VERTENZE. Riesplode la guerra del latte

I Cobas tornano in piazza e gli assessori del Nord chiedono di sospendere la prima rata delle multe
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Si riaccende la guerra del latte. Alla vigilia della scadenza della prima rata delle multe (legge 33) i Cobas del latte sono tornati in piazza con i trattori e gli assessori (leghisti) delle regioni del Nord sono prontamente scesi in campo. E sempre la Lega ha fatto approvare un ordine del giorno che impegna il Governo a fare chiarezza. Il capogruppo della Lega in commissione Agricoltura della Camera, Sebastiano Fogliato, ha chiesto infatti la sospensione dei pagamenti e ha presentato una risoluzione che impegna il Governo ad adottare tutte le iniziative per verificare la corretteza dei dati alla luce della relazione dei Carabinieri.

Ma per il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, non ci sono spazi di manovra. «Sia rispetto alle posizioni della Commissione dell’Ue, sia in riferimento a quanto risulta ai competenti uffici ministeriali e a quanto approfondito dal commissario straordinario alle quote latte – secondo quanto precisa il ministro in una nota – non sembrano esserci elementi che possano rimettere in discussione ciò che è stato deciso dal nostro paese e quindi dai nostri Governi sull’applicazione del regime comunitario delle quote latte».

Ma non sarà facile convincere gli agguerriti assessori di Lombardia, Piemonte e Veneto.

In Veneto il presidente della Regione, Luca Zaia, ex ministro delle Politiche agricole, detta la sua linea: sospendere il pagamento delle multe e attendere l’esito delle indagini dei Carabinieri del Mipaaf. La relazione dei Carabinieri che ha messo in dubbio la legittimità delle multe, è arrivata sul tavolo del ministro a pochi giorni dalla sua nomina a governatore e ha riaperto così i giochi dando un’arma in più agli splafonatori. «Per prima cosa – ha sostenuto Zaia – dobbiamo operare, tutti assieme, perché il 30 giugno non sia più la data di scadenza per il pagamento della prima rata e poi facciamo lavorare i carabinieri perché completino le indagini. Quando sapremo chi sono i colpevoli, con nomi e cognomi, allora vedremo chi deve pagare e chi no». «In attesa di chiarimenti la questione va congelata: per le duemila aziende della legge 33 ma anche per le 23mila stalle della legge 119 che hanno accettato la rateizzazione, perché se le cifre sono sbagliate neanche loro devono pagare».

E intanto l’assessore all’Agricoltura, Franco Manzato, ha presentato formale richiesta al ministro Galan di «intervenire immediatamente in relazione a quanto scritto nel rapporto stilato dai Carabinieri sull’intera vicenda delle quote latte». L’orientamento – ha spiegato l’assessore veneto – è di arrivare insieme con gli altri assessori a una presa di posizione ultimativa e chiara su questa questione».

Anche l’assessore piemontese, Claudio Sacchetto, ha ricordato al ministro che in un quadro già molto complesso si sono inserite le indagini dei Carabinieri «che – scrive Sacchetto – hanno certamente influito sulle conclusioni a cui è pervenuta la Commissione di indagine amministrativa istituita con decreto ministeriale 25 giugno 2009 n. 6501 che ha messo in luce alcune questioni che necessitano di approfondite valutazioni per l’accertamento della correttezza delle modalità di applicazione delle norme in materia di quote latte».

«Appare inoltre paradossale – prosegue – che l’incerto futuro di aziende che producono latte di indubbia qualità debba avere come alternativa il latte e i prodotti lattiero-caseari provenienti da altri paesi Ue che, stando alle notizie di stampa di questi giorni, non sembrano rispettare le regole dell’Unione europea in materia di sicurezza e qualità alimentare».

E infine Giulio De Capitani della Lombardia:
«La vicinanza della Regione ai produttori di latte della Lombardia è fuori discussione e l’attenzione alle loro istanze sarà massima, ma ci sono alcune richieste su cui il Pirellone non può intervenire perché di esclusiva competenza ministeriale». De Capitani ha chiesto perciò al titolare del Mipaaf di «trovare una soluzione definitiva al tema delle multe».

La richiesta di sospensione dei pagamenti arriva anche dalla Cia che afferma come il «contenzioso sulle quote latte sia tutt’altro che concluso». La Cia sollecita anche lo sblocco dei 45 milioni destinati sempre dalla legge 33 all’acquisto di quote. Il presidente della Confagricoltura Lombardia, Francesco Bettoni, da parte sua ha bocciato senza appello le richieste dei Cobas definendo «opportunistiche le loro posizioni». Mentre il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, afferma che è il momento di mettere fine alle incertezze: «Coldiretti si impegna – afferma Marini – a rispettare le leggi. Quelle che gli organi dello Stato promulgano, ma ci si dica una volta per tutte come stanno le cose perché così non si può andare avanti».


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