Tra gli scaffali ripartono le vendite

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Dopo le contrazioni degli ultimi anni, in ripresa i valori delle bottiglie di Doc e Igt nella Gdo, precipitano però i bottiglioni da 2 litri. Il dettaglio delle rilevazioni Iri alla vigilia di Vinitaly.

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“Spariscono” i bottiglioni e ripartono le vendite di vino sugli scaffali della grande distribuzione italiana. L’ormai classica ricerca IRI (www.iriworldwide.it) presentata anche quest’anno in occasione del Vinitaly di Verona (22-25 marzo – www.vinitaly.com) lancia segnali di incoraggiamento per la filiera vino. Nel 2014 le vendite hanno infatti invertito la tendenza negativa degli ultimi anni facendo ben sperare per il 2015. Il dato globale del vino confezionato nelle classiche bottiglie fino a 75cl segna un + 1,5% a valore ed un + 0,2% a volume. Scendendo nel dettaglio, le denominazioni d’origine spuntano un + 1,3% in valore ed un – 0,7% a volume (nel 2013 si era arrivati a – 3,2%) (vedi tab 1). Soffrono invece tutte le confezioni alternative alla classica bottiglia da tre quarti, in particolare i formati “scorta” penalizzati da un -9,5% in valore e -11,6% in volume, un dato che può essere interpretato come un’evoluzione del profilo del consumatore. Tra i formati alternativi solo il bag in box è in crescita. Tab. 1: Andamento totale delle vendite 2015

Vendite in valore (milioni di €) Var %  Vendite volume (milioni litri) Var % Prezzo medio (€/l)
Vino confezionato totale 1505 -0,7 505 -2,4 2,98
Bottiglie fino a 75 cl 1065 1,5 240 0,2 4,43
di cui Docg, Doc e Igt 977 1,3 211 -0,7 4,62
Brik 227 -3,9 154 -2,7 1,47
Bottiglioni fino 2 l 136 -9,5 59 -11,6 2,3
altri formati 37 -5,7 24 -6,6 1,55
Pet 23 -2,8 17 1 1,33
Bag in Box 16 4,2 9 5,7 1,66
Fonte: Infoscan Census, Totale Italia Ipermercati+Supermercati+più libero servizio piccolo. Anno terminante 28 dicembre 2014

  Pecorino, Orvieto, Inzolia: i bianchi emergenti La ricerca ha indagato anche le preferenze degli italiani (i vini più venduti). In vetta troviamo Chianti e Lambrusco, che da anni conquistano le prime posizioni del podio, ma che mostrano una flessione delle vendite a volume. Al terzo posto Il Vermentino, un bianco che continua a crescere di anno in anno. Buone le performances del Prosecco, del Nero d’Avola, del Muller Thurgau e del Traminer (vedi tab. 2). Tra i vini “emergenti”, cioè con maggior tasso di crescita nel corso del 2014, troviamo ai primi posti i vini marchigiani/abruzzesi Pecorino e Passerina, e il siciliano Inzolia. Entra in questa classifica, per la prima volta, l’umbro Orvieto. Tab.2 Le tipologie più vendute in assoluto e quelle emergenti

Vendite volume migliaia di hl litri) Var %  Prezzo medio (bottiglia) Var %
Le tipologie più vendute
Chianti (Toscana) 112 -4,2 3,87 5,4
Lambrusco (Emilia) 125 -6,1 2,65 3
Vermnetino (Sardegna/Toscana/Liguria 59 2,7 4,21 1,6
Prosecco (Veneto/Friuli) 53 5,7 4,35 -0,3
Barbera (Lombardia/Piemonte) 74 -2,3 3,09 1,3
Le tipologie emergenti
Pecorino (Abruzzo/Marche) 10 32,5 4,46 0,8
Passerina (Marche) 6 28,3 4,17 -1,6
Inzolia (Sicilia) 11 22,2 3,45 -4,5
Cerasuolo (Abruzzo) 8 13,9 2,45 2,4
Traminer (Alto Adige) 19 11,4 9,3 0
Fonte: Infoscan Census, Totale Italia Ipermercati+Supermercati+più libero servizio piccolo. Anno terminante 28 dicembre 2014

Promozioni sì, ma non sul valore «La questione  fondamentale – commenta Virgilio Romano, Client Service Director IRI -per i prossimi anni è la difesa del valore. Quindi sì alle promozioni, ma con intelligenza strategica». La competitività passa così dalla difesa dei prezzi, evitando tagli indiscriminati nei costi di produzione e comunicazione, in modo da non perdere i consumatori di vino del domani. «Il tema di come calibrare le promozioni è fondamentale – riconosce  Angelo Corona di Finiper, intervenendo come rappresentante di Federdistribuzione -. Occorre sostenere i consumi, non solo di vino, ma senza drogare il mercato e senza annullare la percezione del giusto prezzo, che i consumatori devono mantenere. Il 2014 ci offre qualche segnale positivo, come la crescita a volume e valore della bottiglia da 75cl, che non avveniva da anni». «Su questi segnali occorre lavorare per dare continuità – ha aggiunto Corona – va ripensato il display dello scaffale, per abbinare un assortimento profondo con criteri che rendano facili la lettura dell’esposizione e la scelta. La comunicazione va migliorata e resa più efficace, sia lavorando sullo scaffale, sia con ‘app’ per gli smartphone, introducendo degustazioni e settimane del vino regionale. O evidenziando il corner del vino biologico che nei supermercati è ancora di nicchia, ma è cresciuto nel 2014 dell’11,3% a volume ed ha raggiunto i 1.432.000 litri venduti». La tavola rotonda organizzata a Veronafiere in collaborazione con IRI consente di approfondire questi ed altri temi a cui daremo seguito su questo portale nelle rassegne post-Vinitaly.