SPECIALE BIOCARBURANTI

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Le banche appoggiano le imprese per far crescere le rinnovabili

La rassegna dei prodotti proposti da alcuni dei principali istituti di credito

Aiutare le imprese a sostenere i costi d’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, con la possibilità di risparmiare sul consumo e di trarre profitto dalla speciale incentivazione riservata al fotovoltaico.
Alcuni istituti bancari si limitano a questo, molti si affidano a convenzioni locali o nazionali per fornire ai clienti il supporto dovuto per tutte le altre fasi, progetto, installazione, manutenzione e assicurazione: e il cliente cavalca l’onda.

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Da rifiuto a risorsa: la bioraffineria dà un valore ai sottoprodotti agricoli

Alcune opportunità offerte dalla ricerca per risolvere i problemi del settore primario

 

Al momento costa, a volte anche tanto, smaltirli, ma tra qualche anno, affinati i numerosi progetti e innescate nel giusto modo le filiere di riferimento, potrebbero diventare una risorsa ulteriore per l’agricoltura. Dalla pollina degli allevamenti avicoli, alla coltivazione di nuove piante mirate alla produzione di biocarburanti, passando per le ormai consolidate biomasse da scarti agricoli. I sottoprodotti dell’agricoltura possono essere la chiave di volta di un intero settore in crisi.

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Trentino, dagli scarti del bosco l’energia per il teleriscaldamento

In un convegno analizzate le opportunità di alimentare gli impianti con i residui forestali

Le biomasse derivanti dagli scarti della viticoltura, ma ancor più dal bosco, possono diventare un’interessante fonte energetica. Ma i problemi da risolvere sono molti, cominciando dal prezzo del cippato che è appena sufficiente per pagare i costi dell’esbosco.
Non è pensabile ad esempio usare la legna da ardere per fare cippato, perchè il prezzo in stanghe appena tagliate è circa il doppio di quello del cippato.

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Pioppicoltura, “vecchia” filiera dal crescente respiro europeo

Al via la prima Associazione europea, nata dalla sinergia tra cinque paesi dell’Ue

 

Agli inizi di ottobre, a Bruxelles, è nata la prima Associazione europea dei pioppicoltori, sotto l’egida della CeiBois, la Confederazione europea delle industrie del legno. Firmatari e soci fondatori di questo evento sono stati i pioppicoltori di cinque Paesi europei: Italia, Spagna, Francia, Belgio e Olanda. All’operazione hanno aderito anche gli industriali che trasformano e lavorano il pioppo.

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Oli vegetali per combustibile. La convenienza all’acquisto

In esenzione d’accisa, purché provenga da depositi fiscali documentati

 

Posso acquistare ed utilizzare oli vegetali come combustibile per il mio parco macchine ed eventualmente per un piccolo impianto di cogenerazione da 30 kilowatt? Naturalmente se il prezzo dell’olio è inferiore a quello del gasolio.

Il quesito pone due problematiche: la convenienza economica e gli aspetti normativi.
Per quanto riguarda la convenienza economica bisogna considerare 2 ordini di fattori:
– il contenuto energetico di un kg d’olio è di circa il 15% inferiore a quello di un kg di gasolio; con i seguenti intuibili maggiori consumi di combustibile a parità di energia erogata;
– l’ammortamento delle spese di adeguamento dei motori all’utilizzo dell’olio vegetale.

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In Spagna la partita dei biofuel si gioca soprattutto sul biodiesel

La Confederazione delle cooperative agricole spagnole traccia un quadro per i prossimi anni



La Confederazione delle cooperative agricole della Spagna (Ccae) è convinta del fatto che uno sviluppo pianificato e sostenibile dei biocarburanti possa fare molto bene alla nostra società ed al mondo rurale; per questo è disposta a collaborare con tutti gli attori coinvolti per raggiungere gli obiettivi fondamentali che sono la riduzione dei gas ad effetto serra (Ges) e la diminuzione della dipendenza energetica del Paese, auspicando che le aziende spagnole del settore delle energie rinnovabili si collochino all’avanguardia nel settore.

