Prima regola, ristrutturare il debito

Aziende a caccia di garanzie per rispondere alle banche
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Uno scenario di preoccupante recessione. Con questa sintesi poco rassicurante si può rappresentare il contesto economico e finanziario del 2008. In agricoltura, come spesso accade, emergono alcuni elementi che in un certo modo segnano una controtendenza della dinamica di crescita dei finanziamenti rispetto ad altri settori della produzione.
Se la crescita media dei finanziamenti bancari alle imprese ha registrato a fine 2008 un +5%, in agricoltura la media si è attestata a +6,6% e mentre nel corso dell’ultimo semestre 2008 buona parte dei settori produttivi hanno contratto il ricorso al credito bancario, il mondo agricolo ha chiuso l’anno con un +7,2 per cento. Rispetto a un 2007 che segnava impieghi in agricoltura complessivamente pari a 36 miliardi, il 2008 chiude con 38 miliardi.

Ma il ricorso al credito da parte delle imprese agricole questa volta non si muove per processi omogenei e mette in rilevanza una forte diversità tra il tessuto imprenditoriale del Nord e quello del Centro-Sud e Isole.

Per macro aggregazioni il Nord segna un trend di crescita con ben +9%, contro un Centro a +1,5% e un Sud e Isole con un +3 per cento. Il Centro questa volta rappresenta la macro-area più critica in termini di dinamismo verso processi di investimento e finanziamento, mentre le Isole e il Sud guardano a nuovi investimenti. Al Nord l’agricoltura e l’edilizia rappresentano i settori trainanti. La qualità degli impieghi agrari continua a migliorare e nel corso del 2008 il livello delle sofferenze registrate dal sistema scende a -16,8% rispetto all’anno precedente con un rapporto tra impieghi bancari e sofferenze pari al 6,3 per cento.

La vera novità è rappresentata dal fatto che al Nord le sofferenze agrarie  segnano un incremento pari a circa +8% (in linea con l’incremento dei finanziamenti), mentre al Centro si registra un decremento di quasi -10% e al Sud di -2,5 per cento.

In sintesi la qualità del credito continua a migliorare al Centro-Sud, tendenzialmente prudente nella gestione finanziaria nell’ultimo quinquennio, mentre al Nord qualche eccessivo slancio finanziario del passato inizia a dimostrarsi non più sostenibile per diverse imprese.

I primi dati 2009, evincibili dalle dinamiche d’attività del sistema Confidi CreditAgri, rimarcano una tendenza di crescita degli impieghi agrari di medio-lungo termine e una drastica riduzione del ricorso a breve. Mentre nel corso dell’ultimo triennio i finanziamenti a breve, spesso rappresentati da anticipazioni contributive cicliche (Pac) e pertanto gestiti sottoforma di prestito autoliquidante, risultavano particolarmente appetibili e promossi, nel 2008 si è verificata una sensibile riduzione di tali interventi.

Buona parte delle sofferenze registrate dal sistema su affidamenti autoliquidanti si è di fatto amplificata proprio su questa tipologia di intervento, complice il verificarsi di un assorbimento dei contributi alla fonte per fare fronte a debiti di natura previdenziale.

Diverse sono le risultanze dei processi di investimento e di riequilibrio finanziario che hanno accompagnato la seconda parte del 2008 e il primo trimestre 2009. Se nel corso dell’ultimo trimestre dello scorso anno le imprese, complice la riduzione dei tassi, hanno fatto ricorso a finanziamenti di medio e lungo termine per riposizionare il debito pregresso, nel primo trimestre di quest’anno gli interventi di garanzia del sistema confidi sempre più si è rivolto a nuove opportunità d’investimento a valere su dotazioni aziendali e immobilizzazioni fondiarie.

Gli impieghi più rilevanti in termini di taglio medio sono riconducibili al sostegno agli investimenti nel comparto agro-energie e nella ricettività turistico-rurale, ma un segnale forte arriva anche dalla fascia giovane della imprenditoria, che pone in risalto un rinnovato interesse verso il ricambio generazionale attraverso il ricorso a forme tecniche di finanziamento strutturate ad hoc per favorire l’acquisto di corpi aziendali.

Grande attenzione nel corso di questa prima parte d’anno è stata riservata ai pacchetti di servizio per l’accesso a Misure d’agevolazione dei Psr (anticipazione del contributo c/ capitale, fideiussione bancaria e finanziamento di medio-lungo a copertura della parte mancante).

Elemento ancora problematico è la carenza di liquidità del sistema bancario e la conseguente massima attenzione che gli istituti di credito dedicano ai processi valutativi del merito di credito delle imprese da affidare. Situazione che trascina con se sistematicamente anche l’adozione di politiche di pricing abbastanza rigide (spread più elevati rispetto al passato). A risentire dei costi di provvista elevati e del conseguente impiego delle risorse ad alto costo sono in particolare i colossi del panorama italiano.
 


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