre anteriori con sollevatore a controllo elettronico: ecco le credenziali con cui si presenta l’impianto idraulico. Scendendo più nel dettaglio, possiamo dire che la pompa può fornire fino a 125 litri al minuto al motore idraulico Power Beyond, oppure un massimo di 100 litri al minuto a uno qualsiasi degli altri distributori. Il circuito è anche dotato di un’elettrovalvola che devia l’olio verso il servosterzo quando quest’ultimo lo richieda, mantenendo comunque la portata massima per i distributori. I quali, come appena scritto, possono essere al massimo quattro, tutti elettroidraulici e controllati, come vedremo, dal terminale di bordo. Passiamo alle prestazioni del sollevatore: 78 quintali e rotti di portata per quello posteriore, mentre l’anteriore arriva a 3,1 tonnellate. Ampiamente sufficienti per la maggior parte degli attrezzi che si possono montare su una macchina di questo tipo. Ancora l’elettronica permette di gestire al meglio i due dispositivi, utilizzando per esempio il joystick a croce per il sollevatore anteriore e i classici comandi, posti sulla leva Multicontroller, per quello posteriore. A piacere dell’operatore comunque, sul joystick posto di fianco al Multicontroller si possono deviare invece i distributori posteriori. Tutto sotto controllo con Afs Afs pro in versione 300 o 700: è il nome del terminale che Case IH monta sulle sue macchine. L’interfaccia è un monitor touch screen che, partendo da un menù generale, consente di tenere sotto controllo e di impostare tutte le funzioni della macchina. Vi sono infatti sottomenù specifici per le prestazioni del motore e della trasmissione, per il controllo dei consumi e della produttività e poi per le impostazioni dei vari dispositivi – dal sollevatore ai distributori – per quali è possibile regolare in forma singola la portata e il tempo di erogazione. Attraverso il monitor Afs si possono inoltre memorizzare le operazioni di fine campo – fino a 30 in sequenza – e anche i settaggi dei vari attrezzi, da recuperare a mesi di distanza, quando si ripeterà la medesima lavorazione. Il monitor, compatibile Isobus, permette inoltre di scaricare i dati su chiavetta, per una facile archiviazione sul computer aziendale, e può visualizzare le immagini di una o più telecamere posteriori. La prova Grazie alla cortesia e alla collaborazione di Massimo Massarenti, orticolture ferrarese con terreni nella zona di Mesola, abbiamo potuto provare per qualche ora un Maxxum Cvx 130 abbinato a un erpice rotante della Vigolo da 3 metri. Il test è stato eseguito su terreno sciolto e sabbioso, leggermente bagnato ma comunque facile da lavorare. Abbiamo così erpicato a una velocità compresa fra i 3,5 e i 4,5 chilometri orari, mantenendo una profondità di lavoro di circa 25 centimetri. La macchina ha dimostrato di avere soprattutto una buona trasmissione di potenza alla Pto, che riceve il moto direttamente dal volano. Secondo quanto ci dicono in azienda, tuttavia, pecca nell’avviamento della presa di potenza stessa: con il carro spandiletame, per esempio, non è infrequente rompere qualche bullone di sicurezza. Questo a causa, probabilmente, di una cattiva registrazione dell’avvio modulare, un inconveniente che si dovrebbe risolvere con un giro in assistenza. Buona anche la gestione della trasmissione, benché l’erpice rotante non sia l’attrezzo più adatto per una valutazione di questo tipo. Ci affidiamo pertanto al proprietario, che ha usato il trattore per alcuni mesi e che ci rassicura sulle performance del cambio. «Senz’altro fluido e molto comodo da usare – dice Massarenti – soprattutto su strada; tuttavia si comporta bene anche in campo. Confermo che le prestazioni della presa di forza sono eccellenti – continua l’agricoltore – e aggiungo che il motore in