SOIA: Una guida sicura alla scelta della varietà

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 La sperimentazione 2010 relativa al confronto varietale della soia, coordinata dall’Ersa del Friuli Venezia Giulia, è stata effettuata in quattro regioni: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia, che sono le aree dove la coltura negli ultimi anni ha esteso la superficie occupata grazie anche a prezzi di mercato più allettanti rispetto al passato. 
La maggiore attenzione, riservata dagli agricoltori alla soia, non può che essere considerata un segnale molto positivo dal momento che la coltura consente di interrompere la monosuccessione cerealicola con innegabili vantaggi agronomici, fitosanitari ed economici.
Senza dimenticare che da molti anni in Italia si tenta di incrementare la quota di proteine ogm-free per uso zootecnico, puntando proprio su un incremento della quota di soia italiana che tuttavia rimane ancora molto lontana dalle effettive esigenze della filiera zootecnica.
Verosimilmente la nuova PAC, che entrerà in vigore dal 2014 ponendo la rotazione colturale al primo posto tra gli obiettivi agronomici capaci di attirare una quota degli aiuti comunitari, favorirà l’interruzione della monosuccessione cerealicola.
 

LE LOCALITÀ INTERESSATE ALLE PROVE

 La sperimentazione 2010 ha avuto la seguente impostazione: Ersa ha realizzato i campi del Friuli Venezia Giulia nelle località di Basiliano (UD), Fiume Veneto (PN) e Palazzolo (UD), Veneto Agricoltura ha realizzato i campi del Veneto nelle località di Caorle (VE), Mogliano (TV) e Ceregnano (RO), in Emilia Romagna l’Azienda Agraria Sperimentale “M.Marani” ha realizzato il campo di Ostellato (FE) e la Cooperativa  “Tutela ambientale” quello di Masi San Giacomo (FE) e infine in Lombardia Apsovsementi ha curato il campo varietale di Pancarana (PV).
Il confronto varietale, impostato su parcelle da 3 o 6 file con interfila 45 cm e della lunghezza di circa 8 metri, ha coinvolto 32 varietà di soia di differenti gruppi di maturazione ( 0+, 1-, 1, 1+) delle quali 8 sono presenti per la prima volta.
Va tenuto presente che nel 2011 le nuove costituzioni dell’Ersa non saranno ancora disponibili per la commercializzazione. Le nuove varietà in prova sono: Adonai (Ersa), Almas (Ersa), Celina Pzo (Apsovsementi), Cleope (Limagrain), Eiko (Agroqualità), Gala (Renk Venturoli), Hiroko (Agroqualità) e PR92M22 (Pioneer).  
Per quanto riguarda la tecnica colturale in ogni località è stata seguita quella che viene considerata come la più diffusa a livello aziendale, con lavorazioni del terreno tradizionali.

  

UN ANDAMENTO METEOROLOGICO FAVOREVOLE

 “ Il 2010, afferma Marco Signor dell’Ersa, si può considerare un’annata favorevole alla coltura della soia e lo si evince anche dalle medie produttive che sono state ovunque più che soddisfacenti e dai tenori di umidità alla raccolta, che sono alquanto livellati.
Nelle località interessate alle prove si segnalano solo due situazioni d’annata anomale, a Caorle dove una grandinata tardiva ha ridotto la produzione e l’altezza delle piante e a Ostellato dove le eccezionali e ripetute precipitazioni hanno creato vasti allagamenti dei campi, con conseguenti fenomeni di asfissia radicale.
Per quanto riguarda le avversità, nel 2010 non ci sono segnalazioni particolari e anche il ragnetto rosso, che è senza dubbio il nemico più fastidioso della soia, è stato contenuto naturalmente dall’andamento climatico piovoso.”
 

