Vendita diretta: Farmers market, i conti in tasca

Marini: «È un grande fenomeno economico da 320 milioni di euro di fatturato»
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Oltre 8 milioni di italiani hanno fatto acquisti, almeno una volta, in uno dei 705 mercati degli agricoltori di Campagna Amica in Italia. E 8 milioni di persone non si possono ignorare, soprattutto in un frangente storico in cui i consumi, anche quelli alimentari, calano. Con questo dato si apre il primo dossier sul fenomeno dei farmers market in Italia, realizzato e presentato dalla Coldiretti.
Secondo i dati (vedi tab.) gli indicatori che segnano la variazione tra il 2009 e il 2010 sono tutti positivi: numero di giornate di attività, numero di mercati, produttori agricoli coinvolti e di punti vendita entrati sotto il marchioombrello di Campagna Amica.

 

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I mercati degli agricoltori rappresentano «una crescita culturale importante – ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – al di là di una minoranza di italiani che li vedono come un fenomeno da baraccone, che comunque ha il suo lato positivo, è un grande fenomeno economico ».
Nulla da eccepire, dal momento che il fatturato dell’intera operazione ha portato nelle casse dei produttori agricoli che vi hanno aderito, globalmente, 320 milioni di euro all’anno, con un incremento di reddito medio del 20% (dati Swg).

 

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Da qui al prossimo obiettivo il passo è breve e il segretario organizzativo della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo lancia la sfida: «Entro l’anno sarà aperto un mercato Campagna Amica in ogni capoluogo di provincia».
Con i mercati degli agricoltori, poi, si è compiuta una trasformazione, sottolineata dal presidente del Censis, Giuseppe De Rita.
«Quella che era l’identità povera, marginale del coltivatore diretto – ha detto De Rita – è diventata un’identità forte, orgogliosa: da coltivatori diretti a imprenditori che occupano uno spazio della filiera nuovo, quello della vendita, del rapporto con il consumatore e della necessaria riorganizzazione interna dell’azienda agricola, a fronte di questi nuovi impegni». E questa nuova identità, secondo De Rita, ha ricevuto anche un’investitura di tipo politico, perché «non si diventa più potenti portando i coltivatori in Parlamento ha proseguito come si faceva nel passato, ma rafforzando la loro identità e questa è stata l’intuizione ambiziosa che ha avuto e realizzato Sergio Marini».
I produttori-imprenditori che hanno portato all’evento la loro testimonianza hanno rappresentato la necessità di poter contare, oltre che sulla forza aggregatrice della Coldiretti, anche su provvedimenti come la legge sull’etichettatura che consenta ai loro prodotti di competere meglio con quelli stranieri. Su questo tema è intervenuto il presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Paolo Scarpa Bonazza Buora che ha salutato con soddisfazione la legge varata in Italia e ha invitato l’ex ministro Paolo De Castro, oggi presidente della Commissione Agricoltura della Ue «a sentirsi un po’ più italiano» e, in sostanza, a supportare la legge nelle sedi comunitarie, «abbandonando le sue posizioni invidiose e rabbiose».


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