Romano: recupererò i fondi Fas

Nelle linee strategiche spazio alla politica della qualità e allo sviluppo delle energie rinnovabili
AS_11_17_Romano.jpg

Qualità, promozione, tutela, certezza e competitività, sono i cinque assi su cui si poggia la nuova strategia del ministero delle Politiche agricole. Il ministro Saverio Romano ha illustrato la settimana scorsa alla commissione Agricoltura della Camera le linee programmatiche della sua azione. E sono spuntate parecchie novità.
A cominciare dalle risorse. «Insufficienti» ha sottolineato il ministro che ha annunciato l’impegno a recuperare i 750 milioni dei fondi Fas. Si tratta di una dote che l’ex ministro Paolo De Castro era riuscito a far assegnare all’agricoltura finalizzandola al rafforzamento delle filiere, all’innovazione e ai giovani.
Ma il governo Berlusconi alla sua prima manovra economica aveva deciso di far confluire il «tesoretto» agricolo in un fondo dell’Economia. L’agricoltura rientrava così in un fondo a cui potevano accedere altri progetti.
Di fatto «uno scippo» a cui ora il ministro Romano intende porre rimedio. «Sono impegnato – ha spiegato alla Camera – nel recuperare almeno le risorse finanziarie destinate al settore agricolo attraverso il reintegro dei fondi Fas assegnati e che sono stati utilizzati per far fronte alle varie emergenze e calamità che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni». Un altro intervento segnalato dal ministro è quello che riguarda le infrastrutture idriche del Mezzogiorno.
Nel piano per il Sud presentato dal governo sono previste iniziative ad hoc per il settore. «Per la prima volta – ha sottolineato Romano – da quando sono stati attuati tali documenti di politica e programmazione economica l’agricoltura è entrata a pieno titolo a farvi parte».
Ma il «minimo comune denominatore » dell’azione firmata da Romano sarà la difesa del made in Italy e la politica della qualità. Etichetta innanzitutto, riportata di stretta attualità anche dai passi avanti sull’indicazione dell’origine compiuta nella Ue (si veda servizio a pagina 4). Ma anche politiche a favore del consumatore con l’introduzione del bene della sicurezza alimentare nel codice penale. E naturalmente lotta dura alla contraffazione.
Romano ha anche sposato la causa dei farmer market e delle vendite dirette. «Il rapporto di sicurezza – ha spiegato – deriva dalla diretta conoscenza tra il consumatore e il produttore». Per questo il ministro ha annunciato che darà mandato agli uffici Mipaaf, con le organizzazioni dei produttori, «di valutare le soluzioni amministrative o eventualmente normative per stimolare con strumenti indiretti (facilitazioni burocratiche, abilitative, edilizie, fiscali) lo sviluppo sul territorio nazionale dei mercati di vendita diretta».
Non poteva mancare il riferimento agli Ogm verso cui ha confermato la sua contrarietà ma senza bloccare la sperimentazione. In primo piano anche le energie rinnovabili «una vera opportunità di sviluppo nel settore agroalimentare ». Ma il punto che deve essere chiaro, secondo Romano, è che si tratta di occasioni per integrare il reddito degli agricoltori. L’agricoltura ha giocato un ruolo importante nell’incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili e potrà ulteriormente contribuire al conseguimento degli obiettivi previsti dalla direttiva, ma senza togliere spazi alla produzione. In sede di revisione degli incentivi del fotovoltaico il ministro ha sottolineato la necessità «di rivedere alcuni parametri legati alla realizzazione degli impianti in serre per garantire e controllare il mantenimento dell’attività agricola in questo ambito». Il ministro metterà le mani anche sugli enti vigilati per procedere a una razionalizzazione «secondo criteri di efficienza ed economicità». Potrebbero essere previsti anche scioglimenti e fusioni, come per esempio quelle di Agea e Agecontrol, Unire e Unirelab, Buonitalia e Isa. Gli enti, secondo Romano, dovranno continuare a esistere se hanno risorse per perseguire i loro scopi «e non per pagare solo gli stipendi». Infine l’annuncio della convocazione degli Stati generali dell’agricoltura.


Pubblica un commento