SPECIALE FRUMENTO IN CAMPO – TENERO

Tenero, i risultati delle prove varietali 2008-2009
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La sperimentazione nazionale sulle varietà di frumento tenero, giunta nell’annata agraria appena conclusa al 36° anno di attività, ha interessato 25 varietà che sono state valutate in 34 località di cui 18 nell’areale Nord, 11 nel Centro e 5 nel Sud. La sperimentazione è stata effettuata nell’ambito del progetto Aser con il coordinamento di Cra-Scv (Unità di ricerca per la selezione dei cereali e la valorizzazione delle varietà vegetali) di S.Angelo Lodigiano e con il contributo indispensabile di istituzioni pubbliche e private dislocate nelle varie regioni.

Le varietà in prova (tab. 1) risultano suddivise, secondo la destinazione d’uso, nelle seguenti classi qualitative: 3 tra i Frumenti di Forza (FF), 4 tra i Frumenti Panificabili Superiori (FPS), 15 tra i Frumenti Panificabili (FP), 1 tra i Frumenti da Biscotto (FB) e 2 tra i Frumenti per Altri Usi (FAU). La maggior parte delle varietà deriva da germoplasma francese come dimostrato dalle genealogie, a conferma di una tendenza in atto oramai da diversi anni.
Rispetto all’anno precedente sono state sostituite le varietà Sagittario, Anapo, Aquilante, Bokaro, Botticelli, Copernico e Generale, già caratterizzate, con le varietà Adelaide, Colledoro, Genesi, Grostè, Lilliput, Sollario e Valbona.

L’andamento climatico è stato caratterizzato in tutti e tre gli areali da piogge frequenti e abbondanti durante il periodo autunno-invernale. Ciò ha determinato lunghi periodi di eccesso idrico nei terreni che hanno causato ritardi nell’effettuazione di tutte le operazioni colturali, semine in particolare, che in molte zone non è stato neppure possibile effettuare.

Nell’areale Nord, l’inverno è stato caratterizzato da copiose nevicate che, in molti casi, hanno ritardato le emergenze. La fuoriuscita dall’inverno è stata accompagnata da un rapido innalzamento delle temperature. Tali condizioni hanno influenzato negativamente la struttura del terreno che è risultata in molte località asfittica nel periodo invernale e compatta dopo la fioritura. Un repentino innalzamento della temperatura verificatosi a fine maggio, ha provocato la chiusura anticipata del ciclo colturale. Nell’areale Centro si sono riscontrate difficoltà di emergenza e asfissia radicale. Nella seconda e terza decade di maggio si è registrato un incremento significativo delle temperature con qualche problema di stretta nei terreni più sciolti. Le frequenti piogge alternate a periodi di sole nell’ultima decade di giugno hanno penalizzato la qualità della produzione. Infine, nell’areale Sud, l’andamento termopluviometrico registrato è stato anomalo rispetto alla media poliennale. A partire dal mese di febbraio si sono alternati periodi con temperature estremamente basse e piogge intermittenti e prolungate, a periodi con tempo asciutto ed umidità elevata. L’ultima parte del ciclo colturale è stata caratterizzata da tempo instabile con temperature elevate e precipitazioni abbondanti.

Nelle tabelle 2, 3 e 4 sono riassunti i risultati medi per la produzione e i principali caratteri agronomici e merceologici di ciascun areale. Le varietà sono elencate entro ogni classe qualitativa, in ordine decrescente per produttività.

