Post 2013: chi perde, chi guadagna

Una simulazione basata sulla comunicazione della Commissione del novembre scorso
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La reale consistenza della Pac dopo il 2013 è ancora da definire, in quanto il processo legislativo è ancora lungo: dopo la Comunicazione della Commissione del 18 novembre 2010, seguiranno le proposte legislative in autunno e le decisioni finali nella seconda metà del 2012.
Ciononostante la Comunicazione della Commissione e la proposta del relatore della riforma per il Parlamento europeo Albert Dess delineano già le linee principali su cui si muoverà la nuova Pac. È ormai certo che – come avviene ora – la quota più consistente dei finanziamenti sarà costituita dai pagamenti diretti, seppur con una loro riformulazione e redistribuzione per eliminare gli squilibri storici e meglio orientare le risorse. In base alla proposta della Commissione, gli aiuti saranno composti da quattro tipologie di pagamenti diretti:
– un pagamento disaccoppiato di base;
– un sostegno specifico per le aree caratterizzate da specifici vincoli naturali;
– una componente “verde” a sostegno di misure ambientali;
– un supporto accoppiato per determinati tipi di agricoltura di particolare importanza in aree specifiche.
Su questa riformulazione dei pagamenti diretti c’è un dibattito molto aperto e la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha già proposto dei cambiamenti. Tuttavia, nonostante una grande incertezza sulle decisioni finali, è possibile elaborare una prima stima di come questa riforma potrà incidere effettivamente nelle diverse realtà dell’agricoltura italiana, caratterizzata più di ogni altro Paese membro da una grande varietà di produzioni ed ecosistemi.
Questa peculiarità e l’attuale attribuzione dei pagamenti diretti, che è ancora basata sul riferimento storico, rendono potenzialmente dirompente l’impatto della riforma. Infatti le grandi incognite riguardano non solo l’ammontare complessivo dei fondi, ma anche e soprattutto la loro distribuzione a livello regionale e di singole aziende, poiché in un quadro di generale diminuzione talune imprese potrebbero invece ottenere notevoli incrementi ed altre veder scendere somme considerevoli a livelli irrisori. 
 

 

I PAGAMENTI DIRETTI
Alla luce delle proposte della riforma, è dunque interessante vedere alcuni esempi concreti di come potrebbero variare gli aiuti diretti nelle diverse aziende, ipotizzando i futuri importi a disposizione. Infatti, se venisse confermato il progetto del Commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos, è possibile, sulla base di semplici assunzioni di base, partire dai dati complessivi nazionali e scendere nel dettaglio fino al sostegno ad ettaro.
Sicuramente il massimale italiano per i pagamenti diretti verrà ridotto, sia per effetto della riduzione complessiva del budget dell’Ue destinato all’agricoltura che per la redistribuzione dei fondi in favore dei nuovi Stati Membri: le stime più attendibili prevedono un calo di circa il 15%, con una somma che pertanto passerà dagli attuali 4,4 miliardi di euro a circa 3,7. Da questo dato, sulla base degli indirizzi forniti dalla Comunicazione della Commissione, si può simulare l’entità delle varie componenti dei pagamenti diretti.
 

 

COMPONENTE DI BASE
Il pagamento diretto disaccoppiato di base è il fulcro della riforma, il primo scalino della Pac di cui tutti gli agricoltori beneficeranno, e garantirà un livello uniforme di supporto obbligatorio per ettaro nel rispetto della condizionalità. Questo sostegno al reddito andrà a favore di ogni agricoltore e sarà fondato su diritti trasferibili e attivabili solo in associazione con superfici agricole ammissibili.
È realistico ipotizzare che ad esso verrà dedicata almeno la metà delle risorse finanziarie a disposizione; considerando che la superficie ammissibile italiana è di 12,7 milioni di ettari e ipotizzando il plafond italiano di 3,7 milioni di euro, l’importo indicativo del pagamento di base sarà di 150 €/ha.
 

 

COMPONENTE ZONE SVANTAGGIATE
Secondo le indicazioni della Commissione, l’aiuto per le zone svantaggiate è riferito in particolar modo alle aree caratterizzate da specifici vincoli, fisici e altimetrici, e quindi meno remunerative, ma in cui è fondamentale mantenere un’attività agricola a tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.
Vista l’insistenza di Ciolos sull’importanza dei molteplici beni pubblici che questa componente garantisce, si può considerare un importo di 180 €/ ha per le aree montuose e 80 €/ha per quelle collinari. 
 

 

COMPONENTE “VERDE”
Il fine della componente “ecologica” è quello di premiare comportamenti agro-ambientali economicamente non redditizi, ma che concorrono a perseguire obiettivi di politica climatica e ambientale. La priorità dovrebbe essere attribuita ad azioni destinate a contribuire al conseguimento di obiettivi finalizzati alla preservazione delle risorse naturali e al contrasto ai cambiamenti climatici, che potrebbero tradursi in interventi ambientali semplici, generalizzati e annuali. C’è ancora grande incertezza su questa componente: si parla genericamente di sostegno a iniziative ambientali che vadano al di là della condizionalità; per ora le misure citate sono i pascoli permanenti, le coperture vegetali e le rotazioni colturali, ma potrebbero rientrare tante altre misure. Ragionevolmente si può attribuire a queste misure un importo variabile da 30 €/ha a 200 €/ ha.
 

 

COMPONENTE ACCOPPIATA
Questa componente intende sostenere determinati tipi di agricoltura ritenuti di particolare importanza per ragioni economiche e/o sociali. Di fatto questo aiuto andrà a prendere il ruolo occupato ora dall’attuale articolo 68 del Reg. 73/2009 che offre un sostegno specifico a particolari tipi di agricoltura di rilevante importanze in aree distinte. È probabile che questa componente venga decisa a livello nazionale. In assenza di indicazioni si possono considerare le dieci misure e i rispettivi importi che l’Italia ha previsto nel 2010 per il plafond dell’articolo 68: vacche nutrici, macellazione bovini, olio di oliva, latte di qualità, ovicaprini, barbabietola da zucchero, latte, floricolo, avvicendamento biennale, assicurazioni. Anche se si tratta dell’unico componente dei pagamenti diretti che resterà accoppiato alla produzione, ai fini dell’elaborazione per semplicità verrà commisurato ad ettaro con importi potenziati rispetto a quelli attualmente in vigore per l’articolo 68.
 

 

CONFRONTO CON IL PRESENTE
Per rapportare meglio questo scenario al contesto italiano, è interessante confrontare gli importi percepiti attualmente da “aziende tipo” di ambiti e condizioni ambientali differenti con quelli stimati per la futura Pac (tab. 1).
Analizzando la tab.1, colpisce innanzitutto il cambiamento generalizzato: in nessuna ipotesi il futuro pagamento si mantiene uguale a quello attuale, con variazioni che tranne in un caso sono sempre superiori al 50% degli importi, senza considerare ovviamente i vari settori che per la prima volta godranno degli aiuti.
È evidente inoltre come le somme a quattro cifre attualmente percepite da alcune aziende sono destinate a scomparire: solo in un caso si superano di poco i 500 €/ha, la media dei casi non arriva a 300 €/ha e quindi la distribuzione dei sussidi sarà molto più uniforme, senza picchi ma interessando tutti gli agricoltori italiani.
In effetti partendo da un aiuto di base di 150 €/ha è impossibile, anche se vi si aggiungono le tre componenti, arrivare alle cifre percepite attualmente da alcune aziende, ancora influenzate dal criterio storico. A perdere di più sono le aziende della Pianura Padana con orientamento zootecnico intensivo, dove oggi i pagamenti diretti della Pac contribuiscono in modo rilevante al reddito; per queste aziende si verificano diminuzioni di contributi nell’ordine del migliaio di euro ad ettaro, tali da rendere in alcuni casi i pagamenti comunitari quasi irrilevanti ai fini del bilancio aziendale. Ma anche nel resto d’Italia i cali nelle pianure sono pesanti, seppur mitigati dal terzo e dal quarto componente dei pagamenti diretti: le uniche aree pianeggianti con saldo positivo sono quelle che oggi non ricevono alcun pagamento. Infatti la distribuzione uniforme del pagamento di base remunererà per la prima volta superfici a vigneto, frutteto e vivai, con cifre non elevate ma comunque significative, specialmente dove si aggiunge l’importo del secondo componente come nelle zone collinari.

 

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A beneficiare più di tutti nella nuova Pac saranno le aziende ubicate nelle zone montuose, che ottengono aumenti a tre cifre degli aiuti, con importi che diventano un importante sostegno al reddito, rendendo più competitive zone impervie come le montagne della Sardegna. Qui si passa dall’importo attuale degli aiuti più basso tra i casi presi in esame a contribuzioni ad ettaro più alte nel futuro; infatti le aree montuose sono quelle che mediamente otterranno i pagamenti maggiori, insieme alle zone che beneficiano della componente accoppiata.
Ovviamente tutte le analisi si basano su stime puramente indicative, tuttavia se verrà mantenuto l’impianto descritto dalla Comunicazione della Commissione del 18 novembre 2010, esse non dovrebbe discostarsi troppo dalla realtà: anche se nel massimale italiano la forbice delle possibili variazioni dall’elaborazione è di diversi milioni di euro, scendendo nei singoli casi aziendali questa si riduce a poche centinaia di euro.
Di sicuro lo scenario delineato rappresenta una vera rivoluzione per molte aziende, dalle conseguenze incerte, che costringeranno in particolar modo coloro che oggi beneficiano di elevati importi ad ettaro a ridisegnare le strategie per il futuro.
Tuttavia intuendo la portata della riforma, la Comunicazione della Commissione, per evitare cambiamenti radicali e destabilizzanti, precisa che sarà necessario un approccio graduale. Per questo motivo, tutte le proposte prevedono un periodo transitorio prima dell’entrata a regime delle nuove modalità di sostegno della Pac 2014-2020.
In altre parole, anche se la nuova Pac entrerà in vigore dal 1° gennaio 2014, l’uniformazione e la rivisitazione dei pagamenti diretti dovrebbe avere un’applicazione graduale per permettere alle aziende più penalizzate di prepararsi al nuovo scenario.


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