Razza Bruna, a Montichiari

la vittoria va a Taverna Iva
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Vittoria netta per la bovina Taverna Iva, allevata dal giovane lecchese Riccardo Ciappesoni insieme al padre Antonio e alla sorella Elisa, all’edizione numero 41 della mostra nazionale del libro genealogico della razza Bruna, che si è svolta alla Fiera agricola zootecnica italiana di Montichiari (Bs). La vacca si è dimostrata la migliore in una sfida che ha visto concorrere in totale 170 animali, portati a Brescia da un centinaio di allevatori provenienti da un capo all’altro d’Italia, da Sondrio a Bari.

Capi dotati di ottimi pregi ed attitudini produttive, hanno tenuto a sottolineare i responsabili dell’Anarb (Associazione nazionale allevatori di bovini di razza Bruna Italiana), con piena approvazione del pubblico. Il quale era costituito da seri esperti, quali allevatori consumati, con una forte presenza di entusiasti giovani allevatori, per i quali, tra l’altro, esiste una sezione del concorso – la quarta edizione del Bruna junior club – vinta da Fac Scipio Karina, di Marco e Costante Facchini (Tremosine, Brescia).
 

Una vacca non comune

Taverna Iva viene dunque dal lecchese, dove la famiglia Ciappesoni conduce un’azienda da 280 capi. Figlia di Jackpot, è stata giudicata la migliore all’interno di un concorso dove sono comunque prevalsi l’omogeneità e l’elevato standard medio, rilevato anche dal giudice unico Vito Gentile (assistente Alcide Patelli), alla sua prima esperienza in una mostra nazionale. A conforto delle parole del giudice arrivano anche i dati oggettivi, che parlano di una produzione media pari a 9.006 kg latte con un indice del 4.02%per quanto riguarda il grasso ed il 3.64 % per le proteine, ed una media Ite (indice totale economico) per le vacche, corrispondente al +383 (rank 87) con Ite +470 (rank 93) per le bestie giovani.

Soddisfatto il presidente nazionale dell’Anarb (l’Associazione nazionale allevatori bovini della razza bruna) Pietro Laterza che ha così commentato la vittoria di Taverna Iva: «Un animale di ottimo livello qualitativo, che rispecchia appieno il potenziale di questa razza, come del resto tutti gli animali che hanno sfilato sul ring dimostrando più che mai le grandi capacità degli allevatori italiani».
 

Il marchio si afferma

«Inoltre – ha aggiunto Laterzacolgo l’occasione per sottolineare il fatto che la costituzione del marchio disolabruna per prodotti lattiero-caseari derivanti da questa razza ha ottenuto consensi a livello internazionale, tanto che gli allevatori di razza Bruna di Svizzera e Germania stanno manifestando l’intenzione di costituire consorzi simili al nostro anche nei loro Paesi; ulteriore conferma della validità dell’operato della nostra associazione e dei nostri allevatori».

Sta dunque ottenendo importanti conferme la scelta di valorizzare con un marchio specifico la produzione casearia di una delle razze più tipiche della zootecnia italiana. La Bruna è, per eccellenza, la vacca della montagna, abbastanza resistente da sopportare i climi rigidi e il pascolo estivo in quota, ma dotata anche di una produzione quantitativamente interessante. È però soprattutto la qualità del latte a caratterizzare questo animale, facendone uno dei migliori per la realizzazione di formaggi di alto standard.

Ascoltiamo, al riguardo, il parere di Germano Pè, presidente dell’Associazione allevatori provinciali di Brescia: «L’importanza della razza Bruna soprattutto nei piccoli allevamenti del bresciano, nelle aree di montagna, è fondamentale per la sopravvivenza e per una migliore gestione dell’ambiente caratteristico, rurale e paesaggistico e per il mantenimento dei valori dell’allevamento montano».

 
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