 

ITALIA SETTENTRIONALE, PROBLEMI CON I PESI ETTOLITRICI

La produzione media nell’areale Nord, pari a 6,55 t/ha (tabella 2), è risultata simile a quella dell’annata precedente (6,60 t/ha). Considerando la classe qualitativa delle varietà in prova, le produzioni medie delle classi FPS (6,62 t/ha), FP (6,67 t/ha), FB e FAU (6,69 t/ha) sono risultate simili, mentre per la classe FF è stata registrata la produzione media più bassa (5,79 t/ha). Esaminando le singole varietà, le più produttive appartengono alla classe dei frumenti panificabili. Fra queste Exotic si conferma la varietà dalle rese più elevate (7,26 t/ha), con un produzione superiore alle medie di campo in tutte le 18 località. Produzioni elevate sono state ottenute anche da PR22R58 e dalle nuove introduzioni Antille e Grostè. Molte delle varietà appartenenti a questa classe qualitativa mostrano una resa superiore alla media di campo in numerose località di prova. Tra i frumenti panificabili superiori si conferma l’elevata produttività di Apache (6.85 t/ha) e della nuova introduzione Adelaide (6.60 t/ha) che superano la media di campo rispettivamente in 14 e 12 località di prova, mentre nella classe dei frumenti di forza, solo Bologna ha una resa media superiore a 6 t/ha.

Il peso ettolitrico medio (75,8 kg/hl) è risultato di poco superiore al valore soglia (75 kg/hl) richiesto dall’industria di trasformazione. Diverse varietà quali Apache, Exotic, Epidoc, Genesi, Azzorre, Aubusson, Quatuor, SO207 e Artico hanno un peso ettolitrico inferiore a tale soglia; il valore più elevato è stato fornito da Blasco (81,3 kg/hl).

La spigatura media è avvenuta l’11 maggio, la varietà più precoce è risultata Valbona (6 maggio) e le più tardive Apache e Quatuor (15 maggio). L’altezza media delle cultivar (79 cm), è risultata nettamente inferiore a quella degli anni scorsi; la taglia minima è stato registrato per Mieti (69 cm), la massima per Profeta (92 cm). Il peso medio dei 1000 semi (39,1 g) è risultato superiore a quello dello scorso anno (34,4 g). Bologna si conferma come la varietà con i semi più piccoli (34,6 g), mentre Profeta risulta avere i semi più grandi (47,4 g).

 

ITALIA CENTRALE, RESE BASSE

Come si può notare dalla tabella 3, la resa media dell’areale Centro è risultata bassa (5,99 t/ha), a differenza di quanto avvenuto nell’anno precedente. La varietà Exotic è risultata la più produttiva (7,05 t/ha) e ha superato la media di campo in tutte le località di prova. Fra gli altri frumenti panificabili, buone rese sono state ottenute da PR22R58 (6,53 t/ha), Isengrain (6,49 t/ha), Epidoc (6,48 t/ha), Antille (6,36 t/ha) e Aubusson (6,35 t/ha) confermando i risultati degli anni precedenti, sia dalle nuove introduzioni Grostè (6,79 t/ha) e Lilliput (6,01 t/ha). Queste varietà presentano produzioni superiori alla media di campo in quasi tutte le località di prova. Considerando i grani di elevata qualità si rileva che i frumenti panificabili superiori hanno fornito buone rese medie (6,16 t/ha); tra le varietà appartenenti a questa classe qualitativa, sono risultate interessanti Apache (6,37 t/ha), Blasco (6,25 t/ha) e Adelaide (6,18 t/ha), mentre i frumenti di forza hanno fornito le produzioni medie più basse (5,18 t/ha). Produzioni interessanti sono state fornite anche dai frumenti per altri usi Andino (6,57 t/ha) e Sollario (6,21 t/ha). In questo areale la spigatura media è avvenuta l’11 maggio: la varietà più precoce (3 maggio) è risultata Valbona e la più tardiva (16 maggio) è risultata Apache. L’altezza delle piante è stata in media pari a 75 cm, il valore minimo (67 cm) è stato registrato per Mieti ed il massimo (86 cm) per Profeta. Il peso ettolitrico è risultato in media pari a 75,9 kg/hl, solo di poco superiore al valore soglia (75 kg/hl) e inferiore a quello dello scorso anno (78,2 kg/hl). Per questo carattere merceologico, il valore migliore è stato fornito da Blasco (80,3 kg/hL) mentre le varietà Galera, Exotic, Epidoc, Aubusson, Quatuor, Azzorre, SO207, Mieti e Artico hanno fornito valori inferiori a 75 kg/hL. Relativamente al peso dei 1000 semi, il valore più elevato (46,9 g) è stato registrato per Profeta ed il più basso (33,5 g) per Bologna.

