Trattamenti prima della fioritura

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pesco-monilia su fiori 1 Il fabbisogno in freddo anche delle varietà più esigenti (per le aree meridionali) è stato soddisfatto grazie alle temperature piuttosto basse di febbraio, preparando le piante alla fioritura. La maggior parte degli impianti di drupacee, quindi, entrerà a breve nella fase fenologica di “gemma gonfia” (“bottoni rosa” per il pesco), che segna l’inizio della ripresa vegetativa. É in questa fase che vanno realizzati i trattamenti chiave contro importanti crittogame ed alcuni insetti. Partendo dal mandorlo, che tra le drupacee è la specie con la fioritura più precoce. Nei mandorleti impiantati in zone più umide, in cui si temono attacchi ricorrenti di monilia (Monilia laxa, M. fructigena e l’ultima arrivata M. fructicola), è importante difendere i fiori intervenendo preventivamente, in fase di bottoni rosa, con un antimonilico registrato sulla specie in miscela con olio minerale all’1-1,5% che ne migliora l’adesione e la penetrazione. Successivamente, se durante la fioritura il decorso climatico dovesse essere piovoso, potrebbe rendersi necessario in fase di “caduta petali” un secondo trattamento, senza aggiunta di olio minerale. Il controllo della monilia è importante anche per l’albicocco, specie piuttosto suscettibile su cui si interverrà in prefioritura, con antimonilici specifici (cyprodinil+fludioxonil, ciprodinil, fenexamide, boscalid+piraclostrobin, IBE, ecc.), ripetendo il trattamento a caduta petali se il periodo della fioritura sarà piovoso. Per il pesco, tra la fase di gemma gonfia e quella di bottoni rosa, è opportuno effettuare, in un unico intervento, il trattamento contro afidi (Myzus persicae, ecc.), bolla (Taphrina deformans) e corineo (Coryneum beijerinckii). Per le due malattie fungine la scelta ricadrà su un prodotto attivo su entrambi: ziram, tiram, captano, dodina, ditianon, difenoconazolo o tebuconazolo+zolfo. Il trattamento antiafidico è necessario solo negli impianti in cui sono presenti uova svernanti o femmine fondatrici il cui rilevamento precoce, però, non è agevole.  Nella pratica è più diffuso e tecnicamente accettabile il ricorso alla lotta preventiva. Un’efficace azione antiafidica è svolta dall’olio minerale all’1% attivato con un neonicotinoide, flonicamid o tau-fluvalinate; questi insetticidi hanno un effetto secondario anche sulle larve svernanti di anarsia. Per le nettarine, in prefioritura andrà effettuato un trattamento contro i tripidi (Thrips meridionalis, T. major, T. fuscipennis, Frankliniella occidentalis) con acrinatrina, spinosad, piretroidi, etofenprox o, eventualmente, altri prodotti attivi anche sugli afidi. Negli impianti che nello scorso anno hanno subito infestazioni di cocciniglia di S. José (Comstockaspis perniciosa), a gemma gonfia si potrà intervenire contro le forme svernanti con olio minerale fino al 3%. Specifici anticoccidici sono pyriproxyfen, il cui impiego è consentito non oltre la prefioritura, e buprofezin. Per il controllo della bolla, alla miscela insetticida andrà aggiunta dodina, ziram, tiram, captano, difenconazolo o tebuconazolo, attivi anche contro altri patogeni fungini, come il corineo (Coryneum beijerinckii). Contro quest’ultimo patogeno, oltre che con ziram o tiram, su susino si potrà intervenire con prodotti rameici.