Una Pac 2014-2020 più mirata, più equilibrata e più verde

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Il primo documento ufficiale sulla Pac 2014-2020 sarà presentato ufficialmente il 17 novembre 2010, ma già circola un testo più che attendibile. La bozza di Comunicazione della Commissione, trapelata informalmente e ormai ampiamente diffusa, è un documento di tredici pagine dal titolo “La Pac verso il 2020: affrontare le sfide future su cibo, risorse ambientali e territoriali”.

OBIETTIVI E STRUMENTI
Il titolo della Comunicazione individua i tre macro-obiettivi della nuova Pac:

  • produzione di cibo;
  • gestione delle risorse naturali;
  • sviluppo territoriale.

Le linee principali del testo trapelato, anche se ancora non ufficiale, sono: mantenimento dei due pilastri; maggiore rispondenza della Pac alle richieste della società e alle sfide ambientali; strumenti di mercato semplificati; una catena alimentare più efficace; una politica di sviluppo centrata su innovazione, competitività, cambiamento climatico e in grado di includere anche la gestione del rischio.

Il documento individua tre categorie di strumenti della futura Pac:

  • pagamenti diretti;
  • misure dimercato;
  • sviluppo rurale.

 Di fatto si ripropone l’attuale impalcatura della Pac, quindi la proposta del Commissario europeo Dacian Ciolos non è una rivoluzione, anche se i cambiamenti sono molteplici e avranno un impatto rilevante per alcune imprese agricole.

PAGAMENTI DIRETTI, UNIFORMITÀ PER ETTARO
I pagamenti diretti disaccoppiati rimangono la principale forma di sostegno all’agricoltura. Secondo il documento di Ciolos essi devono garantire un livello di sostegno uniforme per tutti gli agricoltori di uno Stato membro (o di una regione). È confermato, quindi, il passaggio – già ampiamente annunciato – dagli attuali pagamenti storici a un pagamento fisso e uniforme per superficie (pagamento di base). Tale pagamento sarà basato su titoli trasferibili, da attivare sui terreni agricoli, subordinati al rispetto di requisiti di condizionalità, che dovranno essere semplificati. Si tratta di una conferma dell’attuale forma di sostegno della Pac: pagamenti disaccoppiati in cambio del rispetto della condizionalità. La vera novità è l’uniformità del pagamento ad ettaro. Si propone inoltre l’introduzione di un tetto massimo di aiuti per azienda (capping), che tenga però conto della intensità di manodopera. In altre parole, le aziende con poca molta superficie e pocamanodopera avranno un tetto agli aiuti.

SOSTEGNO PER UN’AGRICOLTURA PIÙ VERDE
Al pagamento di base si aggiungono, altre due tipologie di pagamenti diretti, erogati ad ettaro per incentivare un’agricoltura più verde (greening degli aiuti diretti):

  • pagamenti “verdi” (obbligatori), commisurati ad azioni agro-ambientali, applicabili in tutta l’Ue, che vanno oltre la condizionalità di base (pascoli permanenti, rotazioni, set aside ambientale, ecc.);
  • pagamenti agli agricoltori in zone svantaggiate e/o con specifici vincoli naturali, cofinanziato dagli Statimembri.

Questa impostazione significa il passaggio di alcune misure agroambientali e delle indennità compensative dal 2° pilastro al 1° pilastro della Pac. In altre parole, tutti gli aiuti legati alla superficie (pagamento di base, pagamenti agroambientali, indennità compensative) rientreranno nel 1° pilastro e saranno erogati con lo stesso metodo, con un’unica domanda e criteri omogenei per tutta l’Ue. Si tratta di una notevole semplificazione rispetto alla Pac attuale che prevede i pagamenti diretti disaccoppiati nel 1° pilastro, mentre i pagamenti agroambientali e le indennità compensative sono all’interno dei Piani di sviluppo rurale (2° pilastro). Il documento di Ciolos prevede un’eccezione al disaccoppiamento: in alcune regioni e per produzioni specifiche, potrà essere presa in considerazione la possibilità di erogare aiuti accoppiati, all’interno di limiti specificati. In altre parole, si potrà assicurare una certa flessibilità mantenendo alcuni aiuti accoppiati, come – ad esempio – l’attuale Articolo 68 o l’aiuto alla vacca nutrice.
Ai piccoli agricoltori potrebbe essere garantito un livellominimo di pagamenti diretti. Questi cambiamenti – si legge nel documento – dovrebbero andare di pari passo con una miglior definizione e orientamento del sostegno agli agricoltori attivi, per rispondere alle critiche della Corte dei Conti europea. Ciò significa che ci sarà la possibilità di selezionare gli agricoltori, tra attivi e non attivi, e concedere i pagamenti diretti solamente ai primi, escludendo dai pagamenti diretti gli agricoltori non attivi.

MISURE DI MERCATO

Il documento prevede il mantenimento di alcune misure di mercato, che possono essere attivate in situazione di crisi come azioni di emergenza. Gli strumenti attualmente esistenti – peraltro molto blandi ed incapaci di contrastare situazioni di crisi grave – vengono mantenuti ed è prevista una loro semplificazione e razionalizzazione. Tra i possibili adeguamenti, il documento indica il prolungamento del periodo di intervento, l’introduzione di clausole di salvaguardia, lo stoccaggio privato e il miglioramento dei controlli. Ai suddetti strumenti di mercato, la nuova Pac prevede l’introduzione di nuovemisure riguardanti il funzionamento della filiera alimentare e il miglioramento del potere contrattuale degli agricoltori.
Al tal proposito, il documento non entra nei dettagli, limitandosi ad evocare le relazioni contrattuali, la necessità di una ristrutturazione e consolidamento del settore agricolo, la trasparenza ed il funzionamento di mercati di derivati sui prodotti agricoli.

SVILUPPO RURALE
Nonostante le ipotesi di superamento dei due pilastri della Pac, il documento va nella direzione di una riconferma dell’attuale assetto, con il mantenimento del 2° pilastro. Invece lamodulazione sarà abolita. Gli incentivi saranno maggiormente finalizzati alla competitività, all’innovazione, al contrasto ai cambiamenti climatici e all’ambiente, in linea con la Strategia Europa 2020. Il secondo pilastro continuerà a sostenere gli investimenti o i servizi resi all’ecosistema. Quindi alcuni pagamenti agroambientali rimarranno anche nel 2° pilastro. Nel 2° pilastro della Pac troveranno spazio gli strumenti per la gestione dei rischi, che gli Stati membri potranno utilizzare a loro piacimento. Tali strumenti, spiega il documento, senza entrare maggiormente nel dettaglio, potranno andare da un nuovo meccanismo di stabilizzazione del reddito compatibile con la “scatola verde” del Wto a un sostegno rafforzato ai regimi assicurativi o dei fondimutualistici. Il richiamo agli strumenti assicurativi e la loro collocazione nel 2° pilastro della Pac è una novità. Da una parte sta a dimostrare l’importanza di tali strumenti, dall’altra la difficoltà ad individuarli come una politica orizzontale per tutti i Paesi dell’Ue, per cui vengono lasciati alla libera scelta degli Statimembri.


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