Scorte mondiali per difendere il cibo

Al vertice organizzato da Coldiretti i punti chiavi per la lotta a fame e speculazioni
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Sicuro, sufficiente per tutti e lontano dalle speculazioni. Così dovrebbe essere il cibo del futuro secondo la Coldiretti che ha organizzato a Roma il primo vertice mondiale degli agricoltori dei Paesi appartenenti al G8, “G8 Farmers Meeting” e ha prodotto un documento condiviso che sarà portato al vertice del G8 alla Maddalena, come ha assicurato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.

Alla base della lotta alla fame e alle speculazioni ci dovrà essere tra i Paesi del G8 volontà di collaborazione. A partire dalle scorte, per le quali il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, chiede una «gestione più attenta», attraverso la realizzazione di «depositi da riempire quando il prodotto è abbondante e i prezzi sono bassi, per tenerli pronti, invece, in caso di carestie».

Fino ad oggi, le speculazioni sulla fame, secondo la Coldiretti, hanno bruciato nel mondo quasi 200 miliardi di dollari in grano, con le quotazioni che sono passate da 12,5 $/bushel nel 2008 ad appena 5 $/bushel.

Quella contro le speculazioni è una lotta sposata anche dal ministro delle Politiche agricole Luca Zaia che, intervenendo all’incontro, ha annunciato di voler chiedere alla comunità internazionale che «le commodity e quindi i prodotti agricoli escano dalla speculazione dei mercati finanziari perché non è ammissibile che ci sia chi si arricchisce sulla fame del mondo».

«I prodotti agricoli sostengono gli agricoltori del G8 riguardano un aspetto fondamentale del genere umano, come l’alimentazione, e non possono essere trattati come tutte le altre commodity». Ad esempio l’acquisto di cibo a differenza delle automobili non può essere rinviato da un anno all’altro e va dunque “favorito un approccio graduale nel dibattito sulla liberalizzazione degli scambi internazionali che tenga conto delle differenze socio-economiche ed ambientali delle diverse realtà e la necessità di garantire la coesistenza di diversi modelli di agricoltura in tutto il mondo».

Dal G8 degli agricoltori è emersa anche la richiesta di creare una «carta d’identità internazionale del cibo», sostenuta da un sistema di rintracciabilità degli alimenti e la creazione di standard di sicurezza comuni.


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