PIEMONTESE, PIÙ MUSCOLO E MENO PARTI DIFFICILI

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Una razza bovina che cresce e che cambia, che fa del miglioramento genetico e delle innovazioni gestionali la chiave di volta per il futuro. È la Piemontese, la razza autoctona più numerosa in Italia, che nel marzo scorso è stata al centro del quinto meeting nazionale Anaborapi (Associazione nazionale allevatori bovini di razza Piemontese).

Un incontro molto partecipato, a Riva presso Chieri (Torino), nell’azienda modello di Francesco e Giovanni Navone (oltre 400 capi, stabulazione libera esclusiva, ciclo chiuso, fecondazione artificiale all’88%). Nella presentazione di nuovi risultati tecnici e consigli sull’impostazione degli allevamenti, due aspetti erano in primo piano: selezione e alimentazione.

LA SELEZIONE

Per quanto riguarda la selezione genetica (compito istituzionale dell’Anaborapi), le novità presentate riguardano i piani di accoppiamento programmato che, svolti attraverso il supporto dell’informatica, permettono soluzioni personalizzate in base alle esigenze e agli obiettivi specifici dell’allevatore.

Il servizio, che riscuote un successo crescente, permette anche di svolgere un importante lavoro sulle madri di toro per la produzione dei futuri soggetti da destinare alla fecondazione artificiale.

I tecnici specializzati delle Apa, grazie al programma informatico elaborato da Anaborapi, organizzano le bovine da fecondare in diversi gruppi (manze, bovine destinate a produrre la futura rimonta, bovine destinate a produrre soggetti da ristallo); quindi si definiscono con l’allevatore le priorità, individuando i tori migliori per gli obiettivi fissati e filtrandoli poi secondo i livelli di parentela (per i tecnici Anaborapi è opportuno, a livello di singolo accoppiamento, mantenere l’indice di parentela al di sotto del 4%).

L’Anaborapi sta compiendo un massiccio sforzo proprio sulle madri di toro e ha individuato un gruppo di bovine (circa 3mila capi) di particolare valore genetico, utilizzate nei piani di accoppiamento programmato per produrre vitelli da testare nel Centro genetico, per creare le nuove generazioni di tori. «L’individuazione dei migliori riproduttori – spiega Andrea Albera, tecnico Anaborapi – è più facile nel caso dei tori, perché grazie ai numerosi figli prodotti, la loro valutazione genetica è più accurata; le bovine invece non possono avere un numero così elevato di figli e quindi la loro valutazione genetica dipende in modo più marcato dal pedigree».

«Negli ultimi anni il progresso è stato significativo – afferma Andrea Quaglino, direttore Anaborapi – grazie a una selezione impostata su basi scientifiche, utilizzando gli indici genetici (e quindi strumenti oggettivi) e garantendo un’affidabilità degli indici stessi. Tutto questo ci ha permesso di ottenere risultati concreti, misurabili: in dieci anni l’incremento di peso giornaliero è salito di 100 grammi, è aumentata di mezzo punto la muscolosità, sono diminuiti dell’1,5% i cesarei e del 2% i parti difficili nelle manze. Segno che la scelta di puntare sulla selezione genetica e su un ulteriore miglioramento della razza è davvero vincente per l’allevatore».

«La Piemontese è la razza bovina da carne più numerosa in Italia ed è in continua espansione – aggiunge Albino Pistone, presidente Anaborapi –, tanto che il nostro Libro genealogico negli ultimi anni ha visto crescere in modo straordinario le proprie consistenze». Il totale dei capi iscritti (dati Anaborapi, fine marzo) ammonta a 251.650 unità, di cui 113.519 vacche, 69.124 vitelle, 54.382 vitelli, 12.766 giovenche e 1.859 tori. Le presenze più numerose sono nel Cuneese (153.058 capi), nel Torinese (57.488) e nell’Astigiano (19.641). Sono 3.805 le aziende nel Libro genealogico, di cui 1.908 in provincia di Cuneo, seguita da Torino con 903.

IL NUOVO RAZIONAMENTO

Nell’incontro si è anche discusso di alimentazione dei bovini e in particolare di ingrasso dei vitelloni. La Piemontese è infatti una “macchina da carne” che per dimostrare appieno le proprie potenzialità richiede un’alimentazione adeguata.

Sono anche stati presentati i primi riscontri, a un anno dall’avvio, del nuovo razionamento definito per i torelli del Centro genetico Anaborapi (a Carrù, Cuneo, dove ha sede anche l’Anaborapi) in cui vengono provati, attraverso il performance test, i migliori soggetti della razza. Si è lavorato per un aggiornamento della dieta, sul piano qualitativo (energia e proteine) e quantitativo, con formulazioni elaborate in collaborazione con il Consorzio agrario delle province del Nord-Ovest.

Da fine aprile 2008 sono state ridefinite le razioni per lo svezzamento e l’allevamento, razioni che secondo i tecnici Anaborapi sono adatte anche per un utilizzo in azienda agricola. Raccolta e analisi dei dati proseguono, e comunque dopo un anno i riscontri si annunciano positivi, pur considerando che l’obiettivo non era aumentare l’accrescimento bensì adattare l’alimentazione alle accresciute potenzialità della razza, e si è ottenuta una curva di crescita senza punto di flesso.

«Possiamo concludere – dice Alessio Moretta, agronomo Apa Torino – che sotto questo profilo il potenziale di crescita è davvero elevato per la Piemontese, tanto da essere concorrenziale con altre razze (ad esempio, quelle francesi); è però importante individuare una razione su misura per l’azienda, somministrare alimenti fibrosi e concentrato ad libitum, controllare la qualità degli alimenti utilizzati».


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