RIFORMA: Meno burocrazia con i «nuovi» Caa

5 Regioni hanno deliberato per attribuire ai Centri il ruolo di sportello unico per le imprese
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Il ruolo dei Centri di assistenza agricola (Caa) continua a formare oggetto di ampia discussione riguardo, tra l’altro, le funzioni che agli stessi possono essere demandate al fine di semplificare il rapporto tra imprese agricole e pubblica amministrazione. In particolare, a fronte di prese di posizione più o meno favorevoli all’ampliamento dei compiti dei Caa, si registra l’intervento del presidente di Agea, Dario Fruscio, che, da ultimo, in un comunicato stampa chiarisce la posizione che l’Agenzia per le erogazioni intende assumere nella vicenda confermando «il riconoscimento del ruolo essenziale dei Caa».
Invero le dichiarazioni del presidente Fruscio si inseriscono in un contesto nel quale le Regioni stanno legiferando per attuare la norma di cui all’articolo 14, comma 6, del decreto legislativo n. 99 del 2004 che prevede che, per «le istanze relative all’esercizio dell’attività agricola» presentate alle pubbliche amministrazioni per il tramite dei centri di assistenza agricola, il provvedimento finale da parte dell’ente procedente deve essere adottato entro 180 giorni dal ricevimento dell’istanza già istruita dal Caa, salvi i diversi termini stabiliti dalla normativa comunitaria o quelli più brevi previsti per i singoli procedimenti: decorsi detti termini scatta il «silenzio assenso » per l’istanza dell’impresa agricola.
Al centro di assistenza, inoltre, spetta rilasciare agli imprenditori, cui si riferiscono le istanze trattate, la certificazione della data di inoltro dell’istanza all’amministrazione competente.
Appare chiaro che la norma statale del 2004 intende porre una disciplina speciale per la definizione dei procedimenti amministrativi istruiti dai Caa esaltando il ruolo «sussidiario» svolto da tali soggetti che affiancano nella fase istruttoria l’amministrazione, ferma restando la competenza dell’ente pubblico in ordine all’emanazione del provvedimento finale qualora non si ritenga di far decorrere il termine per il «silenzio assenso ».
Le Regioni, che, come accennato, hanno approvato specifiche leggi in questa materia (Calabria, Lr n. 19 del 2009; Veneto, Lr n. 16 del 2009; Marche, Lr n. 18 del 2009; Sicilia Lr n. 11 del 2010; Abruzzo Lr n.1 del 2011) recepiscono nei propri ordinamenti l’importante principio recato dal Dlgs n. 99 del 2004 anche in virtù della competenza legislativa regionale in materia agricola.
Nel merito tali leggi regionali prevedono che le Giunte regionali emanino un’apposita deliberazione (per il Veneto v. Dgr n. 956 del 2010) che individui i procedimenti – non solo di competenza regionale, ma anche di competenza degli Enti locali e degli enti o società controllate o partecipate dalla Regione – che possono essere istruiti dai Caa stabilendo i termini il cui l’infruttuoso decorso comporta il «silenzio assenso » e definendo gli adempimenti istruttori cui sono tenuti i Centri.
A titolo meramente esemplificativo i Caa potrebbero istruire, secondo le modalità che verranno specificate dalla Giunta regionale:
– il procedimento di accertamento del possesso dei requisiti per ottenere la certificazione della qualifica di imprenditore agricolo professionale (Iap);
– il procedimento per il rilascio del permesso a costruire in zona agricola;
– il procedimento di autorizzazione allo spandimento effluenti zootecnici e acque reflue delle cantine;
– il procedimento per l’assegnazione del carburante agricolo agevolato.
In sostanza vi è la possibilità per gli imprenditori di farsi rilasciare dal centro di assistenza un certificato che attesti sia la data di inoltro dell’istanza alla pubblica amministrazione sia il decorso del termine per constatare l’intervenuto «silenzio assenso» laddove le Amministrazioni non emanino un provvedimento formale.
Inoltre, il ruolo del Caa quale gestore di talune fasi istruttorie non deve essere svolto su base convenzionale con le amministrazioni potendo, invece, le eventuali convenzioni disciplinare gli aspetti economici e finanziari afferenti alle attività dei Centri nel rapporto con gli apparati pubblici.
Naturalmente è demandata al singolo imprenditore agricolo la scelta di veicolare l’istanza attraverso l’istruttoria del Caa ovvero di rivolgersi direttamente alle Amministrazioni competenti.
Un ulteriore aspetto sul quale è necessario soffermarsi è quello delle novità recate dal decreto del Presidente della Repubblica n. 159 del 9 luglio 2010 con il quale è stato approvato il regolamento di disciplina delle Agenzie per le imprese.
Le Agenzie per le imprese sono soggetti privati dotati di personalità giuridica che, previo accreditamento presso il Ministero dello sviluppo economico, possono svolgere su incarico degli imprenditori specifiche funzioni istruttorie relative a istanze che necessitano l’attestazione della sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa per la realizzazione, la trasformazione, il trasferimento e la cessazione dell’attività di impresa.
Tra i soggetti che possono accreditarsi quali Agenzie per le imprese il suddetto regolamento annovera espressamente i Caa. Le Agenzie, quindi, accertano la sussistenza dei requisiti e dei presupposti previsti dalla normativa per l’esercizio dell’attività di impresa e, in caso di istruttoria positiva, rilasciano dichiarazioni di conformità che costituiscono titolo autorizzatorio.
L’attività delle Agenzie, tuttavia, è limitata alle ipotesi in cui la predetta dichiarazione sostitutiva di autorizzazione per la realizzazione, la trasformazione, il trasferimento e la cessazione dell’attività di impresa non comporti ambiti di valutazione da parte della pubblica amministrazione.
Pertanto mentre le normative regionali stanno riscrivendo il ruolo del Caa con riferimento alle attività istruttorie relative alle istanze di interesse agricolo che possono anche comportare valutazioni discrezionali, qualora il Caa sia accreditato e operi, quale Agenzia per le imprese rilascerà direttamente i certificati sostitutivi delle autorizzazioni ma solo se le autorizzazioni così sostituite non implichino apprezzamenti discrezionali da parte delle Amministrazioni.


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