Pesco, molte delle novità varietali sono state costituite nel Belpaese

I dati e i consigli del CraFru di Roma per le diverse aree vocate nazionali
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La produzione peschicola italiana rappresenta quasi il 10% di quella mondiale e si colloca al primo posto a livello europeo con una differenza di circa di 600mila tonnellate rispetto alla Spagna, seconda in classifica.

In Italia, la coltura del pesco segue quella del melo per quantità prodotta ma la eguaglia per valore commerciale e risulta coinvolgere maggiori superfici e aree di coltivazione. Vista l’importanza della peschicoltura numerosi sono i fattori che concorrono alla riuscita commerciale di tale coltura, tra cui spicca la scelta varietale.

Negli ultimi 50 anni moltissime cultivar di pesco e nettarine nuove sono state licenziate grazie all’attività di breeding sia dal settore pubblico che privato. Il maggior apporto è stato dato dagli Stati Uniti che hanno introdotto, negli ultimi 20 anni, 311 cultivar di pesco e 240 di nettarine, a cui segue la Francia con 108 cultivar di pesco e 83 di nettarine e poi l’Italia con 96 cultivar di pesco e 52 di nettarine.

Zaiger Genetic’s Inc, Bradford Genetics, Burchell Nursery Inc. e la Sun World International Inc. sono le principali istituzioni private americane che hanno sviluppato una serie di programmi di miglioramento genetico, con forti collaborazioni internazionali, grazie ai quali sono riusciti, con molto successo, a immettere sul mercato mondiale varietà di pesche e nettarine innovative. Si tratta di pesche e nettarine a polpa gialla e bianca con buccia molto colorata (80-100% rosso brillante), di elevata consistenza, a bassa acidità, con caratteristiche organolettiche superiori e con rusticità e tolleranza al freddo.

Come per gli Stati Uniti, anche in Francia è il settore privato che risulta maggiormente attivo nell’innovazione varietale, con vivaisti come Maillard, Monteux–Caillet, Escande e Valla, che propongono materiale migliorato per qualità, aspetto, regolarità di calibro e per minor numero di interventi di gestione dell’albero.

IL LAVORO ITALIANO
In Italia il divario numerico tra le novità introdotte dal settore privato e dal pubblico è molto più ristretto e pur riconoscendo l’apporto di Bubani di Faenza, di Sciutti con la serie Maeba, Ossani con le serie Caldesi e Silver, Morsiani e Minguzzi con alcune nettarine tardive, sono le istituzioni pubbliche che negli ultimi 30 anni hanno sviluppato importanti progetti di miglioramento genetico che hanno portato al rilascio di un centinaio di nuove cultivar.

Quest’elevato numero di novità varietali, provenienti costantemente da tutto il mondo, ha sicuramente contribuito alla diffusione della coltura del pesco in areali diversi, spaziando da climi temperato-freddi a quelli più miti e caldi, e ha ampliato il calendario di maturazione, che attualmente arriva a coprire più di 6 mesi.

In Italia la produzione, caratterizzata da buoni livelli qualitativi, inizia a fine aprile nelle aree meridionali a coltura protetta, trova la massima espressione nelle zone centro-settentrionali nei mesi di luglio e agosto e finisce a novembre con le cultivar tardive siciliane.

Si assiste quindi a una specializzazione territoriale dove al Sud si coltivano varietà di pesche precoci e precocissime e la quasi totalità delle percoche, al Nord la scelta cade in prevalenza sulle nettarine e su cultivar a maturazione intermedia e tardiva.

Vista la numerosità delle proposte e la molteplicità delle esigenze la scelta varietale risulta notevolmente complicata.

Il progetto Mipaaf-Regioni, “Liste di orientamento varietale in frutticoltura, cerca di dare una risposta alla richiesta dei coltivatori di individuare quali sono le cultivar che meglio si adattano alle condizioni ambientali e agronomiche dei loro campi e quali rispondono meglio alle esigenze del consumatore in termini di qualità e innovazione.

Il progetto, che si avvale della collaborazione di 15 Unità operative dislocate nelle principali aree a vocazione frutticola, attraverso la valutazione annuale in campi sperimentali, di ben 250 cultivar tra pesco, nettarine e percoco, fornisce dati oggettivi sul loro comportamento agropomologico e individua quelle che possono essere consigliate per i diversi ambienti italiani.

Di seguito verranno riportate le cultivar di pesco di nuova introduzione, confrontandole con quelle ampiamente diffuse e conosciute e mettendo in evidenza eventuali limiti o pregi di entrambe.

Viene fatta una distinzione in base al colore della polpa, se gialla (le più numerose) o bianca, e in base all’epoca di maturazione in extraprecoci, precoci, intermedie, tardive e molto tardive.


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