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Purificare il biogas in biometano. Il Veneto va a scuola in Svezia

Una visita tecnica organizzata da Veneto Agricoltura in collaborazione con Aiel

 

In un mondo affamato di energia, continua a crescere l’attenzione verso un utilizzo energetico dei prodotti e dei sottoprodotti dell’attività agricola che possono rispondere a un tempo alla domanda di fonti energetiche e a un più conveniente e redditizio ciclo di lavoro nell’ambito dell’azienda rurale moderna.Veneto Agricoltura, l’azienda operativa della Regione, sta lavorando da alcuni anni sull’intero fronte delle energie alternative e da un biennio ha aperto uno sportello informativo per le aziende che vogliono sapere quali sono le reali opportunità in questo settore.

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Dalla Toscana i primi risultati del progetto Woodland Energy

Arsia e Aiel insieme per una corretta gestione delle centrali termiche

 

L’Arsia (Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agricolo forestale), in collaborazione con Aiel (Associazione italiana energie agroforestali), nell’ambito del progetto interregionale Woodland Energy “La filiera legnoenergia come strumento di valorizzazione delle biomasse legnose d’origine agricola e forestale nelle regioni italiane” cofinanziato dal programma Probio del Mipaaf, ha realizzato e/o monitorato in Toscana otto impianti termici pilota/ dimostrativi alimentati a legno cippato di provenienza locale che forniscono, alle utenze allacciate, acqua calda sanitaria (Acs) e riscaldamento (tabella 1).

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Per i biocarburanti è l’ora della riscossa

Si sta completando il quadro normativo per biodiesel e bioetanolo. Le nuove opportunità per agricoltori e vitivinicoltori

 

Un bilancio energetico e ambientale sostanzialmente positivo è quello dei biocarburanti, sempre più in grado di suscitare interesse come alternativa concreta ai prodotti fossili nell’autotrazione, ma anche come occasione di sviluppo per il settore agricolo; soprattutto ora che finalmente, un tassello dopo l’altro, sembra si stia completando il quadro normativo sia a livello italiano che europeo.

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Produrre calore ed energia con l’olio di girasole

L’impianto di cogenerazione riscalda il PalaRossini di Ancona. Il 55% del prodotto è fornito da 25 agricoltori che impegnano 450 ettari di superficie

 

È stata completata ad Ancona una filiera agroenergetica che utilizza l’olio di girasole.
Si tratta di un impianto di cogenerazione, denominato “Heliantus 1”, alimentato ad olio vegetale, gestito dalla società Kòmaros Agroenergie Srl. I primi risultati operativi della filiera corta sono stati recentemente presentati nel corso di una giornata dimostrativa, realizzata nell’ambito del progetto “SeqCure”, un progetto triennale, finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Life III Ambiente, che vuole contribuire alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera e incrementare l’accumulo del carbonio nel suolo.

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Le agroenergie siciliane scommettono sulla Brassica

Occhi puntati sulle potenzialità della specie carinata. I risultati del progetto Fi.Sic.A

 
Sono 28 le aziende coinvolte nel progetto Fi.Sic.A. (Filiera siciliana per l’agroenergia) promosso dall’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana e dal Consorzio di Ricerca “Gian Pietro Ballatore”, in collaborazione con altri enti e istituzioni. Lo scopo del progetto è quello di individuare delle colture nofood che, in rotazione con il grano duro, rappresentino una valida opportunità di reddito per gli agricoltori, scongiurando al contempo l’abbandono dei terreni. Bernardo Messina, dirigente del Consorzio regionale di ricerca “Gian Pietro Ballatore”, ha recentemente presentato i risultati dell’attività svolta nel biennio 20072008 a “Zero emission expo”, la manifestazione internazionale dedicata a tutte le aziende coinvolte nella filiera delle energie rinnovabili.

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Biodiesel e oli vegetali avanti, ma con giudizio

Sono due tipi di biocarburanti che spesso vengono confusi, nonostante le proprietà fisicochimiche diverse

 

I biocarburanti sono stati utilizzati nei motori endotermici fin dalle prime fasi di sviluppo di queste macchine. Già nei primi anni del Novecento gli oli vegetali venivano utilizzati nei motori Diesel, mentre i primi studi più approfonditi risalgono agli anni Venti. L’interesse verso questo tipo di combustibili crebbe durante la seconda guerramondiale per far fronte alla mancanza di combustibili fossili. Dal dopoguerra a oggi lo sviluppo tecnologico ha portato a un uso quasi esclusivo dei combustibili fossili, in quanto i motori sono stati migliorati enormemente, soprattutto per quanto riguarda i sistemi di iniezione e di controllo, a tal punto da diventare poco flessibili per l’utilizzo con carburanti diversi da gasolio e benzina.

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Pioppo, cresce la competitività se i cloni aumentano le rese

Prosegue l’attività di miglioramento genetico di Alasia Franco Vivai di Savigliano (Cn)

 

«Siamo l’unica azienda privata in Europa a condurre un’attività di miglioramento genetico sul pioppo e, in collaborazione con il Cner Consorzio nazionale energie rinnovabili, siamo gli unici ad aver messo in piedi una filiera completa per l’utilizzo energetico delle biomasse». Franco Alasia è sicuro dei risultati raggiunti in anni di ricerche e di investimenti compiuti in proprio: il titolare della Alasia Franco Vivai (a Savigliano, in provincia di Cuneo) illustra il lavoro portato avanti per il miglioramento genetico del pioppo, accanto ai nuovi progetti di sviluppo per il settore bioenergie che prevedono di allargare il campo anche a specie diverse.

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Pioppo a Srf, un’esperienza pilota di smaltimento di deiezioni bovine

I primi risultati della prova nell’Azienda Torre in Pietra Carandini (Torrimpietra Rm)

Le piantagioni Srf di pioppo hanno un’alta capacità di assorbimento e di rimozione di contaminanti del suolo e/o di acque reflue. Molti contaminanti, come i fitonutrienti (N, azoto, in primis) e imetalli pesanti, sono assorbiti dal pioppo e concentrati preferibilmente nella corteccia, per quanto riguarda la biomassa legnosa (fusto e rami).
Ambedue i contaminanti sono significativamente presenti nei liquami zootecnici, il cui smaltimento nelle piantagioni di pioppo Srf è teoricamente possibile come già anticipato dagli autori in precedenti contributi (Paris et al, 2008, Terra e Vita, supp. Bioenergie 13 e 30). In questa sede riportiamo i primi risultati di un esperimento di liquamazione di pioppo Srf.

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Biogas ed energia elettrica anche senza allevamento

A Gamberana, nel Pavese, la prima struttura di questo genere installata in Italia

 

È la prima azienda in Italia a produrre biogas a secco, cioè senza allevamento di bestiame. Si chiama azienda agricola Castello e si trova a Gambarana in provincia di Pavia, dove regna sovrana la rotazione riso, mais e frumento. Cesare Pollini, coproprietario dell’azienda, sino al 2001 faceva l’allevatore di circa 340 capi di razza Limousine, ma il ciclone provocato dal fenomeno della “mucca pazza” e il concomitante calo dei prezzi dei cereali lo ha spinto a chiudere la stalla e a guardare verso nuov orizzonti.

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Riso di qualità lavorato, maturato e confezionato con l’energia solare

L’Azienda Roncarà di Erbé, nel Veronese, è autonoma grazie a pannelli a poli cristallini

 

Qui il riso lo fanno con il sole. E non è una banalità, non si intende cioè semplicemente che il sole matura il riso in campo. È molto di più, visto che l’Azienda agricola Roncarà ha puntato sull’energia solare e oggi, grazie ad un impianto fotovoltaico tecnologicamente avanzato, è totalmente autonoma dal punto di vista energetico. Siamo a Erbé (Vr), nella zona Igp del Vialone Nano Veronese e qui, in quest’azienda di 50 ettari per l’80% destinati a coltivazione risicola, i fratelli Andrea e Angiolino Roncarà hanno preso al volo l’opportunità offerta dalle agevolazioni in termini di realizzazione di impianti fotovoltaici, ottenendo non poche soddisfazioni.

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Efficienza, semplicità, sicurezza: ecco il biogas firmato MTEnergie

In Italia opera la prima filiale estera del gruppo tedesco. In arrivo altri cinque impianti

 

«La nostra filosofia di lavoro è coniugare al meglio l’alta efficienza dei nostri impianti di biogas con la loro semplicità costruttiva, per una gestione più agevole da parte dell’imprenditore agricolo, riducendo al minimo i consumi energetici e le manutenzioni».

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Informazioni dalle imprese

Fendt punta sul teleriscaldamento per il suo stabilimento produttivo

Da settembre l’impianto di Marktoberdorf della ditta tedesca sfrutta l’energia da legno della regione

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