 

ITALIA MERIDIONALE, POCHE DIFFERENZE FRA LE CLASSI

Nelle 5 località di prova è stata ottenuta una produzione media pari 3,80 t/ha (tabella 4), più bassa rispetto a quella del 2008 (4,32 t/ha) ma in linea con quelle registrate negli anni precedenti.
Le produzioni medie delle diverse classi qualitative sono risultate molto simili tra loro. Considerando le singole varietà, rese superiori a 4 t/ha sono state fornite per la classe FPS da Egizio (4,11 t/ha) e per la classe FP da Lilliput (4,22 t/ha), PR22R58 (4,15 t/ha), Exotic (4,11 t/ha), Genesi (4,06 t/ha) e Azzorre (4,02 t/ha). Produzioni superiori alla media di campo, in almeno quattro località di prova, sono state registrate per le varietà Lilliput, PR22R58, Exotic, Antille, Aubusson e Andino.La spigatura media è avvenuta l’8 maggio; anche in questo areale Valbona è stata la varietà più precoce (1 maggio), mentre la più tardiva è stata Apache (14 maggio). L’altezza media delle piante (73 cm) è risultata più bassa rispetto a quella dello scorso anno (77 cm) ed ha fatto registrare un’ampia oscillazione nei valori varietali compresi tra Quatuor (63 cm) e Profeta (91 cm). Il peso ettolitrico medio (76,5 kg/hl) è risultato il più elevato fra i tre areali. Blasco (80,7 kg/hL) si conferma al primo posto della graduatoria per questo carattere merceologico mentre Apache, Exotic, Azzorre, Aubusson, SO207, Epidoc, Quatuor e Artico non hanno superato il valore soglia (75 kg/hl). Il valore medio del peso dei 1000 semi (33,1 g) è risultato inferiore a quello dello scorso anno (35,1 g); Profeta e Bologna risultano, così come negli altri due areali, le varietà con i semi rispettivamente più grandi (42,0 g) e più piccoli (29,4 g).

 

INDICI PRODUTTIVI

Allo scopo di agevolare la scelta varietale da parte degli agricoltori, nella tabella 5 sono riportati gli indici produttivi medi fatti registrare dalle 25 varietà in prova negli ultimi cinque anni. Le varietà sono elencate in ordine decrescente all’interno delle classi qualitative, secondo il numero di anni di presenza in prova.
Tra i frumenti di forza si distingue Bologna per discrete produzioni in tutti gli areali in particolare se si considera la classe qualitativa di appartenenza.
Tra i frumenti panificabili superiori Blasco conferma la buona stabilità in tutti gli areali mentre Apache ha fornito i risultati migliori al Nord e al Centro.
Tra i frumenti panificabili, in prova da almeno tre anni si segnalano per adattabilità a tutti gli areali PR22R58 ed Exotic seguiti da Aubusson, Isengrain e Azzorre. Tra le varietà in prova da due anni si distinguono per buone rese in tutti gli areali Antille e Epidoc.
La varietà Artico, unico rappresentante dei frumenti da biscotto, conferma in generale l’attitudine a fornire rese intorno alla media di campo in tutti gli areali.
In conclusione si sottolinea l’importanza di mantenere attiva la rete di sperimentazione varietale al duplice scopo di fornire un adeguato ausilio agli agricoltori e di indirizzare le scelte strategiche di tutti gli altri attori della filiera.

 
di Maurizio Perenzin, Tania Coppa, Angela Ruscelli
(Gli autori sono del Cra-Unità di ricerca per la selezione dei cereali e la valorizzazione delle varietà vegetali di S. Angelo Lodigiano (Lodi) – scv@entecra.it)

 

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