PIANO CASA&AGRICOLTURA – Puglia

In campagna non ci sono distinzioni
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La legge regionale sul Piano casa non fa distinzioni in Puglia tra edifici residenziali e rurali a uso abitativo. L’articolo 3 della legge 14 del 30 luglio (Burp n. 119/2009) prevede quindi possibilità e condizioni identiche: l’incremento di volumetria massimo ottenibile è del 20%, ovvero 200 mc a condizione che gli stessi (sia quelli con uno o due appartamenti che le case di campagna) siano al di sotto dei 1.000 mc. La nuova cubatura deve essere realizzata in contiguità al fabbricato esistente, senza deroghe a quanto previsto dai regolamenti edilizi sulle altezze e – soprattutto – rispettando le normative sul risparmio energetico. In particolare, la Regione chiede che l’edificio rurale ampliato abbia finestre vetrate con intercapedini di aria o di gas.

Chi decide di demolire e ricostruire un edificio residenziale in misura almeno pari al 75% dell’esistente, potrà fruire di un bonus di cubatura del 35 per cento. Gli interventi non potranno essere realizzati laddove riguardino immobili ricadenti in zone assoggettate a vincoli di natura storico-artistica o architettonica ovvero ubicati in aree sottoposte a vincolo paesaggistico o ambientale e in quelle in cui lo strumento urbanistico comunale consenta solo interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, nonché nelle aree ad alta pericolosità idraulica o geomorfologica. Il Piano casa varrà 24 mesi dalla data di pubblicazione della legge (3 agosto 2011), entro i quali sarà possibile procedere attraverso Dia o anche presentando la richiesta di permesso di costruire: non è ammesso il cambio di destinazione d’uso. Nessun requisito soggettivo in capo al beneficiario: non è necessario cioè («La legge non indica nulla su questo punto» spiega Angela Barbanente, assessore regionale all’Urbanistica) che il richiedente il beneficio sull’edificio rurale sia imprenditore agricolo, coltivatore diretto etc.


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