Ticchiolatura in pre-fioritura

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Dopo due anni, 2013 e 2014, in cui la maturazione delle ascospore all’interno degli aschi presenti all’interno degli pseudoteci (organi di svernamento del fungo) sulle foglie infette cadute a terra nella precedente stagione, è avvenuta precocemente, quest’anno si è rientrati più o meno nella media, tra la prima e la seconda settimana di marzo, in corrispondenza della rottura gemme delle varietà di melo più suscettibili. In questa fase viene dato il via per i trattamenti specifici per la ticchiolatura del melo. In seguito alle piogge primaverili, le ascospore vengono rilasciate nell’ambiente aereo e trasportate dagli schizzi d’acqua e dalle correnti d’aria sulla nuova vegetazione suscettibile. La fase primaria dura mediamente un mese e mezzo (da fine marzo a metà maggio). Il processo di maturazione degli pseudoteci di V.inaequalis è influenzato principalmente dalla temperatura e dalla bagnatura della lettiera fogliare. Il giusto momento per iniziare i trattamenti antiticchiolatura viene determinato in base all’utilizzo dei captaspore, strumenti in grado di catturare nell’ambiente aereo le ascospore aerodiffuse, oppure attraverso l’uso di modelli previsionali che sono in grado di simulare il processo di maturazione degli psudoteci e segnalare quando giungono a maturazione e, in seguito alle piogge, in grado di rilasciare le ascospore. La gravità di un’infezione di ticchiolatura dipende in larga parte dalla quantità di ascospore rilasciate (potenziale di inoculo) e dalla vegetazione suscettibile, oltre che dal clima favorevole per l’eventuale germinazione e penetrazione del fungo. In prossimità della rottura gemme, la vegetazione suscettibile è alquanto scarsa, come pure il numero di ascospore mature rilasciate non è ancora in fase culminante. Il rischio pertanto normalmente è da considerarsi basso.