Psr Emilia Romagna, 142 milioni ai progetti di filiera

Via libera all’annunciato ┬źProgramma operativo per i progetti di filiera┬╗
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La Regione Emilia Romagna dà il via libera all’annunciato «Programma operativo per i progetti di filiera» con uno stanziamento di 142 milioni di euro, con fondi dell’asse 1 del Psr per cofinanziare iniziative di sviluppo competitivo di soggetti attivi in tutti gli anelli di una filiera agroalimentare (produttori agricoli, trasformatori, confezionatori, distributori), raggruppati in consorzi o associazioni temporanee d’impresa attorno a un progetto comune. Il bando, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione del 29 maggio 2009, avrà decorrenza dall’1 giugno al 16 ottobre 2009, termine ultimo per la presentazione delle domande, per le quali si attende la graduatoria dei progetti ritenuti finanziabili nell’estate del 2010.

Ogni tipo di filiera, intesa come insieme di attività che concorrono alla produzione, distribuzione, commercializzazione e fornitura di un prodotto agroalimentare, ha un suo specifico budget. La quota maggiore di risorse va al comparto ortofrutticolo (32 milioni), seguito dal lattiero-caseario (27 milioni), da quello della carne suina (25 milioni), dal vitivinicolo (23 milioni), dal cerealicolo (8 milioni), dal settore avicolo e da quello che riunisce oleoproteaginose, foraggere e sementiero (5 milioni ciascuno), dal comparto della carne bovina (4 milioni). Seguono poi altri settori minori come forestazione produttiva e prodotti biologici. Secondo le stime della Regione, gli incentivi stimoleranno investimenti per circa 300 milioni.

I contributi previsti, variano dal 40 al 50% dell’importo complessivo del progetto per gli investimenti produttivi, e si estendono al 70% per interventi di carattere immateriale (promozione, ricerca, formazione e consulenza). Il programma stabilisce anche i limiti minimi e massimi del singolo progetto di filiera, che non dovranno essere compresi tra 500mila euro e 10 milioni. Eccezioni (da un minimo di 200mila a un massimo di 2 milioni) sono previste per i settori animali e vegetali minori, per il comparto forestale e del legno e per la trasformazione e commercializzazione di materie prime e prodotti finiti biologici. È anche stabilito il numero minimo di aziende produttrici che potranno consorziarsi attorno a un progetto (devono essere almeno 5 per il lattiero-caseario e 18 per l’ortofrutticolo).

I meccanismi di finanziamento dei progetti, il cui obiettivo prioritario è costruire filiere in cui prevalgano rapporti di collaborazione fra i partner e di allentare gli attuali squilibri nella formazione del valore finale, si basano sull’interazione fra le varie misure dell asse 1 del Psr.

A finanziare i progetti concorreranno la misura 121 (ammodernamento delle aziende agricole) con 72 milioni, la 123 (accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali) con 40 milioni, la 124 (cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie) con 7,7 milioni, la 111 (formazione professionale) con 5,4 milioni, la 114 (consulenza aziendale) e la 132 (partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità), entrambe con circa 4 milioni, e altre, che insieme, formano il budget complessivo di 142 milioni.


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