PUGLIA. Duro, annata non eclatante

CAMPAGNA CEREALI 2010/2
granoSpiche_silhouette.jpg

Vuoi raccontare la tua esperienza?
Intervieni scrivendo un’email a
lettere.edagricole@ilsole24ore.com

Sembrava che dovunque tutto fosse andato per il verso giusto, tanto da far prefigurare ottime rese e brillanti esiti qualitativi, poi la mietitrebbiatura ha parzialmente smentito le attese per il grano duro appena raccolto nel Foggiano.

«Le rese medie sono state abbastanza alte, 35-40 q/ha, ma non dappertutto: nelle zone, non rare, che hanno sofferto i ristagni idrici, a malapena hanno raggiunto i 15-20 q/ha – dichiara Marcello Martino (21 ha tra Foggia e Manfredonia) -. Nè sarà un’annata da ricordare per le proteine, in media sul 10-12%. A volte si pensa che le rese alte (tali venivano stimate) siano foriere di una buona percentuale di proteine, semmai è vero il contrario: in più bisogna considerare che molti agricoltori non hanno eseguito le concimazioni secondo norma, per risparmiare, e, soprattutto, che le piogge primaverili, deboli, ma continue, hanno sicuramente dilavato gran parte dell’azoto distribuito».

In sintesi, hanno sofferto di più i grani ottenuti da semine precoci, effettuate a novembre, alle quali si sono affrettati gli agricoltori foggiani per timore di non riuscire più a seminare, com’era accaduto nell’annata precedente, poiché hanno maggiormente subito i negativi effetti delle piogge di primavera. Invece se la sono cavata meglio quelli seminati in ritardo, a dicembre e pure a gennaio.

Le piogge hanno probabilmente inciso anche sulla resa in proteine delle varietà oggetto dei contratti di coltivazione, in Capitanata. «Quella che appariva una bella impresa si è chiusa con una delusione – afferma Vincenzo Tortorella –. Per queste varietà ho raggiunto appena il 12,5-13% di proteine, molto meno del 14%, il contenuto minimo di proteine al quale era legato per contratto il prezzo predefinito di 28 €/q. Ho eseguito tutti gli obblighi previsti alla lettera, in particolare le concimazioni, il diserbo e la difesa, ma i risultati si sono rivelati inferiori alle attese: ho speso di più, ma il grano mi verrà pagato ai prezzi di mercato, un pò in crescita, 16,50-17 €/q, ma pur sempre irrisori rispetto ai costi sostenuti. E la mia sorte è quella di numerosi altri produttori di grano duro che hanno firmato questi contratti».

«Ci aspettavamo che si adattassero bene ai climi meridionali e garantissero un contenuto proteico più alto, ma i fatti non hanno confermato le previsioni».


Pubblica un commento