Psr: a rischio un miliardo di euro

Nei primi due anni speso il 54,5% dei finanziamenti
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I Psr italiani continuano a viaggiare a mezzo servizio. L’ennesima conferma arriva dall’ultimo rapporto pubblicato sul sito della Rete rurale Mipaaf sull’avanzamento finanziario dei piani 2007-13, aggiornato al 31 marzo scorso. Le regioni arrancano, sia sul fronte della capacità di spesa che sulla qualità delle misure attivate: nei primi due anni e tre mesi di programmazione, tra anticipi agli agricoltori e pagamenti intermedi, sono stati erogati poco più del 50% dei 2,3 miliardi previsti. E la spesa non raggiunge il 15% del budget 2007-13.

Dati poco confortanti soprattutto in un momento di crisi, con l’aggravante che le nuove regole finanziarie dell’Unione europea prevedono il disimpegno automatico delle risorse non spese entro due anni di tempo da quello dello stanziamento. C è il rischio dunque di perdere un miliardo delle risorse assegnate alla prima verifica che scatterà al termine di quest anno. Se tutti i programmi dovessero mantenere nei prossimi trimestri la media di spesa avuta finora, nel 2010 ben sette regioni dell’obiettivo competitività andranno in disimpegno e addirittura tutte le regioni dell’obiettivo convergenza (ex obiettivo 1). Anche se è opportuno ricordare che alcune Regioni (Abruzzo, Lazio, Valle d’Aosta, Molise, Sicilia, Marche, Trento, Basilicata e Puglia) hanno già concordato con Bruxelles una deroga fino al 31 dicembre 2010.

Il rapporto inoltre evidenzia notevoli differenze nelle performance di spesa delle singole Regioni: si passa, infatti dal primato delle Marche che ha già speso il 28,4% del budget 2007-13 al 10,3% della Campania. Particolarmente preoccupanti risultano i ritardi di molti programmi del Mezzogiorno, anche in considerazione delle maggiori risorse assegnate a questi ultimi. La lettura delle misure attivate evidenzia poi anche una cattiva qualità della spesa: a tirare sono quasi esclusivamente le «vecchie» misure agroambientali, le indennità per le aree svantaggiate e il prepensionamento, mentre arrancano i bandi dedicati al sostegno della competitività delle imprese e le misure più innovative per la diversificazione dell’attività agricola. In particolare, gli aiuti al primo insediamento dei giovani sono fermi al 2% sul totale della spesa programmata. Mentre i contributi destinati all’ammodernamento delle imprese agricole arrivano appena al 3,8% del totale dei fondi stanziati.

Nei giorni scorsi la Cia ha anche denunciato, con una lettera ai ministri Luca Zaia (Politiche agricole), Renato Brunetta (Pubblica amministrazione) e Roberto Calderoli (Semplificazione), pesanti ritardi nella liquidazione delle domande di contributo.


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