Quote latte. Il decreto che divide l’agricoltura

Cia e Confagricoltura verso una manifestazione nazionale contro il ministro Zaia
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C’è un’attività sismica in atto nel mondo agricolo scatenata da un solo decreto, quello sulle quote latte, che verrà in aiuto di oltre 17mila stalle italiane secondo il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, e che, invece, servirà a tutelare i produttori di latte del Nord che non hanno mai pagato le multe secondo la Cia.

Posizioni inconciliabili anche se ci fosse un terreno di confronto. «Il decreto sta sul filo dell’illegalità – afferma il presidente della Cia, Giuseppe Politi dal palco di una convention dedicata all’istituzione dei Gie, gruppi di interesse economico – rivendichiamo per il settore agricolo regole e non dazi e se non ci saranno risposte ai tre temi cruciali (quote latte, fondo di solidarietà nazionale e agevolazioni fiscali e contributive n.d.r.) siamo pronti ad una mobilitazione nazionale per l’ultima settimana di marzo a Roma».

È ancora mattina e a Piazza Montecitorio, davanti al Parlamento si stanno radunando gli agricoltori che “sono rimasti al verde” come recita uno striscione esposto e, in un botta e risposta di comunicati tra le associazioni agricole, la Confagricoltura dice che ci sta all’idea di una manifestazione unitaria; la Coldiretti, invece, aspetta a prendere posizione, nel pomeriggio ospiterà il ministro Zaia in un incontro sulle ‘emergenze’ del settore agricolo, dal latte ai prezzi.

Intanto, Politi incalza «gli emendamenti presentati al decreto sulle quote latte sono aria fritta. Ci puzza la mancanza di un passaggio preciso che stabilisca il divieto di ricorrere a contenziosi legali per gli splafonatori».

È pomeriggio e il ministro Zaia si presenta a casa Coldiretti, rispondendo colpo su colpo alle affermazioni di Politi. «Mi dispiace che si voglia far passare il concetto che questo decreto è fatto per quattro amici. Mi sembra di sentire un disco rotto, abbiamo incontrato i dirigenti della Cia e abbiamo spiegato che ci sono ben due sentenze della Cassazione che ci impediscono di inserire la rinuncia ai contenziosi, questo è un falso problema».

Il resto della conferenza stampa è una partita giocata tutta sulla difensiva «rispondiamo con i fatti alle bugie che altri raccontano. Stiamo andando a raccogliere una multa da 1,6 miliardi di euro non con le pacche sulle spalle, ma con interessi al 6,5% e multe che arrivano al 150%».

Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, dal canto suo, difende il provvedimento senza alcuna incertezza: «il decreto si deve fare.

Vedo un movimento in giro per non mandarlo avanti e invece c’é bisogno che vada in porto, per dare trasparenza a una situazione che vede la diffusione di troppo latte irregolare».


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