generale se la cava davvero bene. Lo abbiamo fatto lavorare, per esempio, con un trivomere da circa 20 quintali, mantenendo sempre una velocità spedita. Siamo stati facilitati, naturalmente, dalla scioltezza del terreno, ma in ogni caso motore e trasmissione hanno dato prova di buona reattività, anche superiore ad altri trattori più potenti che ho in azienda. Altro aspetto che merita un elogio è, io credo, il bilanciamento dei pesi: l’erpice rotante usato per il test, per esempio, è circa 25 quintali; eppure il Case IH lo alza senza alcun problema, pur avendo soltanto 6 quintali di zavorra sul muso». Quest’ultima è in realtà costituita dal muletto montato sul sollevatore anteriore del Maxxum ed è proprio da questo attrezzo che Massarenti ha avuto le più grandi soddisfazioni: «Usare il muletto con il cambio a variazione continua – ci spiega – è estremamente comodo, perché il trattore si trasforma in un muletto vero e proprio. Vale a dire che si può lavorare con il solo pedale dell’acceleratore e con una possibilità di regolazione dell’andatura e della posizione davvero millimetrica». Con questo attrezzo, fa notare ancora l’agricoltore, il Maxxum raggiungere il top anche in materia di consumi: «Parliamo di 9 litri l’ora o anche meno. E non facendo lavori sul piazzale, ma in campo, anche a ritmo sostenuto». Molto diversi i consumi con l’erpice rotante: in tre ore di lavoro abbiamo usato circa mezzo serbatoio, dunque qualcosa più di 80 litri, per un consumo orario approssimativo di 28 litri. Adeguati comunque l’impegno del motore, che pur non essendo al massimo si manteneva costantemente sopra i 1.600 giri al minuto. Al contrario, ci spiega Fabio Baù, un dipendente della ditta Massarenti, con il muletto un regime di 1.000 giri è sufficiente per lavorare in scioltezza. Completiamo il quadro con alcune impressioni sulla cabina e sulla postazione di guida. La prima ha una dimensione proporzionata al tipo di macchina ed è in grado di ospitare con relativa comodità anche un passeggero. La superficie vetrata di quasi 5,8 metri quadrati garantisce inoltre una visibilità molto buona in tutte le direzioni. Sempre a proposito di comfort, segnaliamo un condizionatore, manuale ma efficiente, sul quale si sofferma anche Baù, mentre la rumorosità – che Case IH dichiara in 69 decibel – era meno ridotta di quanto si potesse pensare. I comandi sono ben organizzati attorno alla leva Multicontroller, sulla quale troviamo tutto quello che serve per la prima gestione della macchina. Dietro a essa abbiamo invece un quadro di comandi abbastanza complesso, al punto che all’inizio si rischia di fare un po’ di confusione. Un disorientamento che ci è confermato dallo stesso operaio della ditta Massarenti, il quale ricorda come nei primi giorni di lavoro abbia avuto qualche difficolta a prendere la mano sui tasti, prima di poter utilizzare al meglio la macchina. Nulla di grave, comunque: si tratta dopotutto di una situazione che si verifica spesso sui trattori moderni. Comfort però vuol dire anche sospensioni e da questo punto di vista il Maxxum è davvero ben messo: le troviamo infatti sul ponte anteriore e poi sulla cabina, sul sollevatore posteriore e infine sul seggiolino del conducente, dotato di sostegno lombare anche senza scegliere la versione ultra-confortevole a bassa frequenza. Riassumendo, il Maxxum Cvx di Case IH si inserisce appieno nel quadro dei nuovi trattori multiutility: motore quadricilindrico, ampia gamma di impieghi, dimensioni contenute e una versatilità elevata grazie anche al rapporto peso-potenza di 30 kg per cavallo. Un trattore pienamente moderno e che con il cambio a variazione continua amplia ulteriormente la propria gamma di applicazioni.   Visualizza la prova completa Trattore Case IH Maxxum 130 Cvx