Prove varietali Girasole: Alto oleico, divario colmato

Per la prima volta gli ibridi di girasole HO hanno fornito produzioni superiori ai convenzionali
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La vocazione territoriale è un fattore determinante per il raggiungimento di buoni risultati e deve perciò ispirare le scelte produttive aziendali che, sempre maggiormente nel contesto politicoeconomico in cui si trova il settore agricolo, devono essere indirizzate alla razionalizzazione delle pratiche agricole per l’ottimizzazione delle rese.
Quest’ultimo obiettivo è frutto anche dell’adozione di un’adeguata tecnica colturale e della disponibilità di buone varietà.
La possibilità di disporre di una gamma di genotipi adatta agli areali italiani di coltivazione è la premessa indispensabile alla valorizzazione di colture come il girasole, sfruttabile anche dal punto di vista energetico. Al fine di fornire un valido supporto alle scelte dell’imprenditore agricolo, per l’undicesimo anno consecutivo si è svolta, presso l’azienda del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura – Centro di ricerca Colture Industriali (Cra–Cin) di Osimo (An) la sperimentazione afferente al progetto “Qualità girasole”, finanziato da Assosementi (Associazione italiana sementi – Ais), mirata alla valutazione delle attitudini produttive e qualitative e della adattabilità delle principali varietà di girasole inserite nel circuito commerciale italiano.
La prova fa parte di una rete di sperimentazione nazionale coordinata dall’unità di Osimo cui partecipano l’Arsia Regione Toscana, che ha svolto l’attività presso l’azienda di Cesa (Ar), il 3-A Parco Tecnologico Alimentare dell’Umbria, che ha operato ad Avigliano Umbro (Tr), l’Astra Innovazione e Sviluppo, con le prove svolte a Conselice (Ra) e, per il secondo anno consecutivo, il Dipartimento di Scienze della Produzione Vegetale dell’Università di Bari che, con finanziamento del progetto Nazionale Suscace, ha svolto l’attività a Gravina di Puglia (Ba) e Policoro (Mt).
Nel presente lavoro saranno illustrati i risultati dell’attività svolta nella località marchigiana.

 

VALUTATE 30 ACCESSIONI
Nel 2010 sono state poste in valutazione trenta accessioni ibride proposte da nove ditte sementiere, di cui dieci ad alto contenuto di acido oleico nella frazione lipidica; tredici accessioni risultavano in prova per il primo anno. Si è adottato uno schema sperimentale a blocco randomizzato con 3 ripetizioni, con parcelle di 15 m², operando su un terreno a giacitura pianeggiante e a tessitura franca, reazione alcalina, ricco in calcare totale, moderatamente dotato in sostanza organica, ricco in fosforo e potassio assimilabile, con un basso rapporto C/N.
La semina è stata effettuata l’8 aprile con seminatrice meccanica parcellare, cui ha fatto seguito, nella seconda decade di maggio, il diradamento manuale per ottenere l’investimento di 6 piante/m².
Per il resto la prova è stata condotta adottando le comuni pratiche agronomiche: concimazione azotata con 100 unità/ha di elemento sotto forma ureica e fosfatica con 92 kg/ha di fosforo sotto forma di perfosfato; diserbo chimico in pre-emergenza con pendimetalin +aclonifen + glyphosate (Activus EC 3 l/ha + Challenge 1 l/ha + Gliphosate 1,5 l/ha).
La raccolta, scalare, al raggiungimento della maturità agronomica, è stata eseguita manualmente. Sono stati effettuati i principali rilievi bio-morfologici (data di emergenza, fioritura, maturazione agronomica, altezza delle piante, superficie della calatide e della zona sterile centrale), quantiqualitativi (peso 1.000 acheni, produzione parcellare su 9m², contenuto percentuale di olio negli acheni, con metodo Nmr e composizione acidica dell’olio tramite gascromatografia dei metilesteri degli acidi grassi, per le varietà alto oleico) e calcolate resa ettariale in acheni e olio.

 

