Trento. Un’area ad alto indice di biodiversità

Programma del Centro di S. Michele
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La biodiversità del Trentino è molto ricca, con un basso rischio di estinzione delle specie ed un limitato pericolo di diffusione delle malattie infettive trasmesse dagli animali. È questo uno dei dati più significativi emersi nell’ambito del workshop organizzato all’interno del programma Biodiversità del Centro di ricerca ed innovazione della Fondazione Edmond Mach di San Michele all’Adige (Tn). Ma quali sono le motivazioni che fanno del Trentino un’area a basso rischio di estinzione delle specie?

Secondo Claudio Varotto coordinatore del programma Biodiversità presso la Fondazione Mach, la migliore tenuta è dovuta alla particolarità della regione alpina ma anche gli studi sul tema che permette un continuo monitoraggio del territorio ne fanno un’area molto meno esposta ai rischi di perdita di biodiversità di altre realtà.  «Certo – afferma Anna Paola Rizzoli – la ricerca ha un ruolo molto importante, vorrei dire strategico, in quanto non siamo ancora in grado di sapere come funzionano gli ecosistemi in funzione della conservazione della biodiversità. Sappiamo però che questa è indispensabile nello sviluppo e nell’armonia della specie».

Ma quale il ruolo dell’agricoltura in questo contesto? «È fondamentale – prosegue Rizzoli – ma è indispensabile che venga praticata un’agricoltura sostenibile, e per questo è molto importante il ruolo della ricerca e della consulenza agli agricoltori». A supporto di questo la Fondazione sta avviando un progetto sull’agricoltura sostenibile che coinvolge ricercatori e divulgatori, e che garantirà oltre alla qualità dell’agricoltura integrata, anche un marchio di tipo ambientale.


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