Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 25 febbraio al 3 marzo)

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Frumento tenero sempre debole

Italia

Perdura una sensazione di debolezza, senza alcun segnale di inversione del corso. L’offerta trova una domanda che ha l’imbarazzo della scelta sul dove comprare, stante la pressione delle origini europee e dal Mar Nero. I molini mantengono le scorte e procedono ad acquisti di completamento. Resta l’apprensione per i grani di forza esteri, sempre a prezzi ben oltre il fisiologico premio del 15-20% rispetto alle alternative europee.

 

Grano duro ancora giù

Italia

Sempre più chiara la volontà di riportare le quotazioni ai livelli del 2004/05. La disputa tra gli operatori sulle superfici seminate, non influenza le quotazioni progressivamente verso il “franco partenza” a 140 €/t. La domanda è ben coperta fino a maggio e forse luglio; l’offerta non ha altra alternativa che attendere, sperando nella tenuta dei prezzi mondiali e in un euro debole. Trend al ribasso sia a Milano (-2/4 €/t) che Bologna (-2€/t) oggi allineate; non si vede ancora la fine.

 

Mais, continua la ritenzione

Italia

Nonostante l’alternativa dei cereali a paglia faccia paura, le quotazioni trovano un equilibrio pur restando sensibilmente superiori alle alternative estere. Continua la ritenzione dovuta all’atteso calo delle superfici seminate che di fatto sostiene il mercato. Bologna fa invariato e Milano un simbolico –0,5 €/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose

Italia

Cereali foraggeri: in stretta correlazione con l’eccesso di offerta europeo. L’orzo cede un paio di €/t sulle piazze del Nord; tengono sorgo e grano per effetto domino con il mais.

Oleaginose: in ripresa più per effetto valutario “ritardato” che per un peggioramento dello scenario mondiale; Bologna segna + 4 €/t; Milano +5 €/t.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.
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