Un fondo credito per spingere i Psr

Una misura del decreto liberalizzazioni studiata per dare ossigeno finanziario alle imprese agricole
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Una iniezione di liquidità per le aziende agricole. È uno degli obiettivi prioritari del ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, che ha illustrato nei giorni scorsi, i principali strumenti finanziari, nel corso di un workshop sul credito organizzato presso l’Unioncamere. Un tema caldo in una fase di credit crunch particolarmente acuta per il sistema agricolo.
Il ministero punta molto su nuovi e vecchi strumenti finanziari e anche sull’effetto di interventi come l’articolo 62 del decreto liberalizzazioni che fissa contratti scritti e soprattutto pagamenti accorciati e non superiori ai 60 giorni.
È necessario – ha spiegato il ministro – mettere a disposizione del settore strumenti adeguati, ma occorre anche lavorare sulla promozione e diffusione delle informazioni.
Alcune misure sono operative da tempo. L’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) opera ormai da anni con una serie di strumenti, in particolare il Fondo di garanzia a prima richiesta e il Fondo di garanzia sussidiaria che – come ha spiegato il presidente dell’Istituto, Arturo Semerari – stanno ormai entrando a pieno regime. Ma spesso queste misure strategiche per le imprese sono poco conosciute dagli stessi agricoltori e dagli istituti bancari che tendono a proporre strumenti tradizionali, mentre con le garanzie Ismea la concessione di mutui non è vincolata al patrimonio immobiliare dell’impresa.
Il 40% delle erogazioni – ha sottolineato Semerari – è stato destinato alla ristrutturazione del debito in particolare dal breve al medio-lungo termine. Con l’intervento Ismea è stato possibile riequilibrare il pacchetto di debiti aziendale. Le garanzie non scattano per le aziende che hanno subìto sequestri o pignoramenti. Nessun aiuto alle aziende in default, prima dunque le imprese devono tornare in bonis e poi possono accedere agli strumenti.
Una vera novità annunciata da Catania è «il Fondo credito, approvato con il decreto liberalizzazioni e ora all’esame delle Camere. Faremo incontrare – ha spiegato il ministro – attraverso gli sportelli bancari, la richiesta di credito da parte degli imprenditori e i finanziamenti pubblici, anche quelli legati a programmi europei, consentendo in questo modo alle banche stesse un’operazione virtuosa che ha dei riflessi in termini di abbattimento degli interessi. Si tratta di un elemento estremamente innovativo a cui diamo molta importanza anche perché presenta un’ulteriore virtuosità: consente alle Regioni nell’ambito della gestione della spesa pubblica comunitaria di convogliare su questo strumento risorse pubbliche per le quali avrebbero difficoltà a trovare una collocazione».
Un altro intervento di rilievo è quello della Borsa merci telematica (Bmti). Dopo una fase di sperimentazioni il presidente Francesco Bettoni ha annunciato l’avvio delle anticipazioni garantite per chi fa transazioni con la Borsa «un modello – secondo il ministro – saldamente ancorato alla realtà produttiva, in una fase storica in cui abbiamo vissuto con preoccupazione, e anche con molti interrogativi, la crescita del mercato dei derivati, anche per le commodity alimentari con tutte le ombre e le problematiche che questo comporta, Bmti rappresenta la risposta italiana ai mercati dei derivati ».
La Bmti ha raggiunto 58.315 contatti telematici, le tonnellate scambiate sono state pari a 5,7 milioni di tonnellate per 1,6 miliardi di valore delle transazioni. Oggi è possibile scambiare prodotti dagli avicunicoli all’olio d’oliva, dall’ortofrutta ai mezzi tecnici in 55 mercati telematici. Con la nuova polizza di un gruppo assicurativo internazionale vincitore di una gara europea è possibile assicurare l’85% del prodotto soggetto a transazioni telematiche.
E tra le iniziative che, secondo Catania, potranno iniettare nel sistema una robusta dose di liquidità, c’è la norma contenuta nel decreto liberalizzazioni che con i contratti certi e con pagamenti ridotti potrebbe spostare verso i produttori risorse cash.


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