Zucchero, 14 piani in cerca d’autore

Entro un mese la nomina di commissari ad acta, se necessari, per attuare gli accordi regionali
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Il settore bieticolo-saccarifero non fa in tempo a respirare una boccata d’ossigeno – con lo sblocco da parte del Cipe dei primi 35 milioni (su un totale di 86) di aiuti nazionali arretrati, relativi al 2009-10 – ed ecco che il decreto semplificazioni appena varato dal governo riaccende i riflettori sui piani di riconversione degli zuccherifici chiusi dopo la riforma Ue del 2006.
Per accelerare i tempi di attuazione dei progetti – in forte ritardo per i veti incrociati di alcune Regioni, enti e associazioni locali – il Comitato interministeriale per gli interventi urgenti nel settore si deve infatti rimettere subito al lavoro per sbloccare la situazione e nominare – laddove necessario – commissari ad acta per attuare gli accordi definiti in sede regionale.
Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 9 febbraio, è diventata infatti operativa la norma del decreto legge n. 5/2012 che attribuisce ai progetti di riconversione nel settore bieticolo-saccarifero «carattere di rilevanza nazionale anche ai fini della definizione e del perfezionamento delle autorizzazioni». E il Comitato interministeriale (Politiche agricole, Economia, Sviluppo economico, Lavoro e Ambiente), costituito «ad hoc» nel 2006, ha 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento per garantire l’esecutività dei progetti.
Sul tavolo ci sono 16 piani presentati da tre gruppi saccariferi – Sfir, Eridania Sadam e Coprob – che interessano sette regioni italiane. Con una importante ricaduta economica e occupazionale, visto che dopo la chiusura di 15 zuccherifici, tra il 2006 e il 2007, le attività di riconversione produttiva potrebbero riassorbire 450 lavoratori ancora in cassa integrazione, e magari aprire le porte a nuove assunzioni.
Dei 16 progetti, solo due sono già operativi, entrambi del gruppo Sfir di Cesena. Il primo vede in attività ad Argenta (Ferrara) uno stabilimento di trasformazione e lavorazione di pomodoro e frutta, al posto dello zuccherificio dismesso nella vicina Pontelagoscuro.
Il secondo è rappresentato da una raffineria di zucchero grezzo di canna, entrata in attività l’anno scorso a Brindisi, dopo che la società ha chiuso lo zuccherificio di Foggia Incoronata.
Per gli altri 14 progetti «in cerca d’autore», ora, sarà una corsa contro il tempo.


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