Torna il feeling tra la gdo e i prodotti da agricoltura bio

SANA. Federbio, impegnata nella promozione all’estero, organizza incontri con i buyer
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La grande distribuzione italiana ricomincia a credere nel biologico. È un dato che è emerso al seminario “Modelli di successo nella vendita di prodotti biologici” organizzato nell’ambito del Sana da FederBio e dall’Istituto per il commercio estero con il patrocinio del Ministero per lo Sviluppo economico. In effetti dopo il “bioboom” dell’inizio del decennio, conseguente alla crisi alimentare della “mucca pazza”, che vide la corsa al biologico di tutte le principali insegne della distribuzione al dettaglio italiana, gli entusiasmi si erano molto raffreddati.

A partire dal 2005 si può ben dire che l’imponente sistema di produzione biologico italiano si è basato principalmente sull’esportazione e, nel mercato interno, sui negozi specializzati e sul catering pubblico
(soprattutto scolastico). Progressivamente le catene della gdo avevano perso interesse in un settore ritenuto in precedenza assolutamente strategico (si ricordino le imponenti campagne pubblicitarie di catene quali per esempio Esselunga).

Nel 2009, anno di crisi per antonomasia, pare che, forse paradossalmente, vi sia stata una inversione di tendenza. Nei primi sei mesi del 2009 la gdo italiana ha avuto un incremento della vendita di prodotti biologici dell’8,5% in volume e del 7,4% in valore.

Le catene indipendenti di supermercati hanno invece evidenziato una crescita dei volumi pari al 10%. Catene come Despar (peraltro premiata al Sana con il premio “Bio. Fare, comunicare” per la strategia di comunicazione) dichiarano per il 2008 incrementi di vendita di prodotti biologici del 40%. Anche Coop crede nel bio e nota un incremento nei fatturati: sugli scaffali il leader della distribuzione al dettaglio italiana schiera 339 referenze certificate per un fatturato che nel 2008 è stato di 76,4 milioni di euro con una crescita del 7,3% rispetto all’anno precedente. Coop ha dichiarato che la vendita di prodotti biologici è una azione strategica e non tattica: non a caso nel corso della fiera ha lanciato la nuova linea Vivi Verde Coop (anch’essa premiata con premio “Bio. Fare, comunicare” nella sezione packaging), una linea che comprenderà i prodotti biologici oltre a quelli a ridotto impatto ambientale venduti a marchio Coop.

La gdo italiana tende quindi ad allinearsi nuovamente alle tendenze espresse dalle distribuzioni di tutti i paesi ad economia evoluta
, in cui la crescita del bio negli ultimi anni è stata spesso formidabile e anche dopo la crisi registrano crescite più modeste ma ancora ben interessanti. Un fenomeno che è stato cavalcato da Federbio, impegnata da tempo in una campagna di promozione in paesi avanzati, come gli Usa e il Giappone, o in fase di sviluppo come la Russia e il Brasile.

E proprio al Sana Federbio ha portato, operando assieme all’Ice, cinquanta buyers della gdo mondiale
(tanto per fare nomi c’era anche il colosso Usa WholeFood). Gli incontri con i buyer, organizzati in un apposito padiglione, sono stati il vero must della fiera bolognese.

«La richiesta di prodotti biologici italiani sul mercato internazionale è in effetti rilevante e il successo di questo nostro meeting commerciale lo testimonia – sottolinea con soddisfazione il presidente di FederBio Paolo Carnemolla -. È però necessario impegnarsi sempre di più in azioni di promozione; il biologico italiano rappresenta infatti una delle eccellenze del nostro sistema agroalimentare e i prodotti di fascia alta continuano ad essere richiesti anche in periodi di crisi e pure in paesi che alcuni potrebbero considerare degli outsider come il Brasile si stanno rivelando piazze molto interessanti».


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