Psr Toscana

Ripartono gli ecoincentivi
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Parte il bando 2009 per le misure agroambientali del Psr (pubblicato sul Bollettino regionale toscano del 1 aprile), e in particolare per la sottomisura 214 a1 (agricoltura biologica) e 214 a2 (agricoltura integrata).
Le nuove domande potranno essere presentate, entro il 15 maggio, dalle imprese che operano nei territori di competenza degli Enti che hanno previsto nei loro piani finanziari risorse libere per il 2009. La stessa scadenza del 15 maggio vale per le domande di pagamento e di ampliamento (per le nuove superfici acquisite) riferite a impegni già in corso sulle due sottomisure.

Le domande dovranno essere effettuare tramite la Dua (dichiarazione unica aziendale), come stabilito nel dicembre 2008 dal direttore dell’organismo pagatore Artea. Il nuovo bando prevede, tra gli impegni per chi chiede sostegno all’agricoltura biologica, l’effettuazione delle analisi del suolo (entro 18 mesi dall’inizio del periodo di impegno e ripetute entro l’ultimo anno o l’ultima campagna agraria di impegno), con relative modalità operative indicate nell’allegato B.

Per l’introduzione o il mantenimento dell’agricoltura biologica, l’impegno dell’azienda a rispettare le tecniche di produzione bio definite dai regolamenti europei deve abbracciare cinque anni, e deve interessare l’intera superficie dell’Ute (non sono ammesse le Ute miste, con superfici coltivate sia col metodo convenzionale che biologico). La superficie minima ammessa a pagamento è 1 ettaro, salvo che per le colture ortive (mezzo ettaro).

Per l’introduzione o il mantenimento dell‘agricoltura integrata, invece, si fa riferimento alla legge regionale 25 del 1999 che ha istituito il marchio Agriqualità per i prodotti ottenuti con metodi a minor impatto ambientale. In questo caso l’impegno, sempre di durata quinquennale e sempre relativo all’intera superficie dell’Ute, prevede  il rispetto dei disciplinari di produzione integrata definiti dalla Regione, che punta a ridurre (attribuendo priorità) l’impatto ambientale delle pratiche agricole in particolare nelle zone vulnerabili all’inquinamento da nitrati, dove è necessario salvaguardare le risorse idriche e in quelle di maggior pregio ambientale, in cui è importante proteggere la biodiversità. Anche per l’agricoltura integrata la superficie minima ammessa a pagamento è 1 ettaro, con deroga (mezzo ettaro) per le colture ortive.

Chi non ha ricevuto aiuti pubblici nei cinque anni precedenti la presentazione della domanda (nel Psr 2000-2006 si trattava della misura 6 agroambiente) ha diritto all’attribuzione di tre punti. 


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