Quote, Agea gioca d’anticipo e invita a non produrre latte

L’Agenzia non esclude un superamento del tetto d’offerta oltre il quale scattano le sanzioni
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Dopo il primo richiamo del ministro Mario Catania al rispetto delle quote latte attribuite a ciascun allevatore per la campagna che sta finendo il 31 marzo 2012, è arrivato subito dopo anche il sollecito dell’Agea che gestisce il regime in questione. L’ulteriore allarme lanciato dal presidente Agea, Dario Fruscio, si basa sui dati della produzione e delle relative consegne così come acquisiti dal Sian e resi quindi ufficiali.

In un comunicato Agea rileva quindi che le informazioni relative alle consegne mensili sono consolidate trascorsi 50 giorni dal termine di ciascun mese; pertanto, al momento, lo sono fino al mese di dicembre 2011. Dai dati pubblicati si rileva per la campagna in corso, 2011-2012, che il quantitativo consegnato fino a dicembre 2011 è di 8.014.225 t: confrontato con quello del periodo aprile-dicembre 2010 della campagna precedente, che era di 7.835.995 t, evidenzia un incremento del 2,27%.

Applicando tale incremento alla produzione complessiva della campagna 2010/2011, che è risultata di 10.642.683 t, si può ipotizzare una proiezione per la campagna in corso di 10.884.750 t rispetto ai 10.878.675,43 t del quantitativo nazionale di riferimento per le consegne: si profila quindi la possibilità di un superamento della produzione, ancorché di ordine minimo. Ed è dell’ultima ora un nuovo richiamo del ministro Catania, da Bruxelles, che auspica che «molti produttori e cooperative nelle ultime settimane della campagna rallentino la produzione: basterebbero poche decine o poche centinaia di tonnellate in meno per non superare la quota».

Il regime delle quote latte e le sue modalità di applicazione dovrebbero essere ampiamente conosciuti da tutti gli addetti e soprattutto dagli allevatori. Ma Agea invita a non superare le quote, e lo fa in maniera quasi minacciosa, ricordando cosa si profila in caso di superamento della quota nazionale di riferimento e di quelle individuali di produzione.

Se lo Stato membro non supera la quota nazionale di riferimento, tutti i produttori, anche quelli che hanno prodotto oltre la propria quota individuale, non pagano le multe per lo splafonamento individuale. Questa situazione si è verificata nelle ultime due campagne produttive, del 2009-2010 e del 2010-2011, in conseguenza di una pesante situazione di mercato che ha contratto sensibilmente la domanda.

Se invece la quota nazionale viene superata, scatta il meccanismo del pagamento delle multe per il superamento delle rispettive quote individuali.

Il complesso meccanismo contabile per il pagamento del prelievo supplementare prevede che alcune categorie siano esentate dal pagamento delle multe. Ad evitare le multe saranno per primi gli allevatori delle zone di montagna e delle zone svantaggiate, seguiti da quelli la cui produzione non sia andata oltre il livello registrato nel 2007-2008 e infine dagli allevatori la cui produzione non abbia superato il 6% della quota individuale. Regole che si applicano agli allevatori che hanno aderito ai piani di rateizzazione delle multe pregresse e che sono in regola con i relativi pagamenti.

Tutte le altre categorie di allevatori saranno tenuti al pagamento delle multe per i quantitativi prodotti in eccesso rispetto alla quota assegnata. I prelievi versati, o comunque dovuti, confluiranno integralmente nel fondo per gli interventi nel settore lattiero-caseario istituito presso il Mipaaf ai sensi della Legge n. 33/2009 gli altri saranno ancora multe.

Per avere un comportamento virtuoso, gli allevatori devono quindi provvedere a ridurre la produzione e le consegne in questo scorcio di campagna di commercializzazione ed è questo quello che chiedono l’Agea e il Mipaaf.


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