RESE MEDIE DI 34 Q/HA, CONTENUTO IN OLIO SOPRA IL 45%
L’andamento stagionale del 2010 (Fig. 1) ha denotato degli scostamenti positivi da quello medio poliennale sia per le precipitazioni, specialmente nei mesi di maggio e giugno, tranne che nel mese di luglio, che per le temperature, ad eccezione degli ultimi due mesi del ciclo colturale.
Tutto sommato si può dire che l’annata sia statafavorevole alla coltura, che ha mediamente realizzato una produzione di 34 q/ha (vedi tabella). NK Camen ha raggiunto la maggiore resa (41,4 q/ha); da essa non si sono distinte statisticamente Mas 83.R, Mas 84.E e Doriana, mentre, complessivamente, solo tre ibridi si sono tenuti al di sotto dei 30 q/ha.
Il contenuto in olio è risultato molto elevato, con un valore medio che ha di poco superato il 45%. Tre varietà hanno oltrepassato il 48%: Mas 91.IR,NKCamen eNX64005, mentre quindici hanno fatto rilevare dei contenuti al di sotto della media. Tale carattere ha condizionato, in qualche caso, il comportamento per la resa in olio, risultante delle due precedenti componenti, per cui, se la maggior parte degli ibridi ha mantenuto le posizioni raggiunte nella graduatoria per la resa in acheni, altri hanno migliorato la loro classifica proprio grazie al proprio tenore lipidico (Ollimi CL, Methasol, Mas 91 IR, guadagnando 6 posizioni; NX 64005, 5) altri l’hanno peggiorata (Barolo, perdendo 6 posizioni, Ruby e PR64H41 addirittura 8).
NK Camen ha confermato la propria leadership (17,6 q/ha di olio su s.s.), non differenziandosi dalle stesse varietà già menzionate per la produzione di acheni; diciassette accessioni sono risultate sotto media, mentre nessuna è scivolata sotto il valore dei 10 q/ha.
La media produttiva delle 10 varietà alto oleico è risultata superiore, seppure di poco e solo in assoluto, rispetto a quella delle varietà convenzionali (3,47 t/ha vs. 3,37 t/ha e 1,38 t/ha vs. 1,33 t/ha, rispettivamente per acheni e olio): ciò denota che il divario esistente fin dalla scoperta del carattere alto oleico tra le varietà dotate di tale proprietà e le convenzionali è ormai stato colmato.

 

RILIEVI FENOLOGICI E PATOLOGICI
Dal punto di vista fenologico la prima cultivar a raggiungere l’antesi è stata Sanbro MR, l’ultima Mas 95.IR, con un divario di 9 giorni; la prima ha anche mostrato il più breve intervallo semina– fioritura, la seconda il più lungo. 14 giorni hanno separato Arena PR, che ha raggiunto per prima la maturazione e il ciclo più breve, da Methasol, la più tardiva. Mediamente i tipi alto oleico hanno presentato il sottoperiodo fino alla fioritura più breve degli altri e una maggiore durata del successivo, che ha loro permesso una più ampia fase di riempimento degli acheni. Inotop è stata caratterizzata dal più lungo periodo fioritura–maturazione che, invece, LG 56.68, LG 56.72, MAS 91.IR e Solaris hanno completato due settimane prima.
Le piante hanno mostrato una discreta taglia con 180 cm di media; Doriana, l’ibrido più alto (198 cm), ha superato di 33 cm PR64H41, il più basso. La maggiore superficie della calatide appartiene a Sanbro MR, che ha sfiorato i 350 cm²; la minore a Methasol, che non ha raggiunto i 200 cm2, presentando anche la più bassa fertilità (93,1 %). Questo carattere è oscillato intorno al 95% di media, con Barolo che ha raggiunto il valore massimo (95,8 %).
Inotop ha evidenziato il maggiore peso medio degli acheni, Arena PR il minore. NX 64005, Doriana, Mauro e Sillouet hanno presentato un certo numero di piante ramificate, mentre l’allettamento non ha raggiunto proporzioni degne di nota per alcuna accessione, tranne che per Oleko, tipicamente suscettibile a tale avversità, rimanendo comunque entro limiti accettabili.Il rilievo sugli attacchi causati da Phasmopara helianti, patogeno in grado di produrre danni rilevanti in termini produttivi, causando, con infezioni nei primi stadi di sviluppo, la nanizzazione della pianta, ha evidenziato una malattia abbastanza diffusa, anche se in proporzioni ridotte. Mauro, Cartago e Oleko hanno presentato una percentuale di piante malate, rispetto alle teoriche presenti, superiore al 10%.

 

NK CAMEN E DORIANA IN EVIDENZA
La sperimentazione effettuata a Osimo (An) dal Cra-Cin ha fornito risultati utili nell’orientare le scelte degli imprenditori agricoli. Le varietà in prova hanno mostrato una discreta produttività, che si è bene estrinsecata in un ambiente ormai tipico dell’elianticoltura italiana, dove il girasole costituisce una delle essenze fondamentali negli ordinamenti colturali della collina asciutta.
Nella prova del 2010 si sono poste in evidenza NK Camen e Doriana, due varietà in valutazione da alcuni anni, in grado di fornire, ormai, garanzie di affidabilità produttiva, accanto ad altre due, Mas 84.E e Mas 83.R, che necessitano di conferme in future sperimentazioni.
Per la prima volta da quando è stata istituita la rete nazionale di valutazione varietale (1980) le cultivar ad alto contenuto di acido oleico hanno fornito delle prestazioni superiori alle convenzionali: NKCamen ha infatti ottenuto la più alta resa in acheni e olio fra tutte le varietà in prova e anche il confronto fra le medie produttive dei due gruppi è risultato favorevole a quello comprendente i tipi alto oleico.
Ciò si rivela di interesse strategico in quanto, caduto il divario che li distanziava dai convenzionali, gli innumerevoli vantaggi che la presenza dell’acido grasso C18:1 comporta nell’impiego alimentare, industriale ed energetico dell’olio da loro estratto, a parità di costi, tecnica e facilità di coltivazione, indirizzeranno le scelte imprenditoriali sempre più verso l’utilizzo delle varietà dotate di tale caratteristica e dalle poliedriche opportunità di impiego.

 

Gli autori sono del CraCin – Osimo (An)
andrea.delgatto@entecra.it


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