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 L’andamento climatico del 2010 ha favorito la soia che ha raggiunto ottime medie produttive e bassi tenori di umidità alla raccolta

  

DATA DI MATURAZIONE E VALORI QUALITATIVI

 Nelle tabelle 1,2,3,4 vengono riportati i risultati di produzione, umidità alla raccolta, altezza della pianta, ed allettamento delle varietà in sperimentazione nelle quattro regioni.
Per le località del Friuli Venezia Giulia e Ostellato è stata rilevata anche la data di maturazione, misurata in giorni a partire dal 1 settembre che, come sottolinea Signor, è una indicazione di estrema utilità per l’agricoltore perché conosciuto il giorno di trebbiatura si può calcolare esattamente il ciclo vegetativo delle varietà.
Per le località di Palazzolo, Ostellato e Pancarana nelle tabelle vengono indicati anche i dati relativi al contenuto proteico e in grassi. “ Si tratta di due valori importanti soprattutto per coloro che utilizzano la soia nell’allevamento zootecnico, sottolinea Signor, anche se al momento non ci sono riscontri economici sul mercato con un differenziale di prezzo, che invece andrebbe riconosciuto per l’alta qualità.
Il miglioramento genetico più recente sta dedicando particolare attenzione agli aspetti qualitativi con la selezione di varietà con più elevato tenore proteico in parallelo al lavoro relativo alla più marcata resistenza all’allettamento”.
Osservando le tabelle si nota come le rese medie maggiori delle diverse località si siano raggiunte in Friuli Venezia Giulia con 4,91 t/ha, seguite da Lombardia con 3,97 t/ha, Veneto con 3,84 t/ha ed Emilia Romagna con 3,19 dato penalizzato dalla criticità di Ostellato dove la resa media non ha superato 2,28 t/ha.

 

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LA SCELTA DEL CICLO DI MATURAZIONE

 “Per quanto riguarda la scelta del ciclo di maturazione, osserva Signor, in condizioni climatiche normali o buone, le varietà 1 e 1+ garantiscono rese superiori mentre solo in determinate condizioni, ad esempio in concomitanza con stagioni particolarmente calde e siccitose, vengono raggiunte dalle varietà precoci.
Poi entrano in gioco anche fattori territoriali: nella bassa friulana e nel ferrarese ad esempio, le varietà 1+ producono sempre molto bene mentre in altre aree si deve puntare sul ciclo 1 altrimenti si rischia maturazioni troppo tardive e concomitanti con le piogge autunno-invernali.
Un altro dato importante riguarda l’allettamento che si verifica soprattutto in terreni dotati di alta fertilità dove vanno scartate le varietà sensibili all’allettamento.
In questi casi un buon consiglio è la semina rada cioè con un investimento di circa 25 piante/mq che è il 20-30% in meno rispetto all’ideale di 35-40 piante/mq. La soia è una pianta dotata di estrema plasticità e quindi anche a bassi investimenti mantiene una buona capacità produttiva.”

 

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Numerose le nuove varietà di soia caratterizzate da un alto livello qualitativo delle frazione proteica 

  

ATTENZIONE ALL’ACQUISTO DEL SEME

E’ utile  ricordare che il commercio di semente non certificata rappresenta un illecito e che l’utilizzo non autorizzato di varietà tutelate è passibile di azioni legali.
Anche dal punto di vista tecnico è da evitare l’acquisto di seme di dubbia provenienza e di riproduzione aziendale, che non offre nessuna garanzia sotto il profilo della purezza varietale, sicurezza fitosanitaria e dell’assenza di infestanti.
Il risparmio iniziale, che comunque è una percentuale minima rispetto al totale dei costi colturali, si paga successivamente al momento della trebbiatura.
Quindi è bene che agricoltori e contoterzisti si riforniscano di semente certificata, che offre le massime garanzie possibili, cercando di individuare le varietà più idonee alla propria area di coltivazione.

Un buon suggerimento può essere quello d’inserire, magari su una superficie ridotta, un paio di varietà nuove ogni anno per valutare direttamente in azienda i risultati del miglioramento genetico.  

 

 

I RESPONSABILI DELLA RETE DELLE PROVE
Marco Signor: Ersa Servizio ricerca sperimentazione e assistenza tecnica- Pozzuolo del Friuli ( Udine);  
Serenella Spolon: Veneto Agricoltura- Settore ricerca agraria – Legnaro ( Padova);  
Mara Poli: Azienda sperimentale “M.Marani”- Ravenna;
Silvia Felloni: Tutela Ambientale – Ferrara;
Paola Viola: Apsovsementi -Voghera.


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