Riforma PAC: «Il budget agricolo non si tocca»

De Castro: il bilancio va blindato – Politi: nella ripartizione degli aiuti spazio a lavoro e Plv
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Il bilancio della riforma Pac deve restare invariato. Si è espresso in questo senso L’Europarlamento, con l’approvazione della relazione Garriga sulle prospettive finanziarie 2014–20. Lo ha annunciato a Lecce, nel suo intervento alla Conferenza economica della Cia il presidente della stessa commissione, Paolo De Castro. «La relazione – ha detto De Castro – richiede l’invarianza di budget nonostante i molti emendamenti presentati che invece proponevano un taglio delle risorse. Sul principio fissato dal Parlamento europeo si dovranno ora esprimere sia il Consiglio dei ministri agricoli europei che l’Ecofin».
L’Italia tuttavia difficilmente riuscirà a dribblare riduzioni di bilancio e mantenere intatta la propria dotazione di 6,3 miliardi di euro l’anno «perché – ha aggiunto De Castro – il budget Ue dovrà essere suddiviso tra un maggior numero di Paesi. Va sottolineato però che il taglio delle risorse sarebbe più pesante se si fosse partiti da una dotazione di risorse ridotta. In questo modo invece la riduzione dei finanziamenti non andrà oltre il 10%».
La riforma della Politica agricola è stata al centro della quinta Conferenza economica della Cia nel corso della quale si è discusso oltre che di budget anche di criteri di distribuzione degli aiuti, di nuovi meccanismi di gestione dei mercati, di componente ambientale della spesa agricola. Aspetti che dovranno recitare un ruolo chiave in un’agricoltura europea che torni a essere un’agricoltura di produzione. «La Pac deve riaffermare la centralità dell’agricoltura – ha detto il presidente della Cia Giuseppe Politi –. Dobbiamo rispondere alla nuova domanda mondiale di prodotti alimentari che si stima crescerà del 70% nei prossimi 40 anni. Ma non c’è sostenibilità ambientale né attenzione alla sicurezza senza una sostenibilità economica. La Pac quindi deve tornare a difendere i redditi degli agricoltori professionali. Mentre la ripartizione del budget Ue dovrà tener conto non solo delle superfici ma anche dell’intensità di lavoro e della Plv. Per favorire poi il ricambio generazionale vanno previsti nel capitolo degli aiuti diretti, contributi destinati ai giovani senza dimenticare la necessità di mettere a punto una rete di sicurezza che metta al riparo dalla volatilità dei prezzi».
Aspetti che hanno trovato d’accordo anche i rappresentanti degli agricoltori della Francia e della Spagna intervenuti a Lecce. «Bisogna combattere la volatilità dei prezzi – ha aggiunto Jean Paul Bastian, vicepresidente della Fnsa francese – per garantire certezze alle imprese che vogliono investire». «La gestione dei mercati è decisiva – ha aggiunto lo spagnolo Lorenzo Ramos segretario generale dell’Upa – perché gli agricoltori sono nella paradossale condizione che quando vanno ad acquistare sementi o mezzi tecnici hanno chiaro un prezzo che verrà loro richiesto mentre quando vanno a vendere i propri prodotti ignorano quale sarà il prezzo loro praticato».


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