Speciale Colza

Pre-emergenza fondamentale sulle semine autunnali
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La colza è una crucifera che in condizioni di investimento regolare è in grado di competere molto bene con le infestanti. Solo in una breve fase iniziale può prestare il fianco all’azione concorrenziale delle malerbe.

In genere questa coltura è relegata a quegli areali che sono caratterizzati da una bassa piovosità primaverile che diviene, di fatto, il fattore limitante per altre colture; in terreni più freschi si preferisce comunque coltivare soia o girasole.

In Italia si coltiva prevalentemente colza a semina autunnale, per cui il periodo a rischio è abbastanza lungo.

In considerazione dell’epoca di svolgimento del ciclo, i problemi maggiori sono creati dalle malerbe tipiche del frumento a nascita autunno-invernale:
– fra le graminacee ricordiamo avena, loietto, alopecuro, poa;
– fra le dicotiledoni annoveriamo stellaria, veronica, papavero, crucifere, galium, tra le composite la camomilla.

Quest’ultima può essere considerata un’infestante di riferimento fino ad assumere il ruolo di vero e proprio problema di difficile e fondamentale soluzione per condurre in porto positivamente la coltura.

La ridotta disponibilità di molecole in Italia crea non pochi problemi considerate le numerose infestanti su cui occorre lavorare; in pratica si dispone del solo metazaclor (Butisan S/Sultan) per gli impieghi di pre-emergenza e post-emergenza, vista la revoca di impiego di Trifluralin.

Le crucifere selvatiche propongono problemi di ardua soluzione considerato che nei loro confronti il metazaclor possiede un’efficacia parziale.

Nei confronti della camomilla un valido aiuto è fornito dal clopyralid (Lontrel 75 G/vari), ad impiego di post-emergenza, che risulta attivo anche nei confronti di composite, leguminose e ombrellifere.


L’impiego autunnale di clopyralid presenta l’incognita della temperatura
; può succedere che i risultati conseguiti non siano all’altezza dello standard ottenibile sulle colture primaverili a causa delle basse temperature sotto cui si è costretti a lavorare nei trattamenti autunnali.

Nessun problema invece per quanto riguarda il controllo della graminacee grazie all’ampia disponibilità di graminicidi selettivi autorizzati, che però non devono essere impiegati troppo tardi, perché lo sviluppo delle foglie del colza può fare da schermo ai prodotti, proteggendo così le infestanti.

Un oculato impiego delle poche risorse a disposizione può comunque consentire di proteggere adeguatamente il colza dalle insidie che la competizione con le malerbe nasconde.

Il trattamento in pre-emergenza è fondamentale per il buon esito del programma di interventi così come elemento di primaria importanza deve essere considerata la pulizia del letto di semina, per una coltura su cui si dispone di pochi principi attivi autorizzati. Sarebbe auspicabile da parte delle società multinazionali la registrazione di alcuni principi attivi, come: benfluralin, clomazone, isoxaben, piridate che rivoluzionerebbero il diserbo di questa coltura.

La colza potrebbe essere la dicotiledone sostitutiva in quegli areali dove viene a mancare la bietola e permetterebbe una rotazione ottimale con i cereali vernini.


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