PIANO CASA&AGRICOLTURA – Toscana

Per ora gli immobili rurali sono esclusi. Decisioni rinviate alla legge urbanistica
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«Esclusi gli edifici situati all’esterno dei centri abitati o collocati in zone in cui è prevista l’adozione di un piano attuativo». Recita così alla voce «esclusioni » la legge regionale dello scorso giugno che applica in Toscana il Piano casa. Tradotto significa che il Piano casa 2009 non entra nelle case, è proprio il caso di dire, degli agricoltori. Una notizia che non fa nemmeno molto scalpore a sentire le organizzazioni di categoria che tanto invece si sono battute nei mesi scorsi per la tutela e il ripristino degli edifici rurali.

«Non ci ha trovato molto sorpresi questa scelta della Regione – dice il direttore di Confagricoltura Toscana, Marco Mentessi – dal momento che in una zona come la Toscana è importante tutelare il patrimonio territoriale dalle speculazioni edilizie e dall’impatto ambientale».

Sarà invece di grande importanza il tavolo di concertazione che si stringerà intorno alle modifiche della legge 1 del 2005, che indirizza il governo del territorio dal punto di vista urbanistico.

«Sarà quello l’importante momento di scelta anche per il bene delle aziende agricole della nostra regione – spiega Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti – perché si dovranno porre degli importanti vincoli urbanistici legati alla campagna, ma al contempo senza limitare l’efficienza delle imprese del territorio». Un tema questo già caro da tempo alla Cia regionale che qualche mese fa ha presentato un vero e proprio dossier sullo stato urbanistico delle campagne toscane. «Dobbiamo coniugare sostenibilità economica con quella ambientale e sociale – sottolinea Giordano Pascucci, presidente della Cia – per tutelare il reddito di chi fa impresa e non la rendita di qualche immobiliarista».

Per quanto riguarda la possibilità di modificare gli annessi agricoli, a detta delle associazioni di categoria, la Regione ha messo a disposizione delle imprese numerose possibilità di sostegno agli interventi, da un lato attraverso il Psr che in diverse misure offre la possibilità di ampliare e ammodernare gli annessi, dall’altro anche attraverso altri provvedimenti, per esempio alcuni inseriti nel Piano energetico regionale (Pier) dove sono previsti incentivi per quelle aziende agricole che vogliano investire sulle energie rinnovabili.

Il tavolo di concertazione per la revisione della legge regionale 1/2005 è previsto per le prossime settimane e sarà un importante confronto anche per l’agricoltura anche considerando il già citato dossier della Cia Toscana secondo il quale il potenziale fabbisogno di suolo per soddisfare le esigenze di annessi dell’agricoltura toscana per i prossimi dieci anni sarebbe compreso tra i 100 e i 200 ettari, mentre oltre 8mila ettari sarebbero stati sottratti all’agricoltura nel decennio 1990